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Full text of "Bollettini ECN Milano"

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Dal 3 luglio 1992 
abbiamo acceso un’ 
emittente radio. 

Apparteniamo a quel movimento 
antagonista che in questi 
anni ha lottato a Milano per il 
diritto a spazi sociali 
autogestiti, per il diritto alla 
casa, al lavoro, alla salute e 
ad una vita diversa. 

Contro una legge liberticida, 
la legge Mammi’, che ci 
vuole muti o illegali 
abbiamo scelto di non 
rimanere in silenzio e 
di dare voce a chi 
non ne ha. 

Trasrriettiacnoogni 
giorno dalleìTS 
alle 22.30 per la 
zona nord est 
di Milano. 




Centro Sociale Leoncavallo 


Via Leoncavallo 22 - 20131 Milano - Tel./Fax 02 26140287 Modem 02 2840243 - Casella Postale 17061 




INDICE DEI CONTENUTI 

1 M1PL274A.TXT Corteo e cariche Parco Lambro 1 

2 TRIESTE.TXT Com. Sgombero CS Trieste 1 

3 RM20704.TXT Proscioiti 11 compagni di Askatasuna 1 

4 MI20628B.TXT Senideak - Ass. x prigionieri baschi 1 

5 MI20628A.TXT Egin - Nuove disposizioni contro prig. baschi 2 

6 FI20706.TXT Sulla festa del centro di comunicazione 4 

7 PRATO070.TXT Dal coll, autonomo peitier 4 

8 RM20702.TXT Com. stampa ass. mosaico 5 

9 RM20702A.TXT Com. stampa coord. citi, di lotta per casa 5 

10 RM20702B.TXT Iniziativa fuori da Rebibbia 5 

1 1 RM20702C.TXT Com. stampa assoc. immigrati su campagna naz. 6 

12 RM20704.TX0 Com. occup. via dei Volaci 6 

1 3 RM20704A.TXT Com. Askatasuna su sgombero 7 

14 RM20704D.TXT Com. donne su incontro nazionale 7 

15 RM20704B.TXT Com. su incontro ass. ebraiche e alcuni C.S 7 

16 RM20706.ASC Docum. C.S. Askatasuna 9 

17 RM20706A.AS Com. stampa C.S. Corto Circuito 10 

18 RM20707.TXT Com. del Manifesto SU nuova rubrica 11 

19 0607ECN.DOC Lettera per ECN sud 11 

20 LETRAF.DOC Lettera Raf al meeting monaco 12 

21 ECNLAMB.TXT Parco Lambro '92 - Reiaz. ECN. 15 

22 CS920707.TXT Cosenza: processo per antimilitarismo 15 

23 BS920708.TXT Brescia: divieto iniziativa carcere ? 15 

24 FI20708B.TXT Com. sul carcere di sollicciano 16 

25 FI20708A.TXT Rinviato processo degli ex occupanti Jung ia2 16 

26 Fl20708.TXT Tangentopoli a Firenze 16 

27 VACCARI.DOC Sciopero spontaneo a Mo contro punto di Maggio 17 

28 RM20708.ASC Decisione razzista del Sindaco di Nettuno 17 

29 RM20708A.ASC Sparatoria a S. Lorenzo 18 

30 RM20708B.ASC Provoc. poliziesche alle case di V. Volaci 20 18 

31 SERIATE.TXT BG Assemblea su Spazi in disuso 18 

32 RM20709.TXT Com. telefonica su mob. anti-NATO a Fiumicino 19 

33 CALUSCA.TXT Urgente sfratto alla libreria Calusca PD 19 

34 MITECN1 .DOC ECN MI Analisi e proposte tecniche 20 

35 B020709.TXT da Bologna Solidarietà' a Calusca 21 

36 PD92071 1 .TXT PD sfratto ad un compagno (edilizia del tesoro) 21 

37 PD920709.TXT Corri. Libreria Calusca sullo sfratto 22 

38 PD920712.TXT PD com. Cobas su sfratto Libreria Calusca 23 

39 BOLKUR.ZIP Nuovo bollettino sui Curdi da Padova 23 

40 RM20710.TXT Com. Coord. Naz. Anti. Anti. su Maddalena '91 33 

41 RM20710A.TXT Com. da Barcellona su arresti militanti Catalani 34 

42 BS1 00792.TXT Iniziativa davanti al carcere di broscia 35 

43 TRADWWG. TXT Traduzione WWG.ZIP dal tedesco 35 

44 CAMPDARB.Y01 Prime notizie sul campeggio di lotta 38 



1 

File : MIPL274A.TXT 

(04/07/92) 



Milano, Parco Lambro, sabato 4 luglio 1992 

Oggi si e' svolta la manifestazione sotto al carcere di 
S. Vittore per una società' senza galere, proposta 
all'Interno dell'iniziativa di Parco Lambro '92 contro la 
destra sociale, per i percorsi di liberazione. 

Il corteo, composto da circa 300 compagni, si e' 
mosso dal carcere verso il quartiere di Porta Ticinese, 
per concludersi alle Colonne di S.Lorenzo, noto 
ritrovo dei nazi-skins. 

La manifestazione si e' svolta sotto la pioggia bat- 
tente, ma con la determinazione da parte dei com- 
pagni a voler portare a termine il corteo. 

Alla fine della manifestazione, mentre i compagni si 
apprestavano a scendere sotto la metropolitana, 
l'ennesima provocazione da parte della Digos ha 
scatenato una violenta carica da parte dei carabinieri. 

1 compagni sono riusciti a riportare la calma e a 
riprendersi i compagni pestati e rimasti in mano alla 
Digos, per poi tornare al Parco Lambro, dove e' stata 
indetta un'assemblea per le 21,30 per discutere 
sull'accaduto. 


3 

File : RM20704.TXT 

(05/07/92) 



Roma 4/07/1 992 

Oggi 4 luglio 1992 l'assemblea dei centri sociali e 
delle forze antagoniste romane hanno organizzato 
un'assemblea pubblica per denunciare lo sgombero 
avvenuto in data 3 luglio '92 e la montatura poliziesca 
verso 1 1 occupanti del centro sociale ASKATASUNA 
(libertà in basco ndr.) accusati di favoreggiamento 
all'E.T.A. a causa dei nome del centro sociale. 

Questa montatura nella mattinata di oggi è caduta, 
infatti il giudice delia prima sezione penale ha assolto 
gli 1 1 imputati per non aver commesso il fatto. 
L'assemblea che si sta svigendo nei locali del centro 
sociale rioccupato vede la presenza di circa 200 
persone, con la presenza all'esterno di forze di polizia 
e carabinieri che attendono un ordine per ri- 
sgomberare il centro sociale. 

IL CENTRO RIMANE OCCUPATO PER RIBADIRE 
CHE NESSUNA MONTATURA O SPECULAZIONE 
POTRÀ' TOGLIERE GLI SPAZI ALLE REALTA' 
SOCIALI ROMANE. 

Nelle prossime ore manderemo nuove comunicazioni 
sugli avvenimenti. 

E.C.N. Roma 


/ compagni de! movimento antagonista. 


2 

File : TRIESTE.TXT 

(05/07/92) 



COMUNICATO SULLO SGOMBERO DEL C.S.A. DI 
TRIESTE 


Ieri sera c'e' stato un tentativo di incendiare il centro 
da parte dei fascisti. Da una telefonata di un com- 
pagno abbiamo saputo che praticamente non riu- 
scendo a dar fuoco hanno messo tutto un po' sotto 
sopra. Inoltre sui due quotidiani della citta' sono 
apparse delle lettere denigratorie nei confonti degli 
occupanti gestite dal Pds (proprietario del luogo ) 
pero' firmate dagli abitanti del vicinato. Oggi a mez- 
zogionro sono arrivate delle pattuglie di digos, cara- 
binieri e polizia col vice questore e la segretaria 
cittadina del Pds. All'interno del centro erano presenti 
tre compagni che sono stati invitati a consegnare i 
documenti e sono stati subito dopo rilasciati. Adesso il 
centro e' presidiato dalla polizia . 

/ COMPAGNI DEL C.S.A. DI TRIESTE 


4 

File : M120628B.TXT 

(06/07/92) 



SENIDEAK: fino a che punto dobbiamo arrivare 
perche' siano rispettati I diritti umani? 

Senideak e' un'associazione dei familiari e dei pri- 
gionieri deportati, rifugiati baski, dalla sua nascita 
nell'ottobre 91 e anche dai mesi precedenti ha preso 
contatti e incontrato la totalità' delle forze politiche dei 
paesi baski, istituzioni religiose, associazioni del 
mondo del lavoro ecc. 

Incontri nei quali tutti sono stati informati della grave 
violazione dei diritti umani di base di cui sono stati 
fatti oggetto i prigionieri politici baski. Piu' recente- 
mente nelle ultime settimane, il Senideak e' tornato a 
incontrarsi con i partiti politici e la commissione 
istituzionale per i diritti umani, Artateko, ecc. de- 
nunciando quella che e' diventata una situazione 
insostenibile, che pregiudicava l'integrità' fisica dei 
prigionieri che protestavano per la situazione di ne- 
gazione dei diritti di base. 

I familiari dei prigionieri sono disposti a tollerare che 


13/07/92 


ECN MILANO 


1 








situazioni limite come quella del carcere del Salto del 
Negro si ripetano. 

Perche' i prigionieri hanno rischiato la vita? Nel '92 gli 
scioperi della fame per l'esigenza dei propri diritti e' 
fondamentalmente per il rispetto dei diritti umani sono 
stati realizzati in molti carceri spagnoli. Per la loro 
durata i piu' conosciuti sono quelli nel Salto del Negro 
e a Ceuta. 

Sono serviti da esempio di quella che e' la situazione 
di illegalita' all'interno delle prigioni, i punti accordati 
con la direzione del carcere di Salto del Negro, che 
hanno posto fine allo sciopero della fame della durata 
di 41 giorni nella prima fase e di 38 giorni nella 
seconda ( con molti giorni di scioperi della sete ). 

I prigionieri politici baski hanno rischiato la vita per 
questi punti: 

- CHE NESSUNO DI LORO VENGA ISOLATO IN 
UN BRACCIO 

- AUMENTO DELLE ORE D'ARIA A 4 

- ACCUMULAZIONE PER PROBLEMI DI DI- 
STANZA DEI 40 MINUTI DI VISITA SETTIMA- 
NALE IN UN SOLO GIORNO 

- CHE LA PRIGIONE NON IMPEDISCA LA VISITA 
ALLE PERSONE CHE HANNO AVUTO L'AUTO- 
RIZZAZIONE DEL GIUDICE 

- DIRITTO DI AVERE VISITE DA AMICI 

- AUTORIZZAZIONE AD EFFETTUARE DUE 
CHIAMATE TELEFONICHE AL MESE SE NELLO 
STESSO PERIODO NON HANNO RICEVUTO VI- 
SITE 

- L'AUTORIZZAZIONE A COMUNICARE TELEFO- 
NICAMENTE CON ALTRI FAMILIARI IN CAR- 
CERE 

- CHE LA CORRISPONDENZA NON VENGA 
TRATTENUTA DALLE AUTORITÀ' PER PIU' DI 
CINQUE GIORNI 

- NON ESSERE RECLUSI NELLE CELLE CON LE 
FINESTRE DETTE A BOCCA DI LUPO CHE 
PROVOCANO NAUSE E PERDITA DELL<\ VI- 
STA... 

- POTER REALIZZARE PICCOLI LAVORI MA- 
NUALI 

- NON ESSERE OBBLIGATI A FIRMARE O AD 
ALZARSI DURANTE I CONTROLLI DELLA 
CELLA 

- CHE LA PERQUISIZIONE A CORPO NUDO SIA 
UN CASO ECCEZIONALE E NON UN ABUSO 
QUOTIDIANO CHE SI GARANTISCA UN'ALI- 
MENTAZIONE PRECISA PER UN BUON RE- 
CUPERO DELLO SCIOPERO DELLA FAME 

Tutti pensiamo che questi siano diritti che la legge 
deve contemplare e di fatto li contempla, il fatto e' che 
non vengano rispettati e applicati. 

II 4 giugno Senideak iniziava uno sciopero della fame 
nel monastero di Aranzazu, per esaurire tutte le vie 
istituzionali e legali, per far si che si rispettino i diritti 


umani aH'interno delle carceri. 

Iniziativa alla quale chiamiamo ad unirsi tutta la 
società' baska, perche' la violazione dei diritti umani e' 
un problema di tutta la società' non chiediamo grossi 
sforzi, ognuno puoi' partecipare secondo le proprie 
possiblita'. Sappiamo che e' un passo da gigante 
perche' i diritti umani vengano rispettati e' che tutti i 
deportati e i prigionieri politici vengano trasferiti nelle 
carceri baske, perche' la vicinanza facilita la 
conoscenza di quello che realmente accade all'Interno 
delle mura, facendo si' che gli abusi non rimangano 
impuniti. 

ECN 


5 

File : MI20628ATXT 

(06/07/92) 



DA UEGIN DEL 1 APRILE '92 

IL GOVERNO PREPARA UN’OPERAZIONE PER 
OTTENRE CHE I PRIGIONIERI "COMANDOS AU- 
TONOMOS" SI PENTANO. 

Principale obiettivo sarebbe presentare questo fatto 
come una scissione nell'ETA. Donostia ( San Seba- 
stian ). 

IL governo spagnolo permane degli apparati dediti 
alla cosidetta "Lotta antiterrorista", sta preparando 
un'operazione affinché' si verifichi un pentimento in 
blocco dei prigionieri e dei rifugiati che ebbero rela- 
zioni coi "comandos autonomos anticapitalistas", 
come ha potuto sapere questo quotidiano da persone 
che parteciparono a questo movimento armato e che 
sono esiliati. 

Con questa operazione lo stato spagnolo pretende di 
presentare all'opinione pubblica un supposto pro- 
cesso di disintegrazione di Euskadi Ta Askatasuna 
(ETÀ) benché' questa organizzazione non abbia mai 
avuto alcuna relazione con i C. A. A. che sono pra- 
ticamente sciolti da vari anni. 

L'obiettivo del governo per tanto sarebbe di presen- 
tare il pentimento dei commandos autonomos dell' 
ETÀ. 

Di fatto azioni realizzate da quei gruppi come la morte 
del dirigente del P.S.O.E. guipuzooano Enrique 
Casas nell'84 si sono voluti attribuire all'ETA, 
diffondendo la falsa immagine che i C.A.A. fossero 
una delle sue "sezioni". 

In questo tentaivo di ottenre il pentimento in blocco 
dei prigionieri e rifugiati autonomi, sarebbe implicato, 
secondo le fonti consultate, bernardo Azpitarte detto 
"Cabra" vecchio dirigente del gruppo; queste fonti 
assicurano che Azpitarte ha viaggiato recentemente 
in SudAmerica per parlare dei rifugiati del C.A.A. 
Senza esitazioni, la proposta di Cabra e' stata osta- 
colata e come ha potuto sapere EGIN due membri 


2 


ECN MILANO 




qualificati di rifugiati autonomi si sono spostati dal 
continente americano a Iparralde per far fallire l'ope- 
razione. 

Per il momento sono un'incognita le ripercussioni che 
la proposta avra' fra i prigionieri di questa orga- 
nizzazione, benché' l'unico dato obiettivo sia che 
questi prigionieri politici baski appoggiarono la lotta 
cominciata dal complesso dei prigionieri baski alla fine 
dell'anno scorso e che la maggioranza di loro e' 
integrata nella dinamica del collettivo. 

Le fonti a cui ha avuto accesso questo giornale, 
ritengono che questo piano di pentimento avrebbero 
come primo passo il raggruppamento dei prigionieri 
autonomi nel carcere di Langraitz, per procedere in 
seguito ad una liberazione scaglionata: anche il 
ritorno dei rifugiati sarebbe scaglionato. 

E' piu' che prevedibile che il ministero degli interni 
spagnolo abbia un forte interesse ad ottenre che 
questa operazione cominci rapidamente, con l'in- 
tenzione di puntellare le tesi che in questi giorni 
stanno già' cercando di far passare tra la gente, che 
l'arresto dei tre presunti dirigenti dell'ETA provocherà' 
uno smembramento tra i prigionieri, tesi che lascio' 
intrawedere il ministro della giustizia Enrique Mugioa 
Hezog in un programma televisivo. 


I C.A.A. UNA STORIA PROPRIA 

Nella seconda meta' degli anni '70 nascono i C.A.A. 
come espressione di quello che era in quel periodo la 
"corrente deH'autonomia operaia" in Hego Euskal 
Herria nonstante che determinati mezzi di comuni- 
cazione e certi partiti politici fossero soliti identificarli o 
metterli in relazione con l'ETA erano organizzazioni 
con strategie differenti; le stesse origini dei C.A.A. 
evidenziano la loro volontà' di dare vita ad una 
dinamica estremamente diversa da quella portata 
avanti dall'ETA. Negli anni '76/77 alcuni militanti 
dell'ETA componenti del partito L.A.I.A. -ez e membri 
di differenti movimenti autonomi che si dedicavano in 
quel periodo alle lotte sociali, danno vita 
all'organizzazione armata "commandos autonomos 
anticapitalistas" che agira' fino alla meta' degli anni 
ottanta. 

Le principali differenze con l'ETA sono nei piani 
strategici tattici, cosi' come nella forma di organiz- 
zazione e di pratica della lotta armata. Rispetto alla 
strategia, nonstante si dichiarassero anche indipen- 
dentisti, e socialisti, non credevano che la confor- 
mazione della nazione baska fosse la soluzione del 
problema dell'oppressione nazionale, giacche' nella 
pratica si sarebbero riprodotti meccanismi di dominio 
di qualunque stato. 

Sul piano tattico non credevano che una negozia- 
zione politica sulla base dell'alternativa KAS rendesse 
possibile un'avanzamento e pensavano che questa 
alternativa non avesse un sufficiente contenuto 


anticapitalista perche' di fatto sarebbe stata assimilata 
dallo stato e dai partiti che lo sostengono e sfruttata 
per disattivare le lotte popolari. Riguardo alla lotta 
armata, difendevano la massima autonomia da aprte 
dei militanti decisi ad ^accettarla e portarla avanti 
praticamente, individuando gli obiettivi non in un 
programma tattico, ma in una strategia anticapitalista 
e di attacco al potere . 

Tennero come linea di fare attentati contro le forze di 
polizia spagnole, benché' tra il 1978 e il 1980, 
realizzassero varie azioni contro gli imprenditori. 

A cominciare dagli anni ottanta, compirono azioni 
armate contro l'azienda telefonica e contro i mezzi di 
comunicazione - concretamente contro l'agenzia EPE 

Azioni caratteristiche per comprende la loro lotta 
armata, sono l'esplosione di un centro del tribunale 
tutelatore dei minori del dicembre del 1982 oppure 
l'attacco contro i caselli dell'autostrada a Zumala nel 
1983: ricorsero anche al sequestro di imprenditori per 
finanziarsi. 

DaH'inizio degli anni '80 utilizzarono la lotta armata per 
colpire il P.S.O.E. Cosi' nel 1983 fu disattivata una 
bomba collocata nella casa del popolo di Donostia, 
nel febbraio dell'anno seguente giustiziarono Enrique 
Casas dirigente del P.S.O.E. in Vascongadas nonché' 
appartenente alla cosidetta giunta di sicurezza del 
paese basco, incaricata del dispiegamento Ertzantza, 
(N.D.T.: polizia locale basca, composta sicuramente 
da baschi, famosa per la sua ferocia particolarmente 
odiata dalla gente di Euskadi che li considera dei 
traditori). Conosceranno anche gli effetti della 
repressione fra i costi umani sofferti dai C.A.A. ci sono 
le sparizioni come quella di Naparra, i morti 
collocando bombe "Piti" e "Nascas" nel 1983 - e i 
caduti per mano delle forze di polizia, come Pablo 
Gude 0 Frau Aldanondo. 

Particolarmente sanguinosa fu l'imboscata di Pasai 
Donibane, dove la polizia spagnola uccise a sangue 
freddo nel Marzo 1984 Rafael Delas, Joze Mari Izura, 
□ioni Aispuru e Pedro Mari Isart. 

Nella seconda meta' degli anni '80, coincidendo con il 
riflusso della corrente chiamata Autonomia Operaia, e 
i C.A.A. praticamente si estinsero tra dibattiti e 
contraddizione, benché' ancora siano in carcere una 
ventina di prigioneri e una decina di rifugiati in altri 
paesi che presero parte a questo movimento armato. 


13/07/92 


ECN MILANO 


3 


6 

File : FI20706.TXT 

(06/07/92) 



Firenze 070692 

"SENZA GALERE E SENZA FRONTIERE" DUE 
GIORNI DI CONCERTO E FESTA A FIRENZE, 
NONOSTANTE LE SOLITE PROVOCAZIONI DI 
VIGILI E CC 

Si e' svolta a Firenze la rassegna "senza Galere e 
senza Frontiere" che ha visto la presenza di migliaia 
di persone. 

Mercoledì' per il maltempo l'iniziativa e' stata spo- 
stata in fretta e furia al CSA EX EMERSON, in via 
Bardazzi 19, e oltre mille persone hanno partecipatao 
alla serata. 

Ieri invece nonostante l'incognita del tempo la festa e' 
stata organizzata in S. Spirito dove molte centinaia di 
persone si sono ritrovate e non solo per la musica. 

Riportiamo nel comunicato stampa i gravi episodi di 
cui i vigili prima e i carabinieri poi si sono resi prota- 
gonisti nel corso dell'iniziativa, che, nonostante tutto, 
non ha influito sul risultato positivo della giornata. 


Comunicato Stampa 

BEN OLTRE IL RIDICOLO 

Non sapendo piu' cosa inventare per lasciare le 
piazze in mano al narcotraffico il POTERE si acca- 
nisce contro le iniziative autogestitedapprima con 
l'arma della piu' protervia DEMENZA BUROCRA- 
TICA: Alla festa in Santo Spirito arriva un vigile e 
dichiara che la festa verrà' sospesa. Dopo un'ora di 
discussione e l'esibizione di DIECI AUTORIZZAZIONI 
diverse, lo stesso ammette tra i denti che forse e' un 
ritardo burocratico, ma la multa la fa' lo stesso... 

Dopo questo che appare un normale caso di buro- 
cratica ottusità' ecco il carico da UNDICI. Si presenta 
il nucleo ecologico dei vigili incaricato di misurare il 
carico acustico dei decibel nella festa... NON CI SI 
STUPISCE PIU' DI NIENTE ! 
una citta' avvelenata, con tanti e gravi problemi am- 
bientali e il nucleo ecologico dei vigili si presenta alla 
festa autorganizzata 

MA NON FINISCE QUI. I Carabinieri impongono di far 
cessare la musica alle ore 11, i responsabili della 
festa comunicano il loro rifiuto alla assurda richiesta 
(le feste organizzate dal Comune durano spesso oltre 
le una..), e cosi' si arriva al culmine. 

Arrivano in fretta e furia gazzelle di PS CC E VIGILI 
CHE CIRCONDANO E BLOCCANO LA PIAZZA, ma 
nonostante do' la festa prosegue sino al termine 


richiesto dagli organizzatori... 

mezzanotte, e le forze dell'ordine sono sconsigliate 

dall' intervenire. 

miti e quieti come sempre, ma sempre meno inclini a 
subire i COMPAGN!\£ DEL CENTRO DI COMU- 
NICAZIONE ANTAGONISTA 


7 

File : PRATO070.TXT 

(06/07/92) 



Prato 070692 

COMUNICATO STAMPA DEL COLLETTIVO AU- 
TONOMO LÉONARD PELTIER DI PRATO 

In un panorama che legittima sempre di piu' chi 
gestisce le questioni amministrative a suon di tan- 
genti, in un clima di disoccupazione che cresce, 
eroina a tutti gli angoli di strada, completa mancanza 
di spazi dove poter riaffermare valori completamente 
annientati quali la solidarietà' la socializzazione, etc. 
La nascita di un Collettivo al di fuori delle compatibi- 
lita' partitocratiche diventa subito obbiettivo di sabo- 
taggio a cui tutto l'apparato di potere partecipa atti- 
vamente. 

Tentando prima di sabotare un iniziativa in piazza 
contro il razzismo con futili cavilli burocratici, polche' 
la determinazione dei compagni spinge 
l'amministrazione a concedere, anche se in extremis, 
l'autorizzazione; arrivano puntuali le provocazioni 
durante la festa. Un gruppo di vigili forse irritati dalla 
presenza in piazza di molta gente, tentano di 
intimidire i presenti chiedendo documenti, ma anche 
questo tentativo di far fallire l'iniziativa non riesce. 
Puntuale si attiva l'intimidazione diretta con cui un 
presunto ufficiale di PS tempesta di telefonate pro- 
vocatorie un compagno del Collettivo. Questo at- 
teggiamento non ci impedirà' di rivendicare con forza 
il nostro diritto ad essere protagonisti delle nostre 
scelte senza dover servire una qualche lobby di 
partito. Le intimidazioni possono solo stimolarci ad 
essere piu' presenti nel territorio. 


4 


ECN MILANO 




8 

File : RM20702.TXT 

(06/07/92) 



Roma 2/7/1 992 

ECN ROMA - DA: GLI IMMIGRATI E GU ITAUANI 
DELL' ASSOCIAZIONE "MOSAICO". 

Karl Giacinti prima di partecipare all' autogestione del 
centro sociale Askatasuna, e ritrovarsi ora a Rebibbia 
con 1 1 ragazzi come lui, si era impegnato con noi nell' 
occupazione/recupero dello stabile regionale di via S. 
Tommaso d' Aquino, in Prati. E' passato quasi un 
anno da allora: era la prima lotta comune a Roma, per 
il diritto alla casa, di giovani italiani ed immigrati. 
Fummo sgomberati dopo una settimana da quell' 
assessore Lucari, che aveva speso quasi un miliardo 
di soldi pubblici per la sola vigilanza di un palazzo 
ridotto ad immondezzaio e parcheggio abusivo. Quell' 
assessore che sarebbe dovuto rimanere nella cella 
ora occupata da Karl. Lui non si dette per vinto: lo 
stesso giorno dello sgombero disse che avrebbe 
cercato un altro posto, con i suoi amici, e lo trovo' e gli 
ridiede vita in capo a quindici giorni, in quella scuola 
abbandonata a Monteverde. Neanche noi, da allora, 
ci siamo arresi: ne' sgomberi ne' processi ne' 
montature potranno fermare la nostra lotta per una 
citta' vivibile e solidale. Con Karl, e con tutti quelli 
come lui. 

N.B. IL PROCESSO AGLI 11 COMPAGNI DEL 
CENTRO SOCIALE ASKATASUNA E' FISSATO PER 
SABATO 4 LUGLIO ALLE ORE 9.00 NELLA PRIMA 
SEZIONE PENALE DEL TRIBUNALE DI ROMA. 


9 

File : RM20702A.TXT 

(06/07/92) 



Roma 2/7/ 1992 

ECN ROMA - DA: COORDINAMENTO CITTADINO 
DI LOTTA PER LA CASA 

(Comunicato stampa) 

20 famiglie di San Lorenzo, occupanti da oltre 1 5 anni 
uno stabile abbandonato a se stesso dopo il 
bombardamento del '43, nonostante che il consiglio 
comunale negli ultimi 2 anni abbia votato all' unani- 
mità' 2 ordini del giorno che impegnavano una solu- 
zione abitativa, verranno sgomberate con la forza 
entro pochi giorni: parola di assessore e prefetto. 

Tutte le proposte fatte dalle 20 famiglie non sono 
state minimamente prese in considerazione: dalla 
possibilità' di acquisto dello stabile da parte del 
comune, alla disponibilità' a formare una cooperativa 
di autoristrutturazione per subentrare in qualcuno dei 
tanti stabili lasciati in disuso dal comune di Roma. L' 


iniettitudine dell' assessore Amato e la rinnovata 
volontà' repressiva contro chi lotta per i propi bisogni, 
nonché' le manovre speculative sullo stabile occupato 
(cambio di destinazione d' uso nel centro storico) non 
devono essere pagate da chi lotta da 1 5 anni per I' 
affermazione del diritto alla casa. 

A tutto do' si aggiunge la decisione del TAR di re- 
spingere r ordinanza prefettizia sugli sfratti con il 
conseguente rischio di vedere a Roma, senza nes- 
suna tregua, migliaia di famiglie in mezzo alla strada. 

Il movimento di lotta contrasterà' con tutti i mezzi I' 
espulsione dei lavoratori del centro storico. 

NO AGLI SGOMBERI, NO AGLI SFRATTI! 

VENERDÌ 3 LUGLIO, ORE 19.00 ASSEMBLEA 
PUBBLICA SOTTO LO STABILE OCCUPATO DI VIA 
DEI VOLSCI 20. 

Aderiscono all' assemblea: Comitato per la casa. 
Comitato per il diritto alla casa zona Sud, un deputato 
di Rifondazione Comunista, Luigi Nieri del gruppo 
Verdi per Roma. E' invitato Maurizio Elissandrini del 
gruppo PDS del comune. 

ALL' ASSEMBLEA SONO INVITATE TUTTE LE 
REALTA' SOCIALI E DI LOTTA DELLA CITTA' Di 
ROMA. 


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File : RM20702B.TXT 

(06/07/92) 



Roma 2/7/ 1992 

ECN ROMA - Iniziativa fuori da Rebibbia 

Il 27 giugno 1992, sotto il carcere di Rebibbia di 
Roma si e' svolta una iniziativa di controinformazione 
e musicale organizzata da un cartello di forze 
antagoniste e sociali presenti sul territorio romano. 
Folta presenza di compagni/e che hanno dato vita ad 
un' abbattimento dei muri del carcere con slogane, 
chiamate dei detenuti e altro. 

Ci sono stati interventi di familiari di detenuti siero- 
positivi, in AIDS conclamato che richiedevano la loro 
immediata scarcerazione. Molto toccante ed esau- 
stivo r intervento della madre di Massimo, un giovane 
in AIDS conclamato che fino al giorno prima era 
ricoverato nella clinica odontoiatrica perche' si era 
tagliato i denti in una crisi depressiva e fatto rientrare 
in carcere il 27 stesso dopo che molti ospedali lo 
rifiutavano propio per la sua malattia. 

Altri interventi dal carcere dei comapgni delle BR che 
davano piena solidarietà' e appoggio all' iniziativa che 
in altre citta' italiane si erano svolte. Inoltre nella tarda 
serata si e' riuscito grazie alla presenza di garanti, 
parlamentari ed europarlamentari, ad entrare in 
carcere dopo mille difficolta' poste dal direttore 
riuscivano a intravedere 2 compagni dell' Askatasuna 
che dicevano di stare bene e di essere in isolamento. 


13/07/92 


ECN MILANO 


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inoltre riuscivano a intravedere i detenuti ricoverati in 
infermeria in condizioni assai precarie. 

Sotto le mura del carcere il concerto delle posse 
romane, anche loro promotori di questa iniziativa, che 
alternavano momenti musicali a momenti di 
comunicazione con i detenuti. 

Il concerto e I' inziativa finivano con I' appuntamento 
di organizzarne un' altra del genere e di avere co- 
municazioni dall' interno e dall' esterno del carcere, 
con la trasmissione ORA D' EVASIONE dai microfoni 
di Radio Onda Rossa, e di dare il piu' possibile 
battaglia alle restrizioni imposte a tutti i detenuti e di 
richiedere I' immediata scarcerazione dei malati in 
AIDS conclamato. 


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File : RM20702C.TXT 

(06/07/92) 



Roma 2/7/ 1992 

ECN ROMA - DA: AGLI - AFRICA INSIEME - ARCI 
- ASS. PER LA PACE - CASI - CISM - COORD. 
IMMIGRATI CGIL - FEDER. CHIESE EVANGELI- 
CHE IN ITALIA - ITALIA RAZZISMO - NEROENON- 
SOLO - SENZACONFINE - SHANGRILLA' - SOS 
RAZZISMO - UAWA OLTRE A CENTINAIA DI AS- 
SOCIAZIONI LOCALI DELL' IMMIGRAZIONE E DEL 
VOLONTARIATO. 

Campagna "Nuovi diritti di cittadinanza per un 
parlamento antirazzista 

Cari amici 

ad integrazione del materiale già' trasmesso a voi ed 
agli altri parlamentari firmatari del patto "Per un 
parlamento antirazzista'', vi trasmettiamo una do- 
cumentazione pervenutaci dal Prof. Bruno Nascim- 
bene dell' ASGI, circa i rilievi di incostituzionalità' e di 
contradditorietà' rispetto a convenzioni e patti 
internazionali, da muovere al decreto Boniver sull' 
espulsione degli immigrati (D.L 193 del 29/2/92, 
reiterato come D.L. 272 del 30/4/'92). 

Come sapete, il decreto e' ormai decaduto senza 
essere convertito in legge. Appare pero' propabile che 
venga riproposto dal governo, come decreto-legge o 
come disegno di legge d' iniziativa governativa. 

Nel primo caso andrebbe chiesto al presidente della 
Repubblica di no apporre la sua firma ad un decreto 
di costituzionalità' quantomeno dubbia, reiterato per la 
seconda volta. Nel secondo caso, sara' necessario 
sollevare una pregiudiziale d’ incostituzionalità' in 
sede parlamentare. 

Con i migliori saluti 

Dino Frisulo e Mustapha Mansouri (Senza con- 
fine,tl.06/4464291-2 fax 4464285) 

Annemarie Dupre' (Fed. Chiese Evangeliche tl. 
06/483188 fax 4828728) 


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File : RM20704.TX0 

(06/07/92) 



Roma 4/7/ 1992 

ECN ROMA - DA: COMITATO OCCUPAZIONE VIA 
DEI VOLSCI 20 

(Comunicato stampa) 

Il 3 luglio si e' svolto il previsto incontro degli occu- 
panti delle case di via dei volsci 20 con il prefetto di 
Roma. 

Nei giorni scorsi la posizione del prefetto di Roma era 
stata estremamente dura, intimando lo sgombero 
forzato con la sola alternativa di un, assistenza 
alloggiativa nel residence "Le Torri" da anni simbolo 
dello sfascio e della degradazione dei problema casa 
a Roma. 

Gli occupanti delle case avevano ovviamente rifiutato 
quella che solo al prefetto poteva apparire una solu- 
zione, quando in realta' era I' ennesima ghetizzaz- 
zione contro chi in questi anni ha lottato per il diritto 
alia casa. 

Nell' incontro il prefetto ha negato la possibilità' di uno 
sgombero forzato, prospettando invece una 
complessa operazione che vede coinvolte le case 
Bastogi, oggi utilizzate dal comune per assistenza 
alloggiativa, che dovrebbero essere ristrutturate ad 
uso abitativo per gli abitanti di via dei volsci 20 e per 
gli altri sfrattati, non appena saranno assegnate le 
legittime case a chi si trova oggi in assistenza al- 
loggiativa alla Bastogi. 

Nonostante le assicurazioni dei prefetto ribadiamo la 
nostra decisione di mantenere alto il livello di mobili- 
tazione finche' non saranno date garanzie precise e 
certe per la soluzione del problema delia casa di tutti 
gli occupanti. 


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ECN MILANO 





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(06/07/92) 


File : RM20704A.TXT 


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(06/07/92) 


File : RM20704D.TXT 


Roma 4/7/ 1992 

ECN ROMA: I COMPAGNI E LE COMPAGNE DEL 
C.S.O.A. ASKATASUNA (Ora e sempre Askata- 
suna) 

ULTIMA ORA!! 

GLI 11 COMPAGNI SONO STATI TUTTI ASSOLTI 
PER NON AVERE COMMESSO IL FATTO ED 
USCIRANNO NELLA SERATA DEL 4 LUGLIO DAL 
CARCERE DI REBIBBIA. 

SEGUIRÀ' COMUNICATO UFFICIALE! 

Il giorno 3 luglio alle ore 7.30 le forze dell' ordine 
hanno fatto irruzione nei locali del c.s.o.a. Askatasuna 
per r ennesima volta, mettendo in pratica lo sgombero 
e mettendo tutto a soqquadro. 

Nel corso di una decina di giorni si e' assistito ad una 
escalation della criminalizzazione del c.s.o.a. 
Askatasuna e dei suoi occupanti. 

In un primo momento per sospettati collegamenti con 
r ETÀ con 11 conseguenti arresti, collegamenti poi 
smentiti dalia stessa DIGOS ma di fatto amplificati dai 
mass-media, poi un' altra irruzione da parte di "ignoti" 
che aveva pero' tutte le caratteristiche di una 
perquisizione, fino ad arrivare a questa mattina con io 
sgombero esecutivo e I' applicazione dei sigilli. 

Questa manovra potrebbe rientrare, oltre che nelle 
repressioni in atto in tutti i contesti del movimento 
antagonista, in un disegno politico, portato avanti già' 
da molto tempo, che vede protagonista il parco 
pubblico di villa Panphili sul quale sembrano esserci 
degli interessi speculativi da parte della famiglia 
Sbardella. 

Il tutto ha avuto inizio con la chiusura e sequestro di 
un circolo sportivo sito anch'esso all' interno delie 
mura del parco, poi sono stati messi i sigilli nell' ex 
fienile dove si stavano facendo dei lavori di ristruttu- 
razione abusivi per realizzare un ristorante, suc- 
cessivamente il blocco dei lavori a palazzina Algardi. 
Inoltre sono stati posti i sigilli anche su una delle 
entrate alla villa sulla via Aureiia antica. 

Noi portavamo avanti da tempo la battaglia contro la 
cementificazione della villa, per I' apertura al pubblico 
di palazzina Algardi, la smilitarizzazione della villa e il 
rimboschimento della valle dei Daini, rasa al suolo 
con le ruspe durante i lavori abusivi di cui dicevamo 
prima. 

Ne' gli interessi della famiglia sbardella, ne le continue 
provocazioni al movimento antagonista fermeranno le 
nostre lotte. 


SPOSTATO INCONTRO NAZIONALE DELLE 
COMPAGNE 

L'incontro nazionale delle compagne al campeggio 
"La vela" in Calabria e' stato spostato .Non si terra' 
piu' da! 1 al 1 5 agosto, ma dal 9 al 1 6, per permettere 
alle compagne di partecipare agli altri campeggi che 
ci sono in quei giorni.Comunque se qualcuna volesse 
venire prima , le compagne di Roma saranno nel 
campeggio dal 1 di agosto.Sollecitiamo veloci risposte 
entro una settimana per permettere l'organizzazione 
del campo.A presto! 


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File : RM20704B.TXT 

(06/07/92) 



Roma, 04.07.92 
COMUNICATO STAMPA 

ASSOCIAZIONI DEMOCRATICHE, CENTRI SO- 
CIAU, RAPPRESENTANTI DEGLI IMMIGRATI E 
DELLA COMUNITÀ' EBRAICA INSIEME DAL 
QUESTORE IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE 
ANTIFASCISTA. 

Si e' svolto nella serata di ieri, presso la Questura, un 
lungo incontro fra il Questore di Roma Dr. Masone ed 
un'ampia delegazione composta, oltre ai 
rappresentanti del "Comitato per la difesa e il rilancio 
della Costituzione", dal Vicepresidente della comunità' 
Ebraica romana e dalla rappresentante della 
Federazione ebraica per la tutela dei diritti 
costituzionali, da esponenti del Centro Sociale Corto 
Circuito, del Centro di Documentazione "Gridalo 
Forte", del Comitato di quartiere Alberane, di 
Senzaconfine e della comunità' magrebina. 

La composizione della delegazione, che e' di per se 
una novità' comprendendo le diverse aree sociali che 
hanno variamente subito o fronteggiato l'offensiva 
neofascista degli ultimi mesi ed anni a Roma, e' il 
risultato di numerosi momenti di confronto cittadino 
verificatesi dopo l'ultima "impresa" neonazista nella 
citta', il convegno revisionista di Movimento Politico 
sull'Olocausto. 

Al Questore la delegazione ha proposto i nuovi e 
gravi termini del problema: 

una visibilità' e "legittimazione politica" del neofasci- 
smo e neonazismo romano, punto di riferimento degli 
analoghi movimenti nazionali e ben dotato di 
finanziamenti e collegamenti internazionali, anche 


13/07/92 


ECN MILANO 






grazie alle ripetute manifestazioni pubbliche con- 
sentite e protette dai responsabili dell'ordine pubblico; 
l'esistenza di sedi, a partire da quelle di via Domo- 
dossola (ma senza dimenticare quelle di Meridiano 
Zero ed alcune sezioni missine di Roma e dei Ca- 
stelli), nelle quali si pianifica e dalle quali si rivendica 
la strategia del terrore e delle aggressioni, con una 
organicità' che ormai configura la "ricostituzione di 
partito fascista", vietata dalla Costituzione e punita 
dalle leggi, come già' fu per i movimenti Ordine Nuovo 
ed Avanguardia Nazionale (disciolti per questo motivo 
negli anni '70, e molti dei cui dirigenti, coinvolti anche 
nella strategia della tensione, come Delle Chiaie o 
Merlino, si ritrovano non a caso nella geografia 
dell'attuale neofascismo romano); 
il controllo di intere zone della citta', segnato dall'in- 
verecondo moltiplicarsi di scritte razziste e anti 
ebraiche, dalle quotidiane aggressioni contro immi- 
grati, studenti e giovani democratici e centri sociali, 
dall'intreccio fra bande naziskins e criminalità' di 
quartiere legata allo spaccio di droga (come all'Appio- 
Tuscolano, a Trastevere o a Cinecittà', dove un 
intreccio di questo genere fu alla base, un anno fa, 
dell'incendio doloso del Corto Circuito e dell'assas- 
sinio del giovane Auro Bruni); 
il crescente reclutamento fra i giovanissimi, basato 
non solo sull'assenza di un orientamento antifascista 
ed antirazzista nell'istruzione pubblica, ma sulla 
sensazione di impunita' diffusa (vedi le piu' recenti 
sentenze per le aggressioni omicide di Piazza Ca- 
pranica e di Colle Oppio), anche grazie ad un orien- 
tamento delle forze di polizia che tende a mettere 
sullo stesso piano aggressori ed aggrediti costretti 
all'autodifesa. 

La delegazione ha annunciato al Questore l'inten- 
zione di costruire una rete di collegamento, infor- 
mazione ed iniziativa antifascista ed antirazzista nella 
citta', composta da soggetti sociali diversi, che 
segnalerà' quotidianamente le violenze e chiamerà' 
alle loro responsabilità' i partiti politici, le istituzioni ed 
i responsabili dell'ordine pubblico. Non avverrà' piu' 
che immigrati, comunità' ebraica, centri sociali e 
strutture di quartiere, studenti democratici vengano di 
volta in volta lasciati soli nella risposta ad aggressioni 
fisiche 0 culturali. 

La delegazione ha chiesto inoltre al Questore che, 
concretamente, vengano vietate in futuro manifesta- 
zioni neofasciste o neonaziste al chiuso o all'aperto, 
siano chiuse le sedi in cui si teorizza e si pratica la 
ricostituzione del fascismo e la violenza e ne vengano 
eliminate scritte e manifesti inneggianti ai razzismo, al 
fascismo ed all'antisemitismo. In sostanza; che sia 
fatta rispettare la Costituzione antifascista. 

Il Questore Mesone ha affermato la disponibilità' a 
collaborare con il tessuto democratico della citta', e la 


volontà' di negare l'autorizzazione ad ulteriori 
manifestazioni di "Movimento Politico" (ma non di 
altre organizzazioni neofasciste) in luogo pubblico. 
Centinaia di denunce, ha detto, sono state trasmesse 
alia Magistratura solo nei primi mesi di quest'anno, 
anche per apologia di fascismo, ma troppo spesso 
vengono archiviate. Per quanto riguarda le scritte, 
spetta al Comune cancellarle, e le sedi potranno 
essere chiuse solo su decisione della Magistratura. 
La Questura ha comunque presente, ha detto, la 
pericolosita' del fenomeno, le sue ramificazioni e la 
sua organicità'. 

Il "Comitato per la difesa della Costituzione" e le altre 
associazioni hanno comunque concordate di proporre 
al Presidente dei Gruppi parlamentari democratici di 
sottoscrivere e presentare l'interrogazione 
parlamentare qui acclusa, per investire unitariamente 
ed al massimo livello il Governo del problema. 


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 
Al presidente del Consiglio, al Ministro deil' interno, al 
Ministro dellà Giustizia. 

Per sapere: 

a quali livelli di responsabilità' sia stato deciso non 
solo tollerare, ma di proteggere da parte delle forze 
dell' ordine, nel corso dei primi mesi dell' anno in 
corso, due manifestazioni di piazza nel centro di 
Roma a carattere esplicitamente e dichiaratamente 
neofascista e neonazista, xenofobo ed antisemita, 
promosse rispettivamente dai gruppi "Movimento 
politico" e "Meridiano zero", nonché' un convegno 
organizzato dallo stesso "Movimento politico" nel 
corso del quale sono state riproposte non solo le note 
ed aberranti tesi "revisioniste" sull' Olocausto nazista, 
ma una lettura celebrativa dell' esperienza storica 
nazifascista; 

perche' i responsabili dell' ordine pubblico, pur 
avendo, in genere, tempestivamente individuato e 
consegnato alla Magistratura i responsabili dei singoli 
atti di violenza, non abbiamo ipotizzato un disegno 
unitario di "strategia del terrore" dietro la catena di 
aggressioni, attentati, incendi, pestaggi, tentativi di 
omicidio da parte di squadracce di naziskin e/o di 
teppisti, criminali comuni e spacciatori ad essi vicini 
politicamente, in atto a Roma e nelle provincie di 
Roma e Latina da oltre un anno, giungendo al con- 
trario, a negare credito all' ipotesi di una matrice 
politica di destra nelle indagini di polizia relative al 
caso in cui si e' giunti all' omicidio, il caso cioè' dell' 
incendio doloso del centro sociale Corto Circuito in cui 
trovo' la morte il giovane Auro Bruni; 
quali iniziative siano state adottate per accertare, in 
relazione ai fati commessi e ai gruppi direttamente o 
indirettamente coinvolti, se esista una strategia 
eversiva unitaria, se vi siano fonti comuni italiane e/o 


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ECN MILANO 


straniere di finanziamento, se vi siano collegamenti 
con gruppi nazionali o internazionali ovvero con 
gruppi e persomalita' straniere che pratichino dichia- 
ratamente e facciano apologia deli' ideologia fascista 
e nazista; 

-perche' non si sia ancora provveduto alla chiusura 
delle sedi alle quali le squadracce fanno riferimento e 
dalle quali vengono rivendicate le violenze, e in 
particolare la sede romana di Movimento Politico in 
via Domodossola, ed all' avvio di indagini a carico dei 
loro responsabili (a partire da certo Boccacci, 
dirigente del Movimento Politico), distintisi nell' 
apologia pubblica non solo delle aggressioni, ma del 
fascismo e del nazismo, nonché' delle ideologie 
razziste ed antisemite legate storicamente ad essi, 
cosa che e' di rilevanza penale ai sensi, della Costi- 
tuzione e delle leggi vigenti; 

-quali iniziative giurisdizionali siano in corso per I' 
individuazione degli autori di reati rimasti ignoti, se 
siano stati predisposti dossier (c.d. libri bianchi) che 
trattino unitariamente del fenomeno del risveglio di 
ideologie fasciste e neonaziste per individuarne origini 
e mandanti; 

-se gli autori dei numerosi fatti di violenza e/o di 
apologia del fascismo siano stati individuati, quali 
iniziative giurisdizionali siano attualmente in corso nei 
loro confronti, quali decisioni siano già intervenute e 
se si sia già' proceduto nei loro confronti con il rito 
direttissimo, se nei confronti dei partecipanti a 
formazioni dedite alla violenza razzista e neofascista, 
e segnatamente nei confronti dei loro dirigenti, siano 
state adottate misure di prevenzione e quali, perche' 
non si sia provveduto ancora, da parte del Comune o 
dì altri alla rimozione di migliaia di scritte e manifesti 
inneggianti all' odio antiebraico, alla violenza e ai 
fascismo; 

-se non ritengano di riferire in parlamento circa 
quanto precede, incluse eventuali responsabilità' 
attive od omissive delle Amministrazioni locali e dei 
responsabili dell' amministrazione giudiziaria e dell' 
ordine pubblico nella capitale. 


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File : RM20706.ASC 

(06/07/92) 



Roma 6/7/1 992 

DOCUMENTO DEL CENTRO SOCIALE ASKATA- 
SUNA 

La mattina di venerdì' 26 giugno, aH'indomanì degli 
attentati notturni contro obiettivi spagnoli, seguendo 
una logica demenziale la Digos indirizzava le indagini 
sul C.S.O.A. Askatasuna che, in quanto aperto a tutti 
ed operante nel quartiere tramite iniziative pubbliche, 
di conseguenza completamente esposto, solo con 
una ridicola forzatura può' essere accostato ad una 
base logistica dell'ETA; la nostra unica colpa e' quella 
di avere un nome basco di cui andremo sempre 
orgogliosi. 

Subivamo cosi' l'irruzione poliziesca che metteva a 
soqquadro tutto ed arrestava gli 1 1 compagni presenti 
ai momento con l'accusa di " detenzione di ordigni 
incendiari" e denunciandone a piede libero altri 5 in 
base allo stesso reato per il semplice fatto di passare 
li' davanti durante le operazioni. Dopo essere stati 
interrogati e schedati nella Questura centrale 
venivano deportati al carcere di Rebibbia. 4 di essi 
subivano giorni di isolamento. Per tutti divieto di 
incontro fra loro ed ora d'aria dimezzata rispetto agli 
altri detenuti. Nonostante la richiesta degli avvocati 
per la scarcerazione, il PM disponeva la custodia 
cautelare in carcere degli indagati "perche', si legge 
sull'ordinanza, se posti in liberta' possono commettere 
gravi delitti con uso di ordigni esplosivi". Cosi', dopo 8 
giorni di prigionia, processo per direttissima ed 
assoluzione data da questo Stato per non aver 
commesso il fatto. Ma chi giudica chi ? Un sistema 
politico reazionario, corrotto ed in crisi, cerca in tutti i 
modi di perpetuare se stesso. E mentre ci mostrano 
impresari, uomini di partito, dirigenti dì azienda in 
manette, abbiamo potuto vedere con i nostri occhi 
qual'e' la realta': non sono lor signori a popolare le 
carceri, bensì' immigrati, tossico dipendenti e la 
piccola delinquenza, tra cui grande e' l'ignoranza, la 
mancanza di coscienza, sentimento di impotenza e di 
paura imposti da un potere crudele e vendicativo. Da 
sempre il carcere e' il contenitore per il controllo e la 
distruzione psicofisica di una devianza che e' un 
sintomo delle ingiustizie e delle contraddizioni che il 
potere crea e riproduce. Allora, come ci scrivono i 
compagni di Milano, Torino e Genova "non vogliamo 
lezioni di legalità' dagli storici affamatori delle classi 
oppresse. 

Un potere che si serve di fedeli burattini. Come gli 
sciacalli dell'informazione sempre pronti a creare 
sensazione a qualsiasi costo, ai danni di chiunque. 
Quotidiani come il Tempo, La Repubblica, il Mes- 
saggiero, la Stampa, il Giornale, il Corriere della Sera 


13/07/92 


ECN MILANO 


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etc. hanno fatto a gara nel costruire fantomatici 
collegamenti tra Askatasuna e l'ETA basca, ed a 
gettare fango sull'immagine dei centri sociali. Senza 
neppure prendere in considerazione la decenza del 
capo della digos, che nel giorno stesso degli arresti 
ha cercato di mettere una pezza alla meschina figura 
fatta, dichiarando l'estraneità' dei giovani compagni 
agli attentati. Come definire questo atteggiamento se 
non terrorismo? 

Ma il potere si serve anche di altri fedeli burattini, 
magari piu' brutali come quelli in divisa. Non bastava 
la pesante quanto grossolana provocazione del 26. 
Nell'arco di una settimana il C.S. ha subito altre 2 
perquisizioni. La prima, infame, all'alba, approfittando 
dell'assenza dei compagni aH'interno, i miserabili 
davano sfogo alle loro frustrazioni distruggendo tutto il 
possibile e scrivendo sui muri. Durante la seconda, ad 
opera di digos, cc e vigili urbani, la perquisizione 
mandava tutto all'aria e denunciava i quattro 
compagni presenti, requisendo 2 motorini per 
accertamenti e ponendo sotto sequestro il centro 
sociale, con i sigilli ad ogni cancello di entrata. Ma 
non basta: sempre nell'arco di questa settimana 15 
compagni hanno ricevuto una denuncia per oc- 
cupazione, danneggiamento e furto dei mal ridotti 
prefabbricati per loro "sottoposti a vincolo architet- 
tonico, storico e paesìstico", ed inoltre per avere 
smantellato una dei capannoni (bruciato da vandali 
prima dell'occupazione ed ormai inservibile anzi 
pericoloso), e "perche', si legge nella denuncia, 
distruggono, deteriorano e comunque rendono del 
tutto 0 in parte inservibili cose immobili di proprietà' 
pubblica cagionando alla parte offesa un danno di 
rilevante gravita'. Perche' occupavano ai fina di assi- 
curarsene il prezzo ed il profitto e distruggevano o 
comunque alteravano bellezze naturali e luoghi sog- 
getti alla speciale protezione della autorità'." 

Arresti e indi carcere, sgomberi, denunce, irruzioni e 
perquisizioni, violenze psicologiche e fisiche, terrori- 
smo e sciacallaggio dei mass-media, sono le armi 
che l'apparato repressivo dello stato ha dispiegato, 
ancora una volta, nei confronti di chi esprime il suo 
dissenso con pratiche di lotta antagonista. Non ci 
aspettavamo un trattamento diverso da parte di un 
sistema che continua a definirsi democratico e giusto, 
ma che non sì sente cosi' sicuro, avendo bisogno di 
schiacciare con la repressione qualsiasi esperienza 
che proponga modelli altri e risulti quindi con esso 
incompatibile. Nonostante questo attacco 
sproporzionato ci abbia messo a dura prova, la de- 
terminazione, la rabbia e la gioia di lottare si sono 
solo rinforzate alla faccia di chi spera di annientarci. 

Un grazie di cuore a tutti i compagni che ci hanno 
espresso sincera solidarietà' sia dentro il carcere 
durante la grande iniziativa con il concerto FUORI DA 


REBIBBIA nel corso della quale siamo stati ricordati 
piu' volte e tanti telegrammi da tutta Italia, sia 
all'esterno con la solidarietà' materiale e militante data 
ai compagni di Askatasuna rimasti fuori. 

LA REPRESSIONE NON CI DISPERDE 
CI RINSALDA 

TUTTE LE COMPAGNE TUTTI I COMPAGNI DEL 
C.S.O.A ASKATASUNA 


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File : RM20706A.AS 

(06/07/92) 



Nella giornata dì venerdì' 3/7/92 l'assessore al patri- 
monio e al demanio Labellarte affidava in custodia il 
C.S.O.A. Corto Circuito all'associazione culturale 
Rosso 2000 che da oltre 2 anni lo gestiva. Tale atto e' 
il risultato di lotte e battaglie nel territorio di Cinecittà' 
(ed in particolare del quartiere Lamaro dove sorge il 
centro sociale), oggetto di grossi appetiti speculativi e 
terreno di conquista per vecchi e nuovi padroni della 
citta'. 

Il Corto Circuito nasce dalla volontà' dì un gruppo di 
giovani e compagni di costruire un punto di resistenza 
di democrazia diretta, di partecipazione e 
protagonismo di "quella'altra citta'" che vede i suoi 
bisogni e diritti negati da chi dalle stanze dei potere 
capitolino e nazionale parla e decide di mega progetti 
su " Roma capitale" e non di come si vive nei nostri 
quartieri. Un punto quindi, di opposizione e di 
socialità' che e' parte di una sinistra sociale e anta- 
gonista, che fa deN'uguaglìanza, della giustizia sociale 
e della solidarietà' i suoi connotati di base, dentro una 
società' dove i progetti neo-autoritari il darwinismo 
sociale, l'individualismo, il razzismo ed il fascismo 
sono l'aspetto dominante ed egemonico. 

Ed e' per questo impegno che la notte del 19/5/1991 
dopo due sgomberi di polizìa il centro sociale venne 
distrutto da un attentato ed un ragazzo del C.S. Auro 
Bruni venne trovato morto nel rogo dopo essere stato 
tramortito con un colpo alla nuca. 

Le indagini successive non solo non individuarono 
nelle bande fasciste (che continuano a rivendicare sui 
muri della citta' questo gesto) gli esecutori, ma si 
orientarono contro gli occupanti ed i frequentatori del 
centro, cercando di criminalizzare lo spazio e tutti 
coloro che ad esso facevano riferimento. Ma 
l'operazione non riusci', malgrado silenzi ed ambi- 
guità' anche di quella sinistra storica PDS che a 
tutt'oggi nei suoi livelli circoscrizionali e non solo fa 
propria la tesi della Questura. 

Oggi il centro sociale e' stato ricostruito, piu' forte e 
piu' belio di prima anche nelle sue attività' continua a 


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ECN MILANO 





lavorare per una migliore qualità' della vita nei nostri 
quartieri per il diritto alla casa contro le tendenze 
fasciste e razziste che spesso tentano di far presa sui 
giovani proletari che nella periferia ghetto trovano 
solo eroina ed emarginazione. 

Abbiamo lavorato affinché' questo vento nuovo si 
alimentasse di lotte e conquiste per tutti coloro che da 
subalterni non hanno spazio e rappresentanza sulla 
scena politica e sociale. Un'esperienza la nostra che 
oggi non e' omologabile e non vuole essere 
omologata, e' indipendente, democratica radicale e 
soprattutto antagonista a questa organizzazione 
sociale basata sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo 
e sul profitto. 

Questa piccola vittoria in questo lungo e tortuoso 
cammino la vogliamo dedicare al C.S. Askatasuna e a 
quegli 11 compagni ora liberi, a tutti i centri sociali 
come noi e ad Auro... come sempre. 

CENTRO SOCIALE OCCUPATO AUTOGESTITO 
CORTO CIRCUITO 


18 

File : RM20707.TXT 

(07/07/92) 



Roma? 77/ 1992 

ECN ROMA - DA: COMUNICAZIONE DE "IL MA- 
NIFESTO" SU NUOVA RUBRICA. 

Abbiamo saputo tramite la giornalista de "li Manife- 
sto", Ella Baffoni, che dalla prossima settimana 
apriranno una rubrica (presumiamo giornaliera) che 
prenderà' il nome di MANI FAX e potrà' contenere 
comunicati, iniziative, manifestazioni e meeting del 
movimento nazionale. La rubrica sara' pubblicata 
sulle pagine nazionali del giornale. 

Diamo notizia a tutti i compagni della rete e non che 
la rubrica partire' dalla prossima settimana con rac- 
comandazione di far avere le notizie con un anticipo 
di una settimana. 

ECN ROMA : LA COMUNICAZIONE E' IN-MOVI- 
MENTO 


19 

File : 0607ECN.DOC 

(07/07/92) 



ECN; per una lettera aperta al compagni del sud 
(bozza provvisoria). ’ 

Bologna 060792. 

PREMESSA: nell'incontro ECN tenuto domenica 
05.07.92 a PARCO LAMBRO e' emersa la necessita' 
improrogabile di un'estensione della rete nel sud. 

La presente bozza destinata al dibattito ECN. Essa 
può' essere integrata, modificata in parte o 
integralmente dai compagni, per arrivare alla stesura 
definitiva di una "LETTERA Al COMPAGNI DEL 
SUD", destinata a sollecitare la creazione in tempi 
brevi-medi di nodi (e possibilmente dì poli) in alcune 
citta' meridionali disponibili. 

I contributi, le proposte dì variazioni e integrazioni a 
questo testo devono essere inviati a ECN Milano (che 
aprirà' un'apposita rubrica). 

infine Milano redigerà' la versione definitiva del testo 
che verrà' inviata ai compagni di alcune citta' (Napoli, 
Cosenza, ecc.), accompagnata da un dossier di 
materiali relativi all'attìvita' di ECN. 

LETTERA... 

Ci proponiamo, con questo intervento, di sollecitare 
l'attenzione, la sensibilità' e la disponibilità' operativa 
di alcune situazioni del sud Italia (segue elenco da 
definire) relativamente all'estensione del network ECN 
a queste realta'. 

Partiamo dalla registrazione di un divario tecnologico 
che definisce già' da ora un deficit di comunicazione, 
in entrambi i sensi: i compagni non collegati hanno 
accesso ridotto o sporadico al crescente volume di 
messaggi, e il dibattitto che passa e cresce in ECN e' 
piu' povero perche' ci manca lo scambio costante di 
informazioni con (e il contributo di) questi stessi 
compagni. 

Paradossalmente rischiamo, a dispetto della nostra 
volontà' politica, di riprodurre in forma caricaturale su 
scala italiana e nei nostri rapporti il "divario nord/sud", 
un divario che nessuno di noi può' accettare. 

La "breve ma intensa" esistenza di ECN sta rapi- 
damente mutando i rapporti tra i compagni delle citta' 
collegate, e -in molti casi- il rapporto dei compagni 
col territorio in cui operano. Alcune considerazioni, 
molto parziali: il ritmo quotidiano dei collegamenti 
accresce la conoscenza reciproca delle situazioni e 
dei punti di vista (che possono essere seguiti in 
tempo reale nei loro evolversi, e non solo come 
"prodotto finito"), incrementa l'interazione tra 
situazioni diverse (dalla semplice diffusione dei fatti, al 
contagio "epidemico" di iniziative e proposte), 
permette -soprattutto- una SELETTIVITÀ' A PO- 
STERIORI dei terreni e dei termini dell'iniziativa poli- 


13/07/92 


ECN MILANO 


11 






tica; non esiste un filtro che discrimini preventiva- 
mente do' che e' "centrale" da do' che e' "irrilevante", 
il successo di una proposta e' dato dal feed back con 
le altre realta'. 

Non ci illudiamo: ECN non e' "la democrazia" in se', 
ma siamo consapevoli che costituisce, già' da ora, 
una rottura radicale con i moduli classici della co- 
municazione (e della decisione) politica. ECN e' 
ancora, come ogni mezzo di comunicazione, una 
struttura selettiva; ma almeno e' policentrica (non 
piramidale) e completamente pubblica; nessun 
"mezzo tecnico" risolve da solo i problemi politici, ma 
ogni medium trasforma il soggetto e le sue relazioni. 
Non accettiamo l'esclusione "tecnica" di compagni e 
di intere zone da questo processo. 

Inoltre: e' ineluttabile il crearsi di una sorta di "feeling" 
(dalla migliore conoscenza reciproca alla verifica e 
creazione di "sintonia") tra le realta' collegate: questo 
significa che, anche quando si e' diversi, si ha la 
possibilità' di capirsi meglio. 

Quindi: e' assolutamente necessario uno sforzo per 
estendere la rete al sud. Siamo disposti a fare tutto il 
necessario a questo fine, dalla socializzazione delle 
conoscenze tecniche all'intensificazione del confronto 
politico, fino a contribuire, per quanto ci e' possibile 
alla fornitura di mezzi e strutture. 

Vi proponiamo di costruire insieme una discussione 
su questi problemi nell'ambito degli incontri estivi. 


20 

File : LETRAF.DOC 

(07/07/92) 



SALUTIAMO TUTTI I PARTECIPANTI E LE PAR- 
TECIPANTI ALLA MANIFESTAZIONE ED AL 
CONGRESSO INTERNAZIONALE CONTRO IL 
VERTICE ECONOMICO MONDIALE A MONACO 

Noi ci rallegriamo,che voi siate convenuti a questa 
manifestazione ed al congresso, nonostante i mas- 
sicci tentativi delle tmppe di guardie di Stoiber e 
l'accanimento dei media, al fine di manganellare e 
distruggere la vostra organizzazione e la vostra pre- 
parazione. 

noi viviamo oggi in un periodo in cui' noi tutti siamo 
confrontati con le conseguenze catastrofiche del 
mercato capitalistico, per questo motivo riteniamo 
importante per tutti coloro che sono alla ricerca di 
strade di attuazione di una vita dignitosa,di organiz- 
zare la discussione a livello internazionale al di la' dei 
confini e dei continenti. 

nonostante gli sviluppi diversi delle lotte e delle 
condizioni vi e' una ricerca comune rispetto a come 
possono venire conquistate da parte nostra delle 
soluzioni urgenti per la vita degli esseri umani, contro 
la politica di dominio mondiale degli stati del g7,che 
intende cementare definitivamente il potere del 


sistema del capitale sulle persone e sulla natura, 
noi riteniamo importante che voi vi contrapponiate ai 
festeggiamenti dei 500 anni di dominio imperialista 
con questo congresso,con la manifestazione e con le 
giornate di mobilitazione, e cioè' il fatto che , dalla 
nostra parte-dalia parte^ degli oppressi-vivano la sto- 
ria e la coscienza delle lotte. 

la lotta per una vita senza dominio esisterà' finche' 
esisterà' questo sistema imperialista,che misura il 
valore della natura e della vita umana secondo la 
valorizzazione per il capitale???la lotta per la libe- 
razione del valore introiettato del sistema,contro il 
razzismo e l'oppressione sessista ci sara' finche' 
ovunque esisteranno valori e strutture che proven- 
gono dalla dignità' di tutte le persone, 
con questo congresso avete creato una possibilità' di 
scambiarsi delle esperienze e di imparare uno/a 
dall'aitro/a ad arrivare a delie valutazioni comuni e di 
potere a partendo da questo, incominciare una ela- 
borazione di strategie comuni, 
nella situazione odierna noi riteniamo estremamente 
importante, nonostante che la lotta qui da noi ci 
riguardi come quella a livello internazionale; che ci 
debba essere una comprensione sugli obbiettivi 
comuni concreti e sulle richieste, 
noi dobbiamo elaborare un progetto rispetto a come 
possiamo e con quale tipo di passaggi strappare alle 
classi dominanti la determinazione su uomo e natura- 
a monaco come a rio,los angeles o maputo,in 
Palestina come in kurdistan-di ribaltare lo sviluppo 
catastrofico globale. 

un processo di appropriazione dal basso sfocierà' in 
lotte concrete e in richieste concrete, le cose di cui la 
gente ha bisogno per vivere, ad esempio nel caso 
della lotta per lo spazio abitativo e di vita,contro il 
lavoro distruttivo e privato di senso, contro l'annien- 
tamento deH'ambiente,per le lotte dei dete- 
nuti, l'organizzazione della tutela dei rifugiati e la 
mobilitazione antifascista fino alla richiesta di cancella 
zione dei debiti o dei pagamenti di indennizzo da 
parte degli stati imperialisti ai popoli colonizzzati 
noi qui nella rft abbiamo una grossa responsabilita'- 
rispetto a questo processo,perche' noi abbiamo ad 
avere a che fare con uno stato, il cui potenziale di 
distruzione e' enorme,aH'interno hanno creato un 
clima reazionario ,che ha qui condotto alla mobili- 
tazione razzista nella guerra quotidiana contro i 
rifugiati. 

noi vogliamo utilizzare tramite questa lettera la 
possibilità', soprattutto rispetto ai compagni e alle 
compagne di altri paesi che sono venuti qui, di ren- 
dere trasparente il nostro passaggio deH'aprile 92-di 
ritirare l'escalation dalia nostra parte, 
e' un passsaggio che deriva dalla nostra situazione 
particolare nella rft.noi con questo non mettiamo in 
questione la lotta armata negli altri paesi;la nostra 
profonda solidarieta'va a tutti coloro, che lottano per la 
liberazione in tutto il mondo. 


12 


ECN MILANO 




e' ovunque la ricerca dei e delle combattenti di de- 
cidere a partire dalle loro condizioni e processi su 
quali mezzi e forme ed in quale periodo ve ne sia 
bisogno e dove e come vengano utilizzati. 


vi diciamo qualcosa della nostra storia, 
noi, la raf, siamo nati/e all'inizio degli anni 70 nella fase 
delle rotture a livello mondiale in direzione delia 
liberazione e della mobilitazione per il Vietnam, 
la nostra insorgenza era possibile in un periodo in chi 
molta gente era venuta fuori con la rivolta del 68;in 
questo paese in cui dopo auschwitz non d'e' stata una 
forma di confronto sociale con il passato nazista e 
che i nazisti erano stati reintegrati in tutti settori dello 
stato e della economia, al posto di questo venivano 
perseguitati gli antifascisti e i comunisti e venne 
attuato il riarmo contro tutti coloro che volevano la 
rottura nei fatti con il passato fascista .contro questa 
realta' piatta ed opprimente nella germania del dopo 
guerra di sviluppare muovi valori emancipatori ed 
anticapitalistici in tutti gli ambiti della vita, per es 
strutture di base democratiche nelle scuole ed 
università', il vivere insieme nelle comuni contro la 
costrizione della piccola famiglia, l'organizzazione 
delle donne contro il loro ruolo tradizionale e la loro 
oppressione nella società' e anche all'intemo della 
sinistra. 

durante la guerra del Vietnam il nostro paese era il 
punto di svolta piu' importante per il genocidio degli 
usa verso il popolo vietnamita, 
noi ci siamo uniti alla rivolta mondiale contro l'impe- 
rialismo. 

allora la liberta" di manovra deH'imperialismo rispetto 
ai movimenti della liberazione nazionale nel sud (del 
mondo)era limitata a causa dell'esistenza della unione 
sovietica . 

in questo rapporto di forze globale noi abbiamo de- 
terminato la nostra lotta per il cambiamento qui come 
parte del fronte di liberazione internazionale,esisteva 
per noi la prospettiva diretta nella lotta 
contemporanea internazionale al fine di creare la 
rottura per la liberazione. 

anche se il conseguimento delle lotte a partire dalla 
fine degli anni settanta potè' venire bloccato dall'im- 
perialismo,la nostra politica fino oltre la meta' degli 
anni 80 era determinata centralmente rispetto a 
questa coordinata.noi abbiamo negli anni 8o impie- 
gato la nostra forza al fine di contenere il roll-back 
imperialista., secondo il quale la ruota della storia 
andava riportata indietro prima della rivoluzione d'ot- 
tobre. noi volevamo ricostruire il rapporto di forze a 
favore della nostra parte. 

nelle varie fasi della nostra lotta di 22 anni siamo 
intervenuti come guerriglia metropolitana contro il 
piani di dominio mondiale dell'Imperialismo, contro la 
politica usa, contro la nato, contro la formazione del 
blocco europeooccidentale e contro lo sviluppo della 


grande germania in una potenza mondiale e contro il 
"nuovo ordine mondiale". 

al piu' tardi negli anni 80 con l'annessione della rdt da 
parte della rft gia'attuata,cosi' che una fase storica 
incominciata con la rivoluzione d'ottobre, andava a 
passi veloci verso la sua conclusione, 
tuttavia non ce l'abbiamo fatta a iniziare una di- 
scussione che si confronti con questo fatto e che al 
contempo sviluppi nuove indicazioni a partire dalla 
storia delle lotte-quelle forti e quelle deboli, 
con le nostre azioni noi intendevamo, in questa 
situazione,nella quale qui nella società' si accentua- 
vano sempre di piu' le contraddizioni e dove vi erano 
lotte rispetto a varie questioni, sulle quali noi ci siamo 
rapportati, per contribuire ad un processo di 
discussione rispetto a nuovi orientamenti e per la 
costruzione di un contropotere da basso, 
con le nostre azioni siamo arrivanti ad un limite.non 
potevamo mettere in movimento i processi che noi 
riteniamo necessari ne' potevamo rompere l'impo- 
tenza di molti e la rassegnazione rispetto al potere 
mondiale del capitale. 

proprio la nostra ultima azione,che era diretta contro il 
capo della tfeuhand(la fiduciaria che ha “rilevato" l'ex 
rdt) rohwedder ce l'ha fatto capire.con questa azione 
siamo intervenuti in questo paese in una situazione 
sociale completamente nuova dopo l'annessione della 
rdt.la sua determinazione immediata,di contrapporre 
anche la nostra forza al rullo compressore diretto 
contro la gente dell'ex-rdt e di costituire un rapporto 
rispetto alle lotte da quella parte. oggi noi sappiamo 
che questo processo derivante da due realta' sociali 
completamente diverse ed esperienze , rispetto ad 
una lotta comune, richiede confronti intensivi e 
comprensione reciproca . 

apprendere l'uno dall'altro rispetto alle differenti storie 
e questa e' la condizione necessaria di un con- 
tropotere comune. 

naturalmente vi sono state molte persone che si sono 
rallegrate rispetto alle nostre azioni-mai i nostri 
attacchi non hanno dato a malapena origine a di- 
scussioni e a processi di organizzazione e che da se' 
non arginano in maniera effettiva i delitti delle classi 
dominanti. 

rispetto a tutto questo abbiamo bisogno ora della 
cesura per un nuovo inizio. 

noi abbiamo bisogno di una discussione aperta sulle 
nuove basi ed concezioni per cui divenga possibile 
sviluppare nuovi pensieri e rappresentazioni rispetto 
al processo di trasformazione, 
la cesura significa anche la appropriazione della 
storia delle lotte ,lo sforzo di comprendere gli er- 
rori, per non ripeterli e di portarsi con se' le esperienze 
positive. 

noi sappiamo che ci sono delle compagne e com- 
pagni che hanno trovato contraddittoria la nostra 
decisione di aprile, rispetto alla situazione complessiva 
accentuata e della guerra che sta escalando in questo 


13/07/92 


ECN M/LANO 


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momento contro il popolo kurdo, portata avanti dallo 
stato turco con le armi e il denaro tedesco, 
non vi e' dubbio che noi riteniamo importante la resi- 
stenza contro la politica di potere dalla grande ger- 
mania sia aH'interno sia all'esterno e che il processo 
ora necessario non può' essere solo un processo di 
discussioni, ma per noi la cosa chiara e' che questo 
processo non possiamo oggi portarlo avanti con delle 
azioni armate. 

per questo primo inizio avviamo bisogno di una di- 
scussione comune, profonda e radicale, 
rispetto alle rotture globali che hanno come conse- 
guenza a livello mondiale che il numero di persone di 
cui il capitale non ha piu' bisogno e' sempre in 
crescita e che nella sua logica non hanno piu' legit- 
timazione a esistere e che la realta' della vita oppri- 
mente non e' piu' sopportabile e' una cosa chiara,che 
noi dobbiamo di conseguenza inserire delle riflessioni 
completamente nuove ai fini di un processo di 
trasformazione. 


per noi qui si pone il problema di come possa sorgere 
un contro potere dal basso che abbia sempre il potere 
di attrarre piu' persone,che qui nella grande germania 
marginalizzate e per tutti coloro che rifiutano il 
capitalismo e la sua ideologia,che cercano una nuova 
realta" sociale con criteri umani, 
la storia deH'addomesticamento centenario delle 
persone al dominio del capitale le ha estraniate dal 
senso sociale della loro vita ed attività', a partire da 
questo dato della mancanza di alternative realmente 
affrontabili noi si spieghiamo perche' negli ultimi anni 
la violenza reciproca,rimbruttimento rispetto alla 
realta' brutale esistente, la violenza razzista e sessista 
siano aumentate e in maniera forte,senza la 
costruzione di strutture /connessioni tra le varie 
persone che prendano in gestione diretta i problemi 
con i quali sono confrontati quotidianamente e che 
lottino per soluzioni concrete, e' la premessa molto 
piu' prossima in questa società' molto piu' vicina che 
gli sviluppi distruttivi oppure autodistruttivi diventino 
sempre piu' forti e la mobilitazione fascista si allarghi, 
sviluppare il nuovo,di conquistare con la lotta il so- 
ciale tra la gente, e' una domanda rivolta a tutti coloro 
che non si vogliono sottoporre al potere del 
denaro, .noi in questo vediamo la premessa per potere 
costruire qui un contropotere rilevante a livello 
sociale. 

creare questo e' anche la nostra responsabilità' 
speciale rispetto a tutti coloro che in tutto il mondo 
lottano per le trasformazioni e rispetto a tutti i popoli 
oppressi, perche' e' una questione decisiva ,se la 
grande germania per la sua politica di potenza 
mondiale qui nelH'interno abbia le spalle co- 
perte,oppure che in questa società' cresca una co- 
scienza ,che derivi dalla solidarietà' reciproca dei 


popoli che ponga dei limiti alla politica di dominio . 
noi dobbiamo riuscire a mettere in movimento un'altro 
sviluppo sociale nel quali si trovi della gente che 
possa di nuovo vedere come prospettiva reale,la 
possibilità' di superare il sistema capitalistico e i suoi 
valori che disprezzano^ l'uomo, quindi un movimento 
che anche oggi costruisca nuovi contenuti, valori e 
trasformazioni concrete-perche' non sono degli 
obbiettivi che possono venire rimandati a "dopo la 
rivoluzione". 

noi abbiamo terminato con la lettera del 10.4. una 
lunga fase della nostra storia,questa e' la nostra 
decisione che ora vogliamo questo processo da parte 
nostra di riflessione e di nuova determinazione per lo 
sviluppo della nostra parte -questo non ha nulla a 
che fare con lo stato. 

questo stato ha cercato per 22 anni,di cancellare con 
tutti i mezzi la raf e i prigionieri della raf e delle lotte di 
resistenza. 

in tal senso ha fallito e questa e' la nostra posizione di 
partenza con la quale noi entriamo nella nuova fase. 

se lo stato vuole abbattere questo processo,c'e' una 
domanda aperta a tutti,di come noi allora lotteremo 
per realizzare le nostre progettualità' a proposito e noi 
non ci sottrarremo alla responsabilità'. 

abbiamo detto che per noi una componente essen- 
ziale del processo ora necessario di costruzione 
coniste nel conquistare la liberta' dei nostri compa- 
gni/compagne prigioniere. 

se ora noi parliamo del fatto che si possa attuare una 
soluzione politica nello scontro per la loro liberta' 
questo e' un risultato di lotte di anni, 
la liberta' di tutti i detenuti politici in un periodo pre- 
vedibile può' venire ottenuta solo con un processo di 
lotta. 

deve essere il compito di tutti coloro che vogliono la 
fine della tortura e la liberta' dei detenuti, di assumere 
ed iniziativa in questa lotta. 

noi vogliamo una prospettiva di vita reale per i nostri 
compagni e compagne detenute e per i detenuti di 
tutte le lotte di liberazione; 

noi le vogliamo per tutti e con tutti coloro che vo- 
gliaono ottenere con la lotta una direzione di vita 
umana per se' e per tutti gli oppressi e i senza diritti 
presenti su questo mondo 

29.6.92. 

rote armee fraktion 


14 


ECN MILANO 




21 

File : ECNLAMB.TXT 

(07/07/92) 



Milano Parco Lambro, 5 luglio 1992 

I compagni di ECN di diversi poii e nodi itaiiani 
(Mi, BO, PD, TO, Fi, BS) si sono incontrati per 
formuiare aicune proposte di iavoro, che ripor- 
tiamo in forma telegrafica: 

- necessita' di colmare le carenze di conoscenze e 
strumenti tecnologici che impedisco alla rete tele- 
matica di essere realmente tale. Attualmente la rete 
ECN si può' dire rete solo perche' i compagni che 
gestiscono i singoli nodi si prendono l'onere di col- 
legarsi, allo stesso modo dei normali utenti, agli altri 
nodi per effettuare lo scambio delle ultime notizie. 
Questo, oltre al carico di lavoro che comporta im- 
pedisce di utilizzare appieno le potenzialità' della rete 
come "servizio postale" (e' praticamente impossibile 
spostare messaggi da un nodo all'altro 
"manualmente") limitandone l'uso. 

II passaggio alla rete vera e propria va quindi fatto sia 
per favorire l'utilizzo della rete come reale strumento 
di comunicazione che, altrettanto importante, per 
poter offrire un servizio di agenzia di informazione 
anche a realta' esterne al circuito antagonista, 
allargando il piu' possibile i "confini" della rete stessa. 

- organizzazione di un momento di incon- 
tro/promozione nazionale del network ECN 
(assemblee, concerti anche per finanziamento, mo- 
stra dei vari materiali prodotti); previsto per quest'au- 
tunno. Il presupposto e' che la rete sta assumendo 
uno spessore e una specificità' proprie che rendono 
possibile, e Insieme necessario, promuovere una 
scadenza indipendente. 

- necessita' di intensificare lo sforzo per un'esten- 
sione di ECN al sud. Le ragioni sono ovvie, la prima e' 
che non e' piu' possibile ne' accettabile che circa 
mezza Italia sia esclusa (o autoesclusa) dalla rete. 
Quindi, da subito iniziamo a sollecitare i compagni di 
diverse situazioni del sud in questa direzione, 
offrendo tutta la disponibilità' su questo piano (dalla 
socializzazione delle conoscenze necessarie alla 
fornitura di tecnologie). 

I prossimi momenti di incontro nazionale, a partire dai 
campeggi saranno occasione per iniziare con- 
cretamente questo tipo di lavoro (oltre che per di- 
scutere e definire meglio le varie iniziative proposte e i 
necessarii passaggi tecnici e politici). 

Coordinamento nazionale ECN 


22 

File : CS920707.TXT 

(08/07/92) 



COMUNICATO STAMPA DEL CENTRO SOCIALE 
AUTOGESTITO GRANMA 


Lunedi 1 3/07/92 si terrà nel Tribunale di Cosenza un 
processo contro tredici partecipanti alla manifesta- 
zione antimilitarista che ebbe luogo a Cosenza il 
17/01/91, in coincidenza con l'inizio della guerra nel 
Golfo Persico, con l'imputazione di "blocco stradale e 
invito alla diserzione". 

Vogliamo sottolineare come, nonostante al corteo 
fossero presenti rappresentanti delle più diverse forze 
sociali (studenti medi, universitari, sindacati, 
organizzazioni cattoliche, etc.), si è voluto colpire, 
come sempre, il C.S.A.GRANMA, che da più di due 
anni agisce sul territorio con iniziative di lotta. 

In occasione del processo, il Centro Sociale Auto- 
gestito Granma organizza, per Venerdi 10 Luglio a 
Piazza Kennedy, con inizio alle ore 1 9 una serata di 
musica, socialità, informazione. 

CENTRO SOCIALE AUTOGESTITO 
GRANMA 


23 

File : BS920708.TXT 

(08/07/92) 



COMUNICATO STAMPA 


E' stata convocata da diverse realta’ politiche, sociali 
e musicali (Radio Onda d'Urto, Compagne/i del 
Centro Sociale, Comitato studentesco di base) per 
VENERDÌ' IO LUGLIO a partire dalle ore 19 nel 
piazzale del circolo tennistico antistante le mura del 
carcere di Canton Mombello a Brescia, una iniziativa 
di PRESIDIO CONCERTO in solidarietà' con i 
detenuti in lotta. L'iniziativa fa seguito al presidio- 
comizio del 26 giugno scorso che aveva visto una 
grossa risposta all'interno del carcere. Al concerto 
parteciperà' uno dei gruppi piu' interessanti del cir- 
cuito rap - ragamuffin italiano i 99 POSSE da Napoli. 
Insieme a loro si alterneranno sul palco diversi gruppi 
bresciani, i cui generi spaziano dal punk rock, al 
garage, alla musica techno al rap italiano: C02, 
WAKA WAKA, CHANDLERS, PR022, MCSNOYD, 
FUORI DALLA LEGGE, X POSSE-400 COLPI. 
Questo per quanto riguarda il programma musicale 
della serata, i temi politici dell'iniziativa sono spiegati 
dal documento di convocazione che alleghiamo. 
Rendiamo intanto noto con una certa preoccupazione 
che negli ultimi giorni abbiamo assistito ad un vero e 


13/07/92 


ECN MILANO 


15 






proprio palleggiamento di responsabilità' tra Comune 
di Brescia e Questura sulla concessione 
dell'autorizzazione al presidio/concerto. Tant'e' che a 
tutt'oggi, a meno di 48 ore dall'inizio, non c'e' alcuna 
risposta ufficiale. Questo scaricabarile temiamo 
prefiguri un vero e proprio divieto in palese contrasto 
con il diritto a manifestare. Secondo l'ufficio di 
Segreteria del Sindaco, del permesso discuterà' 
questo pomeriggio la Giunta. Affermiamo da subito la 
nostra determinazione a tenere in ogni caso questa 
iniziativa. 

Collettivo di redazione di RADIO ONDA D'URTO - 
compagne/l del Centro sociale Brescia 8/7/1992 


24 

File : FI20708B.TXT 

(08/07/92) 



Riceviamo dal Consiglio Regionale della Toscana 
Gruppo Consigliare Verdi 
FIRENZE 6 LUGLIO 1992 

L'europarlamentare di Rifondazione Comunista Dacia 
Valent ieri 5 Luglio alle ore 13.00 accompagnata da ; 
Paola Presciuttini Giardino dei Ciliegi (FI) 

Paola Cacchi pedagogista del gruppo Verdi Regione 
Tosvcana 

Giuliano Campione Africa Insieme (PISA) 

Due interpreti, un arabo francese e l'altro arabo in- 
glese si e' presentata all'ingresso del carcere di 
Sollicciano Scandicci (FI), chiedendo di effettuare una 
visita all'interno, dopo pochi minuti una persona della 
polizia penitenziaria ha rifiutato l'accesso alla 
delegazione e con modi bruschi ci ha invitato a ri- 
presentarsi il giorno successivo Lunedi 6 Luglio. 
L'onorevole Valent ha contattato telefonicamente la 
segreteria del direttore generale degli istituti di pre- 
venzione e pena Niccolo' Amato e la Presidenza del 
Consiglio dei Ministri per denunciare quello che era 
avvenuto a Sollicciano poco prima. In breve tempo 
siamo stati raggiunti da una telefonata della vice 
direttrice del carcere di Sollicciano che ci ha comu- 
nicato che si poteva effettuare la visita. 

Siamo stati ricevuti negli uffici della direzione e ci 
siamo informati sulla situazione del carcere, pochi 
giorni orsono era in corso una pacifica manifestazione 
di protesta da parte dei detenuti con il rifiuto del cibo 
contro l'ultimo decreto. Eravamo già' a conoscenza 
che l'agitazione era stata sospesa. Le persone 
ristrette attualmente nel carcere di Sollicciano sono 
attualmente piu' di 700 mentre la capienza del carcere 
e' per 324 persone, i posti di lavoro sono 220 , con 
turni dimezzati si arriva a 300. La delegazione ha 
visitato diverse sezioni; la situazione e' indescrivibile 
esseri umani che vivono chiusi in cella per 19 ore al 
giorno, a parte quelli che escono per lavoro o colloqui 


con i familiari od altro, prendono aria in piccoli bunker 
tutti di cemento, nelle cella da 1 (circa 5 mq) vivono 
dormono in 3. nelle celle da 4 sono in 8, non sono 
sufficenti gli sgabelli , nel carcere non ci sono sedie 
ma sgabelli, mancano in alcune celle gli stipetti per 
appoggiare la biancheria, cosi' sono utilizzati i sacchi 
della spazzatura, in una cella della sezione 3 dove 
molti prigionieri sono siero positivi o malati di AIDS, 
uno addirittura pare essere in AIDS conclamata, ab- 
biamo visto i piatti con il mangiare della cena diret- 
tamente sul letto. 

E' importante trovare delle risposte non si può' tenere 
esseri umani a vivere in queste condizioni, va anche 
messo in evidenza che la polizia penitenziaria e' 
sottoposta a turni massacranti, la riforma e' passata 
probabilmente piu' in teoria che in pratica. 

Nei prossimi giorni una delegazione del Consiglio 
Regionale Toscano si recherà' a visitare il carcere, 
come e' già' stato fatto nel mese di Gennaio quando il 
carcere e' stato per mesi al freddo. 


Firmato PAOLA CECCHI 


25 

File : FI20708A.TXT 

(08/07/92) 



FI 7 LUGLIO 

RINVIATO PROCESSO PER L'OCCUPAZIONE DEL 
CINEMA NAZIONALE 

E' stato rinviato al 1 3 di febbraio del '93 il processo a 
6 giovani del CSA la Jungla per l'occupazione del 
cinema Nazionale. Alla base del rinvio lo sciopero 
degli avvocati, in corso proprio in questi giorni. 
L'occupazione del cinema Nazionale era stata de- 
terminata proprio da uno sgombero avvenuto al risto- 
rante di Via Bolognese. I giovani del CSA LA JUN- 
GLA hanno inalberato, la mattina stessa del processo 
uno striscione dinanzi al cinema Nazionale in via de' 
Conciatori. 

Il Centro di Controinformazione LA JUNGLA aveva, 
nel corso di queste settimane, ricordato il nesso tra 
false promesse e veri processi che ha accompagnato 
tutta la vicenda del Centro Qccupato. Le false 
promesse erano di un neodetenuto, Gianni Conti 


26 File : FI20708.TXT 

(08/07/92) 


Fi 8 Luglio 

COMUNICATO STAMPA 

Ieri mattina il giudice dele istanze prelininari Barbarisi 
ha emesso 12 ordini di custodia cautelare nei 
confronti della banda di truffatori che ha messo in 


16 


ECN MILANO 





piedi il Piano Economico di Edilizia popolare. A 
differenza di molti NON CI STUPIAMO della truffa in 
se', quanto del fatto che finalmente la Magistratura 
indaghi su un torbido intreccio di interessi e malaffare, 
abusi e tangenti, regalie e concessioni. 

Non ci stupiamo perche' il DIRITTO ALLA CASA a 
Firenze, come da molte parti e' negato a fronte di un 
valore preciso: IL PROFITTO. E'il profitto a regolare 
la politica della Casa in citta', e' il PROFITTO che 
regola il mercato della compra-vendita, del mercato 
nero degli affitti, delle operazioni delle Immobiliari, ed 
e' sempre in nome del profitto che anche molti 
amministratori pubblici hanno svolto il loro operato. In 
nome del profitto solo a Firenze oltre 50 logge 
massoniche agiscono nell'ombra, società' finanziarie 
che come nascono spariscono, piccoli truffatori che 
agiscono tranquillamente anche se si tratta di case 
popolari 

Indichiamo alcune zone d'ombra su cui la Magistra- 
tura dovrebbe se non altro indagare: 

-L'intera vicenda del QUADRILATERO (IN SANTA 
CROCE) dodici anni di soldi sprecati (si comincia a 
parlare di miliardi) assegnazioni mai awe- 
nute,ristrutturazioni mai ultimate, lavori attuali non 
certo per case popolari 

-Altre aree da destinare a case popolari: San Lorenzo 
a Greve, San Bartolo a Cintola, Via Canova, via 
Baccio da Montelupo, Il Galluzzo, L'area Tosco- 
Lombarda di Viale Guidoni, Via Ponte a Ema, dove 
sono stati spesi i soldi ? chi li ha intascati ? 

-La "strana" politica dell'ATER,case di argilla a 
Malmantile, case costruite su discariche di rifiuti nocivi 
alle Piagge. 

-Gli intrecci che legano amministratori e enti pubblici 
(INAIL, Azienda del Diritto allo Studio etc.) all' enorme 
mercato immobiliare e degli Affittacamere a Nero, un 
vero colpo di scure per chiunque in questa citta' viva 
del proprio salario. 

Infine e' mai possibile che assessori come TISCAR, 
paladino a oltranza (anche di fronte a noi) del PEEP 
sia stato tenuto all'oscuro di tutto. Non dovrebbero 
essere gii amministratori a controllare la trasparenza 
degli APPALTI PUBBLICI ? 

Finiamo aggiungendo che in questi anni sul problema 
casa il semplice concetto di GIUSTIZIA E' STATO 
COMPLETAMENTE CALPESTATO. 

Tanti, troppi Pretori, poliziotti, vigili urbani impegnati 
contro chi affermava un diritto elementare, quello di 
avere una casa a un giusto prezzo, e oggi si scoprono 
i fantasmi che governano quell' IMMONDIZIA che e' la 
politica della Casa a Firenze. Atto di buon senso 
dovrebbe come minimo portare al ritiro delle centinaia 
di querele nei confronti degli occupanti-senza casa. 

L'ASSEMBLEA DEL MOVIMENTO DI LOTTA PER 
LA CASA 


27 

File : VACCARI.DOC 

(08/07/92) 



VACCARI ZINCOGRAFICA 
SCIOPERO! 


Nella giornata del 1 0/06/92 (durante la pausa pasto) 
si sentiva neH'aria che anche il padrone di questa ditta 
non avrebbe pagato il punto di contingenza e, di fatto, 
si allineava col compatto fronte degli industriali 
nell'attacco contro la scala mobile e contro la classe 
operaia. 

Mentre l'opera attendista del sindacato tende a 
rendere tutto più torbido, gli operai della VZ, in special 
modo le operaie, che si sono dimostrate le più decise 
e combattive, hanno chiarito subito la situazione: 
"Questo è un attacco di tutti i padroni contro tutti gli 
operai: se non ci paga lo scatto faremo sciopero!" 

L'indomani, 11/06/92 alia Vaccari Zincografica Io 
sciopero di due ore indetto spontaneamente dagli 
operai/e (non dai sindacati) riusciva al 100%. 


28 

File : RM20708.ASC 

(08/07/92) 



RAZZISMO A NETTUNO 


Il sindaco di Nettuno ha comunicato all'organizza- 
zione SOWETO (che si occupa di problemi dei- 
l'immigrazione) che non dara' piu' la disponibilità' della 
sala consiliare per l'assemblea antirazzista convocata 
per Giovedì' 9/7 alle ore 18.00. La decisione di 
convocare l'assemblea era nata dall'aggressione 
razzista avvenuta il 30 Giugno scorso contro 2 
maghrebini che alloggiano in un albergo della 
cittadina laziale insieme ad altri immigrati bengalesi 
ospitati la' dopo lo sgombero della Pantanella. La sera 
del 30, infatti, circa 70 persone armate di bastoni e 
catene hanno tentato di entrare nell'albergo 
aggredendo e sprangando i 2 malcapitati che si 
trovavano davanti alla pensione. 

Gli antirazzisti e le associazioni che operano nella 
zona pontina avevano ottenuto la sala del Consiglio 
comunale di Nettuno per effettuare un'assemblea 
pubblica, ma il sindaco ci ha ripensato ed ha gli 
organizzatori di fomentare disordini. L'appuntamento 
pero' rimane per tutti Giovedi' 9/7 ore 18.00 nella 
piazza principale di Nettuno. 

COORDINAMENTO SENZA FRONTIERE 


13/07/92 


ECN MILANO 


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29 

File ; RM20708A.ASC 

(08/07/92) 



COMUNICATO STAMPA 


S. Lorenzo e' un quartiere popolare a poche centinaia 
di metri dal piu' grande ospedale italiano, eppure, 
martedì' 7/7/92 intorno alle 22.00 una vicenda 
assurda ha fatto riflettere le migliaia di persone che lo 
popolano. 

Un giovane che con altri amici si trovava nei pressi di 
Via Tiburtina Vecchia viene gravemente ferito da 
numerosi colpi di pistola e rimane a terra. Centinaia di 
persone si accalcano incuriosite, ma anche pre- 
occupate; viene immediatamente chiamata l'auto- 
ambulanza... Eppure i primi ad arrivare sono polizia e 
carabinieri, dopo pochi minuti le macchine di C.C. e 
P.S. aumentano a vista d'occhio, inutili per il ferito che 
perde vistosamente sangue, la gente comincia ad 
agitarsi: vuole l'ambulanza... Ma continuano ad 
arrivare C.C. e P.S.. 

Finalmente l'autoambulanza arriva e non appena ha 
caricato il ferito le "forza dell'ordine" spostano la loro 
attenzione sulla gente che sta protestando, tentando 
di disperderla con l'esplosione di una decina di colpi 
di pistola e creando il panico nel quartiere. 

S. Lorenzo non e' Santiago del Cile, non si può' 
sparare all'impazzata sula gente che protesta, stanca, 
dopo l'ennesima dimostrazione di come vanno le cose 
in questo “bel paese". 

Sapremo far pesare le responsabilità' di quanto ac- 
caduto, soprattutto politicamente, a chi pensa che con 
le armi si mantiene l'ordine, tra l'altro sapendo bene di 
sparare in presenza di bambini, curiosi, abitanti di un 
quartiere che la polizia ed i carabinieri pensano di 
cambiare soltanto con la repressione. 

DENUNCIAMO LA CRIMINALIZZAZIONE DELL'AC- 
CADUTO CHE HANNO OPERATO GLI ORGANI DI 
STAMPA TRAVISANDO COME DI CONSUETO 1 
FATTI SECONDO IL COPIONE CHE SUGGERI- 
SCONO LE VELINE DELLA QUESTURA. 

/ COMPAGNI E LE COMPAGNE DI S. LORENZO 


30 

File : RM20708B.ASC 

(08/07/92) 



Dopo 15 anni di occupazione delle case di V. dei 
Volsci 20 le provocazioni delle solerti forze dell'ordine 
non si fermano! Nella notte tra il 6 ed il 7 Luglio 8 


carabinieri in borghese hanno instaurato il solito clima 
di terrore tra le famiglie che occupano le case, 
bussando minacciosamente alle porte, prendendo 
documenti e sfondando il portone d'accesso. 

Provocazioni non solo* verbali: con spranghe che 
bloccavano il portone hanno minacciato i compagni 
che non volevano aprire, nonostante non avessero 
mandati di perquisizione, dileggiandoli con l'ulteriore 
minaccia di accusarli di detenzione di stupefacenti. 

Probabilmente puntavano a fare la cosiddetta 
"operazione di polizia", visto che nei giorni precedenti 
era stata sventata la minaccia di uno sgombero 
forzato. 

Da un lato, quindi, il Prefetto promette il passaggio da 
casa a casa, dall'altro manda i suoi bravi sgherri a far 
vivere notti insonni a famiglie di lavoratori. 

I proletari che occupano le case sono stanchi di 
queste operazioni: la loro battaglia per la casa non si 
fa intimorire, le lotte che da 15 anni a questa parte 
hanno portato avanti non si cancellano con operazioni 
e strumentalizzazioni di polizia che già' lo scorso anno 
sono costate l'arresto di un compagno, accusato 
anche se innocente di detenzione di stupefacenti: 
anche questa operazione era stata montata ad arte 
dai " Tutori dell'ordine" che tentano cosi' di dividere 
l'unita' tra gli occupanti. 

Continueremo ad essere vigili in questa via senza 
dare nessuno spazio alle montature e alle provoca- 
zioni poliziesche. 

COMITATO DI LOTTA PER LA CASA DI VIA DE! 
VOLSCI 20 

SPAZIO SOCIALE ONDA ROSSA 32 


31 

File : SERIATE.TXT 

(08/07/92) 



SERATE 11 LUGLIO 1992 

APRIAMO SPAZI DI U BERTA' 


Questo invito è rivolto a tutti i collettivi e le situazioni 
antagoniste della bergamasca e non. 

Sabato 1 1 luglio al parco di via dante a Sedate, si 
svolgerà' una giornata di assembiea,dibattito e mo- 
mento di incontro sulla tematica degli spazi in disuso. 
Crediamo che questa tematica sia rappresentativa dal 
punto di vista del passaggio politico-istituzionale a cui 
stiamo assistendo. 

Le lotte per il diritto alla casa e l'occupazione dei 
centri sociali da parte del movimento antagoni- 
sta,intesa come pratica di contropotere nel territorio e 


18 


ECN MILANO 






come risposta alla logica alienante dell'eroina, stanno 
subendo un duro attacco repressivo da parte di un 
potere che non tollera chi mette in discussione i propri 
meccanismi di sfruttamento e di controllo sociale. 

A Bergamo e in provincia, dopo l'esperienza dell'oc- 
cupazione-sgombero del c.s.kasello (intesa come 
risposta all'aggressione yankee in irak) abbiamo 
assistito ad un vuoto di iniziative incentrate proprio 
sulla questione spazi. 

Gli sfratti dal centro storico di intere famiglie prole- 
tarie,la chiusura degli immigrati in vere e proprie 
caserme ghetto,l'uso dell'eroina sempre piu'cre- 
scente,sono il frutto di una giunta comunale e di una 
provincia sempre piu'asservite al volere padronale e 
nelle mani di politici corrotti. 

Di fronte a questo quadro la giornata dell'undici per 
noi vuole essere un momento di confronto, dibattito e 
di proposte per riuscire ad allargare la discussione 
verso quelle situazioni collettivi e soggettività' che si 
dichiarano antagoniste o che comunque agiscono su 
meccanismi di lotta totalmente al di fuori da quella 
che è la logica del potere. 

PROGRAMMA INIZIATIVA 

h 15.30: ASSEMBLEA-DIBATTITO 

h 21.00; CONCERTI CON 99 POSSE E REBEL 

RULES 

FUNZIONERÀ' IL BAR 

COLLETTIVO COMUNISTA PELLE-ROSSA 
E.C.N. BERGAMO 


32 

File : RM20709.TXT 

(09/07/92) 



Roma 9/7/ 1992 

ECN ROMA - DA; CORRISPONDENZA TELEFO- 
NICA DA FIUMICINO (Roma) 

Mobilitazione anti-NATO 

No alle navi USA nei nostri porti! 

La proloco di Fiumicino ha organizzato una festa d' 
accoglienza per una nave da guerra USA che e' 
approdata I' 8f7/'92 nel locale porto. 

La festa durerà' 4 giorni a partire dall' arrivo della 
nave; alcune associazioni locali come "Fronte del 
porto" e le sezioni di Rifondazione Comunista di 
Ostia, Fiumicino e Acilia hanno protestato con un 
volantinaggio a cui e' seguita prima l' identificazione e 
poi una carica per disperdere i partecipanti alla azione 
di denuncia. 

La mobilitazione continuerà' nei prossimi giorni piu' 
forte per quello che e' avvenuto all' arrivo della nave 
da guerra. 


33 

File : CALUSCA.TXT 

(09/07/92) 



MARTEDÌ' 14 LUGLIO PRESENZA DI MASSA ALLA 
LIBRERIA CALUSCA'DI PADOVA CONTRO LO 
SFRATTO ESECUTIVO! 

Mentre è ancora in corso una vertenza con la pro- 
prietà che dura da dieci anni - e che vede peraltro già 
fissate udienze successive, a partire dal 24 luglio - 
improvvisamente è stata notificata alla libreria 
Calusca una ordinanza di sfratto esecutivo per 
MARTEDÌ' 14 LUGLIO. 

Forniremo in seguito informazioni più dettagliate. Ora 
ci appare indispensabile richiamare l'attenzione di tutti 
su quello che significherebbe la perdita di questo 
spazio non solo per il movimento di Padova, e del 
Veneto, ma anche per quanto ha significato in 
generale in questi quindici anni la Calusca di Padova. 
Si tratta di una sede cuiturale e politica "storica" negli 
anni peggiori delia repressione; di una sede attuale di 
dibattito, resa più preziosa dalle iniziative e dai 
percorsi culturali e politici che ha saputo sviluppare 
negli uitimi tempi; di un patrimonio di memoria e 
documentazione che, soprattutto negli ultimi mesi, si 
è attrezzata per fornire a tutti la possibilità di usufruire 
di un ricco Centro di Documentazione dove 
consultare materiali, storie, memorie, che altrimenti 
rischierebbero - meglio: che a questo punto rischiano 
proprio! - di andare perdute per sempre, 
invitiamo compagni e fruitori della rete tutti ad inter- 
venire alla mobilitazione martedì 14 luglio dalle ore 8 
in poi, a Padova, in via Bolzoni 1 4. 

Non intendiamo, assolutamente, perdere la Calusca! 

Per questo invitiamo tutti alla mobilitazione: 

sabato 1 1 luglio ore 1 1 .30 Conferenza stampa presso 

i locali della Calusca 

sabato 11 luglio ore 17.00 presenza nel centro città 
con banchetto di informazione 

E soprattutto invitiamo tutti i compagni, le compagne 
ad una presenza di massa dalle ore 8.00 per tutta la 
giornata presso la Libreria Calusca. Nella giornata 
verranno proiettati filmati, presentazione libri etc... 

LA CALUSCA E' UN PATRIMCNIC CCLLETTIVC, 
MCBILITIAMCCI CCNTRC LC SFRATTC. 

...ps; sono bene accetti messaggi di solidarietà 


13/07/92 


ECN MILANO 


19 






34 

File : MITECN1.DOC 

(09/07/92) 



Milano, 9 luglio 1992 

ECN: PROBLEMI E PROSPETTIVE 

Un quadro della situazione. 

Lo stato presente della rete, come chi utilizza l'ECN e 
chi gestisce i singoli nodi ben sa, e' quello di rete 
"nominale" ma non "reale": i singoli nodi vengono 
tenuti allineati tra di loro grazie al lavoro manuale dei 
compagni che si incaricano di fare i collegamenti con 
gli altri nodi per scaricare da questi i nuovi files e 
inserirli sul proprio nodo. 

Un F>rimo livello, forse quello meno importante, sa- 
rebbe quello di automatizzare questo scambio di files 
tra i nodi. Questo porterebbe ad un alleggerimento del 
carico di lavoro, ma non cambierebbe i servizi che la 
rete offre. 

Per questo motivo questo passaggio e' stato definito 
meno importante, anche se va notato che, pa- 
rallelamente all'aumento del flusso di informazioni 
veicolate dalla rete, aumentano anche i carichi di 
lavoro su chi si occupa di tenere aggiornati e consi- 
stenti i nodi; oltre un certo livello non sarebbe piu' 
pensabile di continuare con la "gestione manuale", la 
quale pone anche altri problemi di vincolo rispetto alle 
persone che la attuano quando queste sono in 
numero ristretto. 

Un altro livello, non necessariamente successivo al 
primo, e' quello di estendere i servizi che ECN offre, 
portandoli al livello di una rete vera (tipo FIDONET, 
per intenderci). 

I servizi offerti da questo tipo di reti sono sostan- 
zialmente "orientati ai messaggi". Questo significa che 
le aree messaggi di ogni nodo vengono in qualche 
modo "messe in collegamento" con quelle degli altri 
nodi in maniera automatica, tramite l'utilizzo di 
programmi che si agganciano all'RA (o che altro). 
Sostanzialmente un nodo di rete supporta tre tipi 
differenti di aree messaggi: 

1 - Aree LQCALl: sono le uniche che abbiamo 
adesso, i messaggi che un utente lascia sul nodo 
possono essere letti solo da utenti dello stesso nodo. 

2 - Aree ECHOMAIL: i messaggi lasciati in queste 
aree vengono propagati ad aree corrispondenti sugli 
altri nodi (da qui il termine ECHO); in questo modo le 
aree ECHO di nodi diversi vengono ad avere lo 
stesso contenuto. 

L'utilizzo possibile di aree di questo tipo e' per dibattiti 
0 cooperazione su un argomento specifico (scambio 
di contributi su un tema particolare, redazione 


distribuita di un giornale, ecc.). In queste aree non ha 
molta importanza lo specifico utente a cui e' rivolto un 
messaggio. 

3 - Aree NETMAIL: sopo le aree postali vere e pro- 
prie: i messaggi lasciati in queste aree vanno indi- 
rizzati con il nome (come oggi viene fatto) ed il "nodo 
di residenza" dell'utente a cui sono destinati, il 
programma di rete provvedere' a instradare il mes- 
saggio verso quel nodo dove verrà' recapitato all'u- 
tente. 

L'utilizzo di queste aree e' per lo scambio di messaggi 
personali, ed in questo senso (ricordiamoci che far 
viaggiare questa roba costa) e' a discrezione del 
SYSOP decidere quaii utenti hanno la possibilità' di 
propagare messaggi ad altri nodi. 


Il salto tecnico da fare. 

La situazione, paradossalmente si presenta piu' 
gravosa da gestire per il primo passo che per il se- 
condo. Questo perche' mentre esistono, in quanto 
vengono utilizzati da altre reti, programmi per gestire 
la posta in partenza ed in arrivo per e da altri nodi, ciò' 
non e' vero per i files, almeno non nel senso in cui li 
utilizziamo noi. 

Normalmente infatti i nodi di una rete si scambiano 
files solo su richiesta (il ricevente chiede un file al 
trasmittente, sapendo che questo ce l'ha) il che 
contrasta un po' con l'impostazione ECN, in cui i nodi 
devono scambiarsi le novità' (e deve essere chi 
trasmette a decidere cosa e' nuovo per l'altro nodo, in 
un modo o nell'altro). 

Non esiste, a conoscenza di chi scrive, software che 
permetta di realizzare l'aggiornamento automatico di 
areee files su nodi di rete, mentre ne esiste molto per 
l'aggiornamento di aree messaggi. 

il problema vero quindi sono le aree files, sulle quali 
al momento e' basata tutta la rete e per le quali vanno 
PENSATE delle soluzioni (o ai limite dei possibili 
cambiamenti di impostazione), mentre per quanto 
riguarda le aree messaggi si tratta solo di acquisire i 
programmi che permettono di gestirle, oltre alla 
conoscenza necessaria per renderli operativi. 

A questo punto le strade possibili da battere sono 
diverse: 

- provare a farsi i programmi in casa. Costa fatica sia 
ideativa che realizzativa, a titolo di tentativo questa 
strada e' stata già' intrapresa, ma i tempi di 
maturazione della cosa sono necessariamente piut- 
tosto lunghi 


20 


ECN MILANO 



- tentare strade alternative, utilizzando le aree mes- 
saggi per “propagare" i files. E' infatti possibile 
"attaccare" uno o piu' file ad un messaggio, che se li 
porta appesi. Alla lettura del messaggio l'utente può' 
decidere se fare il download dei files attaccati oppure 
no. In questo caso i messaggi avrebbero il ruolo di 
"presentazione" dei contenuto del file attaccato che 
attualmente viene svolto dalla linea di commento che 
compare accanto al nome del file. 

Piccoli files potrebbero essere inseriti direttamente 
come messaggi, snellendo cosi' un po' la procedura. 


Conclusioni. 

Non si commetta l'errore di ritenere questi passaggi 
solo tecnici. 

Come si e' visto potrebbe essere necessaria una 
modifica radicale del funzionamento e dell'utilizzo 
della rete, sulla quale va riflettuto. 

L'equilibrio tra ì due aspetti dell'ECN, rete telematica 
"aperta" / agenzia di informazione ugualmente 
"aperta" sembra destinato a spostarsi verso la rete, 
paradossalmente con io scopo di partenza di ren- 
derne piu' consistenti gli aspetti informativi. 

Se d'altronde si vogliono operare un certo numero di 
passaggi (presentazione aH'"estemo", offerta dei 
servizi di informazione a realta' "altre") e' necessario 
avere le spalle solide tecnicamente, ed offrire livelli di 
servizi paragonabili a quelli in circolazione. 

Ad ultimo, la realizzazione di questi passaggi porte- 
rebbe alla possibilità', sopra accennata, di utilizzo 
naturale della rete come strumento di comunicazione 
e cooperazione reale, e in questa direzione le strade 
sono tutte aperte. 

ECN MILANO 


35 

File : B020709.TXT 

(10/07/92) 



Diamo la piena solidarietà' alla libreria Calusca ed ai 
compagni che ci lavorano quotidiana- 
mente. Condividiamo la loro tensione per le sorti di 
una struttura fondamentale per il Movimento Anta- 
gonista e non solo. 

Vicini nella lotta a martedì'. 

OCA - Collettivo ImmaginAzione - ECN BO 


Riconosciamo l'importanza "storica"dello spazio 
politico culturale della libreria Calusca, il ruolo fon- 


damentale che ha giocato in passato e soprattutto 
quello che continua a rappresentare oggi tanto da 
volerci misurare in un esperimento analogo anche qui 
a Bologna, 

Dunque massima solidarietà'. 

Ci vediamo martedì' 

/ compagni e le compagne della neonata GRAF- 
TON 


36 

File : PD920711.TXT 

(10/07/92) 



Lunedi' 6 giugno, di mattina, uno squadrone di digos 
e sbirri capeggiati dall'ufficiale giudiziario CONDEMI 
ha fatto irruzione con un blitz improvviso nell' abita- 
zione del compagno Roberto Ulargiu procedendo 
senza alcun preavviso all' esecuzione di un sfratto 
voluto dal ministero del tesoro. 

Ricordiamo che da circa 1 2 anni e'in corso una ver- 
tenza, che coinvolge grossa parte di inquilini delle 
case del ministro del tesoro, a Padova, mostre etc, e 
manifestatosi con la forma di lotta dell' autoriduzione. 
Proprio per questo, lo sfratto eseguito ieri, e le stesse 
modalità' e brutallita' con cui e' stato compiuto, 
indicano in maniera estremamente chiara quai'e' la 
linea che il ministero del tesoro intende seguire per 
"risolvere" la vertenza. 

Non solo, il problema si allarga ed assume una 
dimensione cittadina per il problema della casa nel 
suo complesso, rispetto alle occupazioni, alle auto- 
riduzioni, ai movimenti che da anni si battono per la 
soddisfazione di questo bisogno fondamentale. 

La posta di gioco e' alta: Riguarda la stessa politica 
sulla casa in questa citta', la responsabilità' del- 
l'amministrazione comunale.Ora, il "governo della 
citta'" e' cambiato, almeno cosi' si dice. Vediamo chi si 
assume le proprie responsabilità' se alle parole 
seguiranno dei fatti concreti per esempio la possibilità' 
di requisizione!! Tanto piu', e non sì tratta di spicciola 
demagogia, che proprio coloro che fanno eseguire gli 
sfratti, negano bisogni sociali, chiudono gli spazi, 
ridisegnano il territorio in base agli interessi dei 
padroni della citta', della speculazione piu' selvaggia, 
sempre piu' si rivelano come i signori di tangetopoli, 
ladri e speculatori di stato!! Altro che "onesta", 
"trasparenza": persino re Mida si rivolta nella tomba!! 
PER PARTE NOSTRA, impediremo con la massima 
determinazione che passi la logica della sfratto, in 
questo caso ed in tutti gli altri. Sia chiaro: Nessuno 
deve dormire per strada. Prendiamo occasione per 
rilanciare un grande movimento di lotta ed opposi- 
zione sociale a partire innanzitutto dalla riconquista 
della casa sgomberata ieri. Ribellarsi contro i padroni 
della citta' ed ed i ladroni di stato e' giusto e 
necessario non ci sono i soldi?? Che vengono confi- 


13/07/92 


ECN MILANO 


21 






scali i beni di Cremonese e di tutti quelli che si sono 
arrichiti a suon di tangenti. 

Ricordiamo inoltre che il 1 4 luglio è previsto lo sfratto 
della libreria Calusca, un posto di riferimento culturale 
storico nel movimento, e di tutti coloro che in questi 
anni non hanno accettato la logica del più completo 
appiattimento ed omologazione culturale e sociale. 
Come per via Roma, sede di molte associazioni 
anche nel caso della Calusca si assiste al tentativo di 
chiudere esperienza autogestite. In questi giorni, è 
stata inaugurata da parte di molte associazioni la 
Casa dei Diritti Sociali, utilizzando e riempiendo di 

contenuti una scuola abbandonata 

UN ALTRO SPAZIO DI LIBERTA' E' STATO 
APERTO, e si aggiunge ad altre esperienze di auto- 
gestione in questa città. 

La liberazione di spazi e di tempo, la valorizzazione 
dell' "ALTRA CITTA'" e della voce di chi non ha diritti 
ed è soffocato dalla città dei padroni, è la miglior 
risposta all'arroganza del potere. 

Ridisegnamo il nostro futuro! 

OPPONIAMOCI IN MILLE FORME, VARIEGATE E 
PLURALI ALL'ARROGANZA DEI PADRONI 

Il compagno dopo la delegazione al consiglio comu- 
nale e' rientrato nella casa da dove era stato trattato. 

cip via ricino C.S.O PEDRO 
8f7/92 Padova Comitato Inquilini PD 


37 

File ; PD920709.TXT 

(10/07/92) 



NO AGLI SFRATTI 

GIU’ LE MANI DALLA LIBRERIA CALUSCA 


Sono ormai alcuni anni che la ristrutturazione sel- 
vaggia del mercato immobiliare passa attraverso gli 
sfratti di tutti quei locali, anche quelli storici, che non 
garantiscono la rendita richiesta dai padroni delle 
città. I centri storici vedono scomparire ogni giorno 
soprattutto i punti di riferimento di carattere culturale, 
sostituiti da paninoteche, abbigliamento e calzature 
etc. Tutto questo perchè sono gli unici settori dove i 
margini di guadagno enormi hanno permesso il gioco 
al massacro della lievitazione dei prezzi : nelle città 
non metropolitane il prezzo al metroquadro dei negozi 
varia dalle 25.000 alle 30.000 lire per l'affitto, dai 
3.000.000 ai 4.000.000 per l'acquisto. In altre parole 
per un negozio di 50 mq ci vuole 1.500.000 di affitto 
oppure lo puoi comprare per 200 milioni. Questa è la 
realtà. 

Ovviamente tutte le attività non altamente produttive, 
quindi quelle di carattere culturale, che non possono 
permettersi queste cifre vengono scientificamente 
emarginate e lasciate morire, quando non rientrano 


nell'ambito del business voluto dagli sponsor. 

Tutta questa premessa risulta indispensabile per 
capire le condizioni in cui nasce la minaccia di sfratto 
della libreria CALUSCA di Padova, che ha 
sicuramente le sue specificità, ma che rientra per- 
fettamente nel contesto generale. 

La causa infatti tra i padroni del negozio e la libreria 
dura da quasi dieci anni, ma non ha potuto trovare un 
accomodamento per l'intransigenza dei proprietari 
che hanno dichiarato esplicitamente che il loro 
obbiettivo è SFRATTARE LA CALUSCA. 

Per fare questo hanno recentemente affidato la causa 
nelle mani di uno studio legale specializzato che ha 
costruito la sua fama garantendo ai padroni tutti i 
mezzi possibili per arrivare ad eseguire gli sfratti, e 
nella fattispecie l'avvocatessa che segue la vicenda è 
una ex militante del PCI conosciuta per la sua rigidità 
contro gli autonomi. Ogni commento è superfluo. 

In questa maniera viene minacciata l'esistenza di un 
luogo storico di riferimento per il movimento, da 
sempre protagonista nella costruzione di un percorso 
culturale legato alla comunicazione. 

Fin dalla nascita nel 1976, nella promozione del 
circuito delle librerie democratiche per la diffusione 
dell'editoria militante e di base. E poi ancora negli 
anni bui della repressione, per avere promosso di- 
battiti, per avere dato ospitalità a comitati e soprat- 
tutto per avere garantito a tutti i detenuti che ne 
facevano richiesta di ricevere gratuitamente il mate- 
riale prodotto dal movimento. E quindi negli anni più 
recenti, per avere stimolato la discussione sulle nuove 
forme del comunicare, per essere stata riferimento 
per le iniziative contro la guerra, per avere costruito 
un archivio storico di oltre 5.000 volumi e centinaia di 
testate di riviste introvabili anche perchè censurate e 
messe fuori catalogo dalle case editrici. 

E poi ancora per avere dato inizio ad una preziosa 
attività editoriale (pensiamo al successo de La notte 
dei gladiatori, l'unico libro critico sulla storia della 
Gladio) e per avere attivato uno spazio aperto alle 
serate dedicate alla presentazione di libri, alla poesia, 
alle performance teatrali, alla musica delle au- 
toproduzioni. 

Crediamo quindi che sia necessario che tutti pren- 
dano posizione su questo tentativo di chiuderci la 
bocca, che si sviluppi una campagna di solidarietà 
adeguata alla gravità dell'attacco che stiamo su- 
bendo. Invitiamo pertanto a partecipare attivamente 
alle iniziative programmate per i prossimi giorni. 
Sabato 11 luglio ore 11.30 Conferenza stampa 
pubblica 

Sabato 11 luglio ore 18 Informazione e musica in 
piazza 

Lunedi 13 luglio ore 21 Presentazione del programma 

editoriale e dell'archivio storico 

Martedì 14 luglio dalle ore 8 del mattino in poi 

Presidio con assemblea permanente 

Proiezioni video, dibattiti, presentazione di libri. 


22 


ECN MILANO 




38 

File : PD920712.TXT 

(10/07/92) 



COMUNICATO STAMPA COBAS, PADOVA 


Lo sfratto della libreria Calusca dai locali di via Bol- 
zoni a Padova, previsto per il 14 luglio, rappresenta 
un attacco inaccettabile ad una esperienza politica e 
culturale che, in questi anni, ha segnato la storia di 
questa città. E' chiaro che questo sfratto si ricollega 
allo sfratto delle associazioni che hanno dato vita alla 
Casa dei Diritti sociali, da via Roma 14, allo sfratto 
degli inquilini autoriduttori, cioè ad una scelta di 
ridisegnare in termini di chiusura, speculazione e 
cancellazione della memoria l'immagine della città di 
Padova. 

Nessuno spazio, nessun punto di vista diverso per 
bisogni, domande e sperimentazioni politiche, sociali 
e culturali non riconducibile alle finalità del sistema di 
potere. 

I lavoratori delia scuola, autorganizzati nei Comitati di 
Base, fin da subito, hanno incontrato ospitalità nei 
locali della libreria, concorrendo, progressivamente 
alle diverse attività ed iniziative che hanno 
caratterizzato la vita e le produzioni della libreria negli 
ultimi anni segnati da un grosso sforzo di ricerca e 
rinnovamento. 

Anche per questo i Cobas denunciano la chiusura 
della libreria Calusca come un fatto gravissimo e 
inaccettabile che richiede una pronta e ferma rispo- 
sta. 

PARTECIPIAMO E CONTRIBUIAMO, MARTEDÌ' 14 
LUGLIO, ALLA GIORNATA DI PRESIDIO IN LI- 
BRERIA CALUSCA. 

PADOVA, 10 luglio 1992 
COBAS di Padova e provincia. 


39 

File : BOLKUR.ZIP 

(10/07/92) 



KURDISTAN: cenni storici e geografici 

Geografia: il Kurdistan si estende su un territorio di 
circa 490.000 km2, di cui 230.000 km2 della super- 
ficie nella Turchia, 170.000 km2 in Iran, 70.000 km2 
in Irak e 15.000 km2 in Siria. I Kurdi sono dopo gli 
arabi, i Turchi, i persiani, la quarta piu' grande na- 
zione dell'oriente. 

Popolazione: statistiche ufficiali su dove vivono i Kurdi 
non esistono. In Iran vengono definiti come "Fratelli 
dei Persiani", in Turchia come "turchi delle 
montagne", in Siria come i "fratelli arabi" e in irak 
come "cittadini irakeni". 

Dove vivono la maggior parte dei Kurdi? 


in Turchia: circa 12 milioni 
in Iran: circa 7 milioni 
in Irak: circa 5 milioni 
in Siria: circa 1 milione 
nella ex URSS: circa 400.000. 

Nella Turchia i kurdi compongono un buon 25% della 
popolazione; in Iran il 15%, in Irak il 30% e in Siria 
circa il 10%. 

(da: I kurdi nella storia di M. Galletti). 

Il Kurdistan diventa centro di lotte nazionaliste e 
oggetto di sfruttamento delle sue risorse nel primo 
quarto di questo secolo. 

Le potenze imperialistiche tentano di penetrare nel- 
l'area kurda con la prospettiva di trovare e sfruttare i 
giacimenti petroliferi, incoraggiate dalla debolezza 
dell'impero ottomano che tentano di rendere ancora 
piu' impotente soffiando sul fuoco dei sentimenti 
nazionalisti armeni e curdi. 

Kurdi ed armeni combattono tra loro, giungendo a 
massacri ed eccidi, per creare uno stato indipendente 
che i primi chiamano Kurdistan ed i secondi Armenia. 
Ma questi progetti simili sono terreno di scontro in 
quanto alcune parti di territorio che entrambi 
reclamano sono comuni alle popolazioni kurde ed 
armene. 

Lo scoppio delia prima guerra mondiale, la sconfitta 
turca e la conseguente divisione dell'impero ottomano 
pongono alle potenze occidentali il problema kurdo. 
Ma dopo aver alimentato fugaci speranze di un 
Kurdistan indipendente, viene attuata la divisione 
dell'area kurda (come noi oggi la conosciamo, per 
potere sfruttare e controllare una zona che per l'oc- 
cidente e' strategica ndr). 

...dallo stesso libro... 

...nel 1936 vennero aggiunti nel codice penale turco 
gli articoli 141 e 142 derivati dal Codice Rocco. An- 
cora oggi gran parte delle leggi derivano direttamente 
dalla legislazione fascista italiana. 

L'emanazione di queste leggi ha l'obiettivo di colpire il 
movimento kurdo e di "proteggere l'avvenire e la vita 
dello Stato dal lavoro distruttivo dell'anarchismo e del 
comuniSmo". Spesso i Kurdi sono anche comunisti e 
lo stato turco individua in loro il nemico da battere. Il 
solo fatto di parlare di lotta di classe costituisce una 
forma di propaganda ed e' proibito esprimere le 
proprie idee su questo soggetto. 


ALCUNE SIGLE 

PKK partito dei lavoratori kurdi 

HEP partito del lavoro del popolo 

DAL famigerato gruppo di torturatori che hanno un 

grosso centro di tortura nelle cantine del presidio di 

polizia di Ankara e che soprattutto i primi anni dopo il 

putsch deH'80 praticavano sistematicamente le piu' 

brutali torture. I componenti del DAL si reclutano 


13/07/92 


ECN MILANO 


23 




soprattutto tra le file dell'ex MHP. 

MHP partito fascista dei "Lupi Grigi", presidente 
Alparslan Turkes, fu vietato (come tutti i partiti) dopo il 
putsch militare del 1980 e sciolto. Una parte della loro 
direzione e attivisti furono imputati nel processo al 
MHP, che si e' chiuso nel 1985 ad Ankara. Sebbene 
l'MHP e gli appartenenti alla sua organizzazione 
durante gli anni 70 si siano resi responsabili di 
numerosi omicidi e massacri, la maggior parte dei 
suoi quadri furono condannati solo a pene irrisorie e 
presto rilasciati. Una parte dei membri del MHP si 
sono inseriti nel 1983 (legalizzazione dei partiti e 
elezioni)neH'Anap, altri fondarono il partito MCP, che 
oggi e' di nuovo sotto la guida di Alparslan Turkes. 

Cronologìa del terrore di stato 

(da medico report 1 6 del 1 991 ) 

L'omicidio di Vedat Aydin e il brutale attacco al corteo 
funebre e'stato solo uno (forse il piu' evidente) anello 
di una intera catena di atti terroristici delle scorse 
settimane, che portano la firma della controguerriglia. 
Attacchi a paesi sperduti, che si rifiutano di offrirsi 
come "difensori di paese" (una specie di 
controtruppe), fanno parte, ormai da anni, dell'usuale 
repertorio di politica repressiva dello stato contro i 
curdi, con le piu' brutali torture, gli assassini ed le 
evacuazioni di interi paesi. Nelle ultime settimane 
invece sono diventati bersagli degli attacchi dello 
stato soprattutto personalità' ed organizzazioni del- 
l'opposizione legale come associazioni per i diritti 
umani, riviste e il partito del HEP. Sicuramente le 
“forze di sicurezza“-assassine- sono state incorag- 
giate dall'approvazione della cosiddetta "legge anti- 
terrorismo" (aprile 91), che ha enormemente aggra- 
vato, se non reso vana, la persecuzione della tortura 
0 degli atti di violenza da parte della polizia e dell'e- 
sercito. Come ulteriore fattore per l'inizio di questa 
serie di atti di terrore deve essere valutata l'assun- 
zione del governo di Mesut Yilmaz (primavera 91). 
Nella stampa europea questo veniva erroneamente 
definito come "liberale", mentre appartengono al suo 
gabinetto una intera fila di membri dell'ex MHP. 

Con il cambiamento interno alla polizia i componenti 
del gruppo DAL, sono stati spostati a cariche piu' alte, 
ad uffici piu' importanti. 

Secondo notizie di amici in Kurdistan la Ozel-tims ha 
festeggiato l'entrata di Mesut Yilmaz con lo sparo di 
colpi a salve. 

HATIP DICLE, rappresentante dell 'associazione 
per I diritti umani ha elencato la catena di atti 
terroristici come segue: 

Qui a Diyarbakir queste azioni, questa catena di 
azioni, che sono state esercitate secondo noi dalla 
controguerriglia, sono cominciate 
il 1 8 giugno. Durante il giorno e' stata fatta saltare in 


aria con una bomba l'auto deH'awocato Mustafa Ozer 
che era parcheggiata davanti alla sua casa. La forte 
esplosione ha interamente distrutto l'auto. Il nostro 
amico Mustafa Ozer e' un vecchio rappresentante di 
HEP per questa provincia, ex presidente (o membro 
del consiglio direttivo) della associazione per i diritti 
umani di Diyarbakir e' un avvocato che si occupa di 
procedimenti politici. Significativo e' forse che il fatto 
sia successo proprio nei pressi di una stazione di 
polizia. Dopo questo avvenimento furono distrutti 
completamente da una bomba il 25 giugno l'ufficio 
della nostra associazione e anche i sottostanti locali 
della rivista "OZGUR HALK". Sempre con l'eplosione 
di una bomba sono stati fatti saltare i locali della 
rivista "MEDYA GUNES". 

Il 27 giugno qui sotto, di fronte a questo edificio, e' 
stato posto un ordigno incendiario ad un grossista di 
giornali e bruciato il suo ufficio. 

Nello stesso giorno furono attaccati autoadesivi a 
tutte le rivendite di giornali (o uffici, o negozi) dove era 
scritto:"Se vendete ancora giornali come "Deng", 
"Medya Gunes”, "Ozgur Halk", "Ulke" etc, vi saranno 
frantumati, prima i vostri negozi e poi le vostre teste". 
Nello stesso giorno, il 27 giugno nell'edificio dove si 
trova l'ufficio della rivista "2000e dogru", e in tutti gli 
edifici che si trovano nelle vicinanze, sono stati 
incollati adesivi su cui veniva detto: "se non sbatterete 
fuori entro 5 giorni questi bastardi del "2000e Dogru", 
questo edificio verrà' fatto saltare in aria. Non 
garantiamo per la vostra vita". Un giorno piu' tardi: 
il 28 giugno e' stato sparato contro il borgomastro 
della località' HilaI nella circoscrizione Uludere 
(Sirnak), Yakup Kara, che si trovava insieme a 4 amici 
proprio nelle vicinanze di una unita' militare; i colpi 
venivano da uno squadra speciale mascherata. Gli 
organi statali del fatto accusarono il PKK, sebbene 
fosse un'azione della controguerriglia.. 

Neanche una settimana piu' tardi, il 2 luglio e' stato 
messo un ordigno al rappresentante della lega per i 
diritti umani; Siddik Tan, a Batman. Una bomba e' 
stata posta sotto la sua auto e l'ordigno a tempo 
posto in modo tale che sarebbe sicuramente morto, 
se non fosse perche' quel giorno era in ritardo di 10 
minuti. La bomba e' esplosa quando lui non era 
ancora in macchina. Tuttavia e' rimasto gravemente 
ferito dalla esplosione. 

(da un servìzio di H: Dìcies). 

Il 4 luglio il commissario di polizia lliyas Kaya nel 
quartiere Avcilar di Istanbul ha sparato contro Kemal 
Karatay e Ali Alpdogan perche' avevano cantato una 
canzone kurda. 

Il 5 luglio segui' poi il rapimento e l'assassinio di Vedat 
Aydin, segue: 

ilio luglio l'attacco al corteo funebre, in cui 7 persone 
sono state ammazzate. 

ri 1 luglio il giorno dopo il funerale il membro dell'HEP 
Remzi 11 - e' stato rapito apertamente nella strada da 


24 


ECNMiLANO 



poliziotti in borghese, gli e' stato infilato un sacco in 
testa, e trascinato in un luogo sconosciuto. Dopo 
gravi torture e' stato portato in un cassone di rifiuti. E' 
morto 15 giorni piu' tardi per emorragia cerebrale. 

Il 12 luglio la polizia ha attaccato duramente nella 
notte 4 appartamenti in diversi quartieri di Istambul e 
ucciso 1 0 persone 

Il 14 luglio durante una azione simile ad Ankara sono 
stati uccisi Buluthan KangalgiI e Fìntoz Dikme. In 
entrambe le operazioni le forze di polizia non hanno 
apertamente fatto alcun tentativo per fare degli 
arresti. L'ordine era "esecuzione senza processo". Da 
come questi casi sono stati descritti dalla stampa 
turca da Linai Erkan e di Istambul da Mahmet Agar 
entrambi ex membri del DAL volevano festeggiare la 
loro entrata in servizio. 

Contemporaneamente succedevano i seguenti at- 
tacchi: 

- tentativo di rapire un esponente dell'HEP di Ga- 
ziantep; 

- l'esecuzione per strada del membro del partito 
socialista Ibrahim Sarika a Cizre; 

-attacco a 3 membri dell'HEP 
Sadrettin Akbay e' morto e un altro e' stato grave- 
mente ferito. 

(elenco senza pretesa di completezza). 

L'attacco al corteo funebre. 

il funerale di Vedat Aydins il 10 luglio e' stata la piu' 
grande manifestazione che la citta' di Diyarbakir, la 
capitale clandestina del kurdistan, abbia mai visto 
nella sua storia. 

Dal putsch del 1980 la manifestazione di massa a 
Diyarbakir sono state vietate rigorosamente. Tentativi, 
per esempio, durante la Guerra del Golfo di 
dimostrare in chiusura di una festa tradizionale nei 
pressi di una moschea, sono stati brutalmente re- 
pressi dalla polizia. 

Vedat Aydin, che dopo il putsch deH'80, aveva tra- 
scorso 7 anni nella famigerata prigione militare di 
Diyarbakir, apparteneva alle piu' importanti persona- 
lità' dell'opposizione democratica nel Kurdistan turco. 
Apparteneva ai membri fondatori dell'associazione 
per i diritti umani (cosa che lo porto' all'arresto) e 
all'HEP e godeva nell'intera regione di una enorme 
considerazione, li suo assassinio ha portato 
un'ondata di ribellione, il giorno del suo funerale e' 
diventato da giorno di lutto nazionale a giorno di 
protesta nazionale contro la politica di terrore dello 
stato turco. 

Piu' di 100.000 persone dall'intera regione si sono 
apprestati ad accompagnare Vedat Aydin al cimitero. 
Alla mattina presto un convoglio di centinaia di 
macchine.hanno prelevato la salma di Aydin. "Le 
forze di sicurezza" hanno impedito con blocchi stra- 
dali l'accesso a Diyarbakir a migliaia di persone. Nella 
stessa Diyarbakir erano bloccate tutte le strade piu’ 
importanti con panzer e cordoni di polizia cosicché' 


all'inizio del corteo solo 5000 persone erano riuscite 
ad arrivare alla moschea, mentre la massa aspettava 
nelle strade adiacenti. Nel corso della celebrazione il 
corteo funebre e' aumentato a 50.000-80.000 
persone (secondo stime^diverse). 

Le strade appartengono al corteo: 

"Vedat, non ti dimenticheremo" 

"Vogliamo giustzia", ma anche: 

"Combatti guerriglia, combatti e fonda il kurdistan" 
"Viva il PKK" gridavano a migliaia nelle strade di 
Diyarbakir. Durante la sepoltura con la bandiera kurda 
e' stato cantato l'inno nazionale kurdo. 

SCIOPERO GENERALE 

Lo sciopero generale il giorno del funerale e' stato 
pienamente seguito da tutti, negozianti, venditori 
ambulanti, operai delle fabbriche, l'intera citta' ha 
risposto all'appello. I rappresentanti regionali dei 
sindacati avevano dichiarato lo sciopero nonostante li 
aspettasse un procedimento penale. La stessa 
amministrazione cittadina ha reso noto pubblicamente 
luogo e ora del funerale con i megafoni. Cosi' il 10 
luglio letteralmente tutta la citta' era presente a dare 
l'ultimo saluto a Vedat Aydin. "lo non ho mai visto in 
nessuna parte del mondo una manifestazione con 
una cosi' grande partecipazione di donne, bambini e 
vecchi". (Stef Vandebrock dal Belgio, che ha 
partecipato al corteo). Membri regionali e rappre- 
sentanti di tutti i partiti hanno preso parte al corteo 
funebre. 

"Questo li ha portati (gli apparati statali turchi) alla 
follia. Con l'assassinio di Vedat Aydin che nell'intera 
regione era conosciuto e amato volevano intimidirci e 
ridurci al silenzio. Al contrario: l'intera regione e' 
insorta e perciò' hanno organizzato questo com- 
plotto". (da un intervento dell'HEP a Diyarbakir). 


Provocazioni deila polizia. 

Durante il corteo la polizia ha diverse volte provocato 
il corteo lanciando anche pietre, dopo di che' un 
gruppo di giovanni si organizzava per rispondere alle 
provocazioni della polizia lanciando pietre contro un 
edificio statale. 1 responsabili e il servizio d'ordine 
intervennero subito per cercare di impedirlo. Questo si 
ripete' due volte, si lanciarono pietre sulla polizia, ma 
la polizia resto' lontana. Solo all'edificio TRT (sede 
della TV di Stato) alcuni vetri sono stati infranti. La 
polizia e la Oezeltim si erano schierati in alcuni punti 
nevralgici della citta' per sferrare un attacco pesante, 
una vera e propia strage contro il corteo. 

La Polizia apre il fuoco. 

La prima sparatoria avviene alle 15 quando il corteo 
passa la stretta porta del muro della citta'. Diretta- 
mente dietro questa porta si trova una stazione della 
polizia e dietro ad essa numerosi poliziotti e com- 
ponenti della squadra speciale si erano trincerati 
dietro a sacchi di sabbia. Di fronte alia stazione erano 


13/07/92 


ECN MILANO 


25 



stazionati i carri armati che avevano bloccati la strada. 
Alcuni giovanni erano corsi davanti al corteo e 
lanciavano pietre contro la stazione di polizia. Questo 
offri' ai poliziotti il pretesto di sparare direttamente 
sulle persone senza avvertimento; tre giovanni 
morirono nella pioggia di colpi sparati, circa venti 
persone furono ferite sul posto, la maggior parte al 
petto. La giornalista tedesca Elisabeth Schmidt che 
accompagnava il corteo funebre: "Ad un lancio di 
pietre la polizia sparo' due minuti ininterrottamente 
nella folla. Cosi' furono ferite molte persone, lo stessa 
ho fotografata come due ragazzini coperti di sangue 
venivano portati via". 

li secondo attacco 

accadde ancora chiaramente pianificato e ancora 
senza avvertimento e senza il minimo pretesto. Dopo 
il funerale la folla defluì' fuori dal cimitero pero' venne 
fermata ancora da un massiccio blocco di polizia. 
Dopo che alcuni politici del HEP in trattativa con i 
dirigenti di polizia e governatore della regione 
avevano ricevuto il consenso che la gente poteva 
disperdersi, la folla venne massicciamente circondata 
dalla polizia che apri' il fuoco. Questo impiego di armi 
da fuoco, cariche, gas lacrimogeni e elicotteri 
continuo' fino a tarda sera. 

Almeno sette morti, centinaia di feriti e ancora mol- 
tissimi arrestati, tantissimo materiale ed effetti per- 
sonali distrutti ... questo e' il bilancio del terrore di 
polizia contro il corteo funebre. 

I RESPONSABILI 

"... all'ordine parte un colpo dai corpi degli eroici, forti 
uomini. Si stendono, ruggiscono come leoni e mirano. 
Le loro armi automatiche centrano sempre. I nostri 
eroi non si riposano neanche quando gli ultimi 
caricatori sono vuoti, finche' anche agli ultimi traditori 
hanno dato la lezione mortale" (Gunes). 

"Un unico ufficiale del comando speciale di polizia - 
vengono chiamati Rambos - ha la forza e la capacita' 
di fare fuori 1 0 uomini"(Tercuman). 

Con tali titoli a caratteri cubitali i giornali scandalistici 
celebravano nel 1 986 la formazione di truppe speciali 
paramilitari, da cui in questa documentazione 
vengono sempre chiamate le: "Qzel-tim" - unita' 
speciali. 

LA REPUBBLICA FEDERALE TEDESCA TIENE IL 
BATTESIMO 

Nella pianificazione e la formazione di queste truppe 
poi avrebbero terrorizato il popolo kurdo, la RFT fin 
dall'inizio teneva il ruolo del padrino. In primavera 
1 985 fu fondato all'interno delle autorità' di polizia un 
reparto antiterrorismo, il cui compito era di "analizzare 
meglio il terrore e di scambiare inchieste, informazioni 
con altri paesi", cosi' l'allora ministro degli interni 
ABKULUT. Proprio in giugno dello stesso anno una 
delegazione di grosso calibro della polizia della 


Turchia fece un viaggio di ispezione nella RFT. In 
progranmma era una visita al BKA 
(Bundeskriminalamt- ufficio federale per la criminali- 
tà', dove c'e' il "cervellone" che controlla tutti i dati di 
tutti i cittadini) a Wiesbaden, un incontro con il mi- 
nistero degli interni a Bonn, un incontro con il capo 
della polizia dei Laender e una visita particolareggiata 
ai GSG9 ("teste di cuoio"). 

Pubblicamente qui furono concretizzati i piani per 
mettere in piedi unita' speciali, presi accordi di ap- 
poggio da parte della RFT. Poco tempo dopo si 
annuncio' la "Milliyet", la decisione da parte del 
ministero degli interni di costruire, all'interno della 
polizia, "truppe per operazioni speciali per l'oriente". 
Nell'autunno 1986 un gruppo di ufficiali di polizia fece 
un viaggio a St. Augustin, nei pressi di Bonn, dove 
ricevettero un corso di formazione presso i GSG9 
locali per diversi mesi. Questo gruppo formo' piu' tardi 
il nocciolo della Qzel-Tim turca. 

Inoltre nell'autunno 1986 un secondo gruppo di polizia 
della Turchia ricevette un addestramento come 
istruttori di cani presso la polizia bavarese. Contem- 
poraneamente furono forniti i cani pastore per la 
"caccia ai terroristi". (Anche gli USA aiutarono nel- 
l'addestramento mettendo a disposizioni unita' spe- 
ciali). 

...E LA CONTROGUERRIGLIA. 

Un altro dettaglio del viaggio di giugno 1985 e' inte- 
ressante. Alla delegazione turca sotto la guida del- 
l'allora capo di polizia ARIKAN BEDUK apparteneva 
un uomo tristemente noto alla sinistra turca degli anni 
'70: Umit Erdal, che dal 1969 era una delle teste 
pensanti della Qzel-tim, una organizzazione militare 
parallela sotto la guida della CIA, adestrata al terrore 
e alle provocazioni interne. Per screditare la sinistra 
radicale del movimento studentesco tra la 
popolazione e per creare il clima di accettazione per il 
putsch militare del 1971 vennero condotte da parte 
della Qzel-tim una serie di azioni la cui responsabili- 
ta'fu attribuita dalla stampa alla sinistra. 

Ad Istanbul, venne affondato un traghetto e bruciato 
il palazzo della cultura Ataturk. Dopo il putsch del 
marzo 1971, Erdal guido' "la liquidazione della sini- 
stra" (studenti e studentesse, scrittori e scrittrici).! boia 
si presentarono agli arrestati con le seguenti parole: 
"Questa e' la base della controgueriglia direttamente 
subalterna all'alto comando. Qui non c'e' nessuna 
regola. Vi ammazziamo e vi togliamo dai piedi!" 
Durante l'inasprimento della guerra civile del 1980 
Erdal lavoro' nel reparto "sicurezza", una organiz- 
zazione parallela alla autorità' di polizia turca, -che 
mascherata da attività' commerciale- era un'organiz- 
zazione parallela della polizia di Ankara. 

Negli anni 1986/87 centinaia di poliziotti scelti furono 
sottoposti ad un campo di addestramento per 6 mesi 
a Bulbasi nei pressi di Ankara. "I membri di questa 


26 


ECN MILANO 




unita' dovevano essere disponibili 24 ore su 24". “I 
volontari erano sottoposti a piu' di 100 test. A 
qualsiasi ora le squadre venivano addestrate alla lotta 
alla guerriglia”. "La libera volontà' e' il principio. Pero', 
dopo 5 mesi nessuno poteva andarsene. 
L'addestramento di una persona costava allo stato 1 5 
miliardi di lire turche”, si entusiasmava la stampa 
turca sull'addestramento dei "Rambos". Da qui in poi 
queste squadre speciali si occuparono in Kurdistan di 
seminare paura ed orrore. Una delle loro specialità' 
sono le azioni di provocatori. Cosi' e' quasi normale in 
Kurdistan che saltino fuori nei paesi "guerriglieri" che 
sono in realta' soldati o poliziotti travestiti, che 
chiedendo cibo e alloggio, hanno in realta' lo scopo di 
arrestare e torturare la popolazione con l'accusa di 
"sostenere la guerriglia". 

Sempre piu' spesso negli ultimi anni unita' travestite si 
sono rese responsabili dei massacri nei paesi kurdi 
con lo scopo di impedire la guerriglia. Sebbene 
formalmente comandati dalla polizia, e percio'dal 
Ministro dell'Interno, in Turchia nessuno riesce a dire, 
chi esercita il potere sulla Ozel-Tim. Sono organizzati 
in unita' da 20 a 100 uomini in proprie strutture 
parallele e ricevono i loro ordini apertamente da 
"molto in alto", in Kurdistan presumibilmente dal 
comando di stato speciale. 

IL TERRORE E' LA POUTICA DI STATO. 

Sarebbe pero' falso, dare l'impressione che la Ozel- 
Tim sia l'unica responsabile del terrore contro il 
popolo Kurdo o che agisca contro il volere del go- 
verno, come affermano alcuni politici social-demo- 
cratici. 

Cosi' ha detto il deputato del SHP Tefvik Kocak 
riguardo alla Ozel-Tim: " All'est c'e' un potere che non 
e' sottoposto all'ordine e al controllo del governo 
civile". ('Tempo" del 24.9.89). E' lo stesso governo 
ANAP, che lo fa crescere e -attraverso diversi de- 
creti- lo pone al di fuori del controllo parlamentare e 
giuridico. Dopo un decreto del 1987, per esempio, 
non si possono piu' elevare accuse nelle zone a stato 
speciale (=Kurdistan) contro componenti delle forze di 
sicurezza. E' necessaria l'approvazione del 
governatore della regione che e' comandante.di tutti i 
corpi di "forze di sicurezza" della "sua" regione. 
Accanto alla Ozel-Tim, la polizia ha anche schierato 
unita' speciali militari e della gendarmeria contro il 
movimento kurdo. 

Negli anni 70 i famigerati "Kommandos" -unita' d'elite 
dell'esercito- favevano parlare di loro per le crudeltà' 
soprattutto nelle montagne del Kurdistan. 

Ancora: per la guerra quotidiana contro la popola- 
zione kurda sono di regola stanziate i "Jandarmas". 
Fanno parte dell'esercito, ma con compiti di polizia in 
tutte le zone di campagna. In conto a questi vanno 
messi numerose violenze, omicidi e le piu' brutali 
torture, come per esempio l'assassinio dell'insegnante 
Siddik Bilgin torturato davanti la gente del paese, o 


l'ordine ad un abitante del paese dì Yesilyurt di 
mangiare i propri escrementi. Un decreto del maggio 
91 rafforza pubblicamente l'uso di queste pratiche. 
Garantisce quei soldati e gendarmi che "devono fare 
uso delle armi" con assistenza giuridica e altro 
(ministero della difesa) nel caso venissero accusati. In 
caso di condanna a pena detentiva, che essi non 
possano pagare in danaro, il periodo della detenzione 
viene trasformato in periodo di servizio gratuito. 
("2000e dogru" 21.7.91) 

I fascisti dell'ex MHP giocano un importante ruolo 
come membri della polizia dell'esercito. Questi ave- 
vano costruito prima del 1980 una propria organiz- 
zazione - POLBIR- aH'ìnterno degli apparati di poli- 
zia. Un reparto speciale della controguerriglia alla fine 
degli anni 70, e, anche se l'MHP e le sue orga- 
nizzazioni dipendenti, dopo il 1980, erano state 
formalmente sciolte, i vecchi collegamenti e l'orga- 
nizzazione continuarono ad esistere e lo stato vi 
ricorre all'occorrenza. 


BREVE STORIA DEL PARAGRAFO 129a DEL 
CODICE PENALE TEDESCO. 

Questo paragrafo definisce "perseguibili, reati come 
"fondazione", "appartenenza", "appoggio" o 
"sostegno" di una "associazione terrorista". Il para- 
grafo 129a indica una serie di reati che presumibil- 
mente sono azioni tipiche dei terroristi. Il "reato di 
associazione" e' usato, nell'arresto dei sospetti, come 
strumento di isolamento ed e' un "paragrafo 
investigativo" che nell'inchiesta giudiziaria assegna al 
piu' alto ufficiale. Federai Prosecutor, straordinari 
poteri. Nei paragrafi 129 e129a, che devono essere 
presi in considerazione assieme, la possibilità' di 
condanna e fissata in anticipo rispetto alla prepara- 
zione dei reati criminali reali. Per perseguire legal- 
mente, e' sufficiente dimostrare I' "associazione dì 
persone" che, e' vero, non hanno ancora commesso 
dei reati ma hanno "considerato di commettere futuri 
reati". 

LA STORIA DEL PARAGRAFO 129a 

Fu fin dal 1871 che il precursore dell'attuale p. 129a 
fu introdotto nella legislazione del Reich. Discussioni 
ed atti contro il monopolio del potere dello stato 
furono resi perseguibili. 

In primo luogo, la legge politico-penale era soprat- 
tutto diretta contro le classi medie, le "società' se- 
grete", e le "società' studentesche" che venivano 
perseguite come associazioni politiche. 

Nel 1878, il p.129 venne allargato con le "leggi Anti- 
Socialiste2 e la dominante classe media uso' que- 
st'arma penale per punire ogni forma di incoraggia- 
mento degli obiettivi socialisti. Sotto la pressione del 
crescente movimento dei lavoratori, le "leggi Anti- 
Socialiste" vennero abolite nel 1890, ma il p.129 
rimase. 


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Esso non solo sopravvisse al Reich del Kaiser ma 
prese, pure, il suo posto nella legislazione della 
Repubblica di Weimar, quando i socialdemocratici, 
alleati dei conservatori, lo usarono contro i comunisti. 
Non solo le esplicite attività' del KDP (partito 
comunista) venivano criminalizzate ma anche l'assi- 
stenza ai prigionieri politici e alle loro famiglie orga- 
nizzata dalla "Rote Hilfe" Soccorso Rosso, che era 
stato costituito dai lavoratori. 

Nel periodo nazista, il p.129 ebbe minore significato 
perche' i nazisti crearono la loro "legge" che con- 
sentiva loro di trattenere in "custodia preventiva" 
ebrei, zingari, omosessuali, anarchici, comunisti, 
socialdemocratici e liberali. 

Quando fu costituita la repubblica federale nel 1 949, il 
p. 129 non esisteva, gli alleati lo avevano abolito 
insieme con tutte le disposizioni di sicurezza di stato 
nazista. Nel 1951 fu adottato un nuovo atto di riforma 
della Legge Penale e il p.129 fu reintrodotto. La 
giustificazione: "pericoli che possono derivare 
dall'essere membri di un collettivo...". Per la prima 
volta, "il sostegno ad un'associazione criminale" 
veniva reso perseguibile. 

Negli anni 50 e 60 per coloro che avevano introdotto 
questo arsenale legale, divenne tutto chiaro. In se- 
guito alla proibizione nel 1956 del KPD, migliaia di 
comunisti furono perseguiti e giudicati colpevoli. Le 
indagini giudiziarie furono fatte su 120.000 persone 
sospettate di comuniSmo e oppositori del riarmo 
tedesco, e altre 250.000 persone furono indiretta- 
mente coinvolte. 

Nell'estate del 1976, il parlamento tedesco adotto' il 
p.129a, a complemento del p.129 del codice penale, 
introducendo cosi' il termine di "associazione terro- 
ristica". Questo porto' inoltre ad una svolta decisiva 
nel modo di procedere dello stato. I "terroristi" ri- 
chiedono un trattamento speciale ed una speciale 
legislazione penale. Sulla base della necessita'di 
combattere il terrorismo, in pochi anni furono appro- 
vati 5 pacchetti legislativi comprendenti oltre 25 leggi 
ed emendamenti quasi tutti specificatamente relativi 
al p.129a. Non solo era aumentata la severità' delle 
condanne ma quel che piu' conta, l'intero corso della 
procedura era centralizzato e i regolamenti 
procedurali altamente alterati: 

-una difesa collettiva non e' piu' possibile(par:146. 
Codice di Procedura Penale). Stando al par: 148 del 
C.P.P. la corrispondenza tra i prigionieri detenuti con 
il p:129a e i loro avvocati e' soggetta alla sorveglianza 
di un giudice. In aggiunta, furono introdotte pareti 
divisorie in vetro per le visite degliawocati difensori. 

-Il sospetto che una persona abbia commesso un 
reato stando al p:129a e' di per se una ragione suf- 
ficiente per tenerlo in custodia. Questo ha avuto come 
conseguenza un'abbassamento considerevole della 
soglia di detenzione. 

-Specifici prigionieri, sotto ordine di una Corte regio- 
nale 0 federale, possono essere completamente 


isolati sia dal mondo esterno sia all'interno della 
prigione (legge di divieto di contatto). 

-Braccia ad alta sicurezza, condizioni speciali di 
detenzione e reclusione per detenuti sospettati di 
terrorismo sono divenuta pratica regolare. 

-Le intercettazioni telefoniche ed i controlli di identità' 
sono stati ampliati: le cosiddette operazioni 

DRAGNET (RETE A STRASCICO) in interi distretti 
cittadini (indagini della polizia che includono investi- 
gazioni anche di non-sospettati) e gli arresti provvi- 
sori sono autorizzati in proporzioni di gran lunga piu' 
ampia di prima. 

-La competenza primaria del Federai Prosecutor e la 
competenza di prima istanza della piu' alta Corte 
Regionale sono state STABILITE. Questo consente al 
Federai Prosecutor di decidere in casi penali di 
questo tipo per i quali la corte dovrebbe essere re- 
sponsabile per la detenzione pregiudiziale e per il 
processo. 

Accanto a queste innovazioni procedurali, e' divenuto 
chiaro che l'estensione illimitata del concetto di 
"promotion" trovato nel p.129a e' diventato il piu' 
pericoloso strumento di repressione dei crimini di 
opinione da parte del sistema giudiziario. 

Stando al FRANKFURTER RUNDSCHAU del 12 
luglio '82, la grande maggioranza dei procedimenti 
basati sul p.129a non vanno mai oltre la fase inve- 
stigativa. Dal 82 all'85, per esempio, il 94% delle 
inchieste giudiziarie sono state lasciate cadere, 
spesso dopo diversi anni (nei crimini ordinari la per- 
centuale dei casi e' del 43%). 

Un ulteriore caratteristica di questo paragrafo e' quello 
di essere un paragrafo tipicamente investigativo. 
Questo significa che il principale interesse di questa 
disposizione non e' tanto di arrivare a delle condanne 
quanto il tentativo di indagare su "gruppi di 
PRQTESTA, per arginarli attraverso le attività' delle 
inchieste giudiziarie e per intimidirli con la minaccia di 
condanne penali. 

L'argomentazione del"bisogno di un'effettiva lotta 
contro il terrorismo" fu usato alla fine del 1986 per 
ottenere il pubblico appoggio ad un nuovo pacchetto 
di leggi relative al p.129a. Fuori da tutti i nuovi rego- 
lamenti, solo i media attirarono l'attenzione sulle 
nuove disposizioni. Questi nuovi emendamenti alla 
legge ampliarono ulteriormente a partire dal 1° gen- 
naio87, il catalogo dei reati per includere "nuove 
manifestazioni di terrorismo tipiche degli ultimi tempi": 
-pericolose intromissioni nel traffico ferroviario navale 
ed aereo (comma 315 par.1). Tra le motivazioni date 
ci sono le azioni di sabotaggio contro il trasporto di 
armi attraverso la rimozione di traversine ferroviarie, 
bloccando ponti.... 

-violazione di imprese di pubblica utilita'(§316, 
par.1 ):"vedere segati i piloni dell'elettricità"' Il blocco di 
macchine e veicoli pubblici da parte dei lavoratori 
durante lo sciopero. 

-ia distruzione di importanti materiali di lavoro 


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(§31 5a). Attraverso questo emendamento, i danni alle 
proprietà' sono stati aggiunti all'elenco dei crimini nel 
p.129a. 

IL PARAGRAFO 129a E L'ATTUALE PROCESSO 
Al CURDI 

Il processo basato sul p.129a dei CURDI in lotta nella 
Germania, che sostengono la lotta di liberazione nel 
Kurdistan rappresenta un' ulteriore pietra miliare 
nell'applicazione di questo paragrafo. 

Diversi obiettivi sono stati raggiunti dalla sua appli- 
cazione contro i curdi: in seguito all'accusa di 
"associazione per terrorismo" il procedimento giu- 
diziario può' essere accentrato nelle mani dell'ufficio 
federale dei procedimenti pubblici. In questo modo il 
governo federale ha la diretta influenza sul processo.. 
In base al §146GVG,il ministro federale di giustizia ha 
il diritto di sovrintendere e guidare il Federai 
Prosecutori §146GVG obbliga il procedimento 
giudiziario a seguire le istruzioni del Ministero di 
Giustizia. Le azioni legali contro i membri curdi del 
PKK possono quindi, in qualche occasione, essere 
inclusi tra le priorità' degli interessi di politica estera 
della Germania. 

In aggiunta, vi esiste una costante cooperazione tra il 
Federai Prosecutor, il centro servizio informazioni 
segrete federale, l'ufficio per la protezione della co- 
stituzione, il contro-servizio informazioni militare e il 
Bureau investigativo federale. Questo coordinamento' 
regolato da norme emesse nel settembre del 1970 
che garantiscono uniformità' al lavoro effettuato da 
tutti i corpi coinvolti nella protezione dello stato. 

Questo e' il primo caso nel quale un movimento di 
liberazione e' stato perseguito nella Germania fede- 
rale sulle basi del p.129a. Il Federai Prosecutor 
Relsmann sostiene che nel "presente caso tutto ciò' 
che e' implicato e' un procedimento giudiziario nei 
confronti di crimini in conformità' alle leggi del nostro 
stato". I crimini definiti nel p.129a comunque sono 
decisamente l'opposto di un crimine classico. 

CODICE PENALE DELLA REP. FEDERALE TEDE- 
SCA P.129aCOSTlTUZIONE DI ASSOCIAZIONI 
TERRORISTICHE 

1 Qualsiasi associazione i cui fini o le cui attività' 
siano dirette a commettere: 

-omicidi premeditati o colposi o genicidi(211, 
212,220a), 

-crimini contro la liberta' personale nei casi riferentesi 
ai p.239a e 239b 

-crimini in base al 305a o crimini che mettono in 
pericolo la sicurezza pubblica nei casi dal 306 al 308, 
310b p.1, 311p.1, 311ap.1, 312,315 p.1, 316b p.1, 
316c p.1, 319 0 chiunque partecipi a tali associazioni 
come membro sara' punito con una condanna alla 
prigione da uno a dieci anni 

2 Se il trasgressore appartiene al gruppo dei capi o 
degli istigatori la condanna non deve essere inferiore 


ai tre anni 

3 Chiunque sostenga o promuova un'associazione 
come descritta nel par:1 sara punito con una sen- 
tenza da sei mesi a cinque anni. 

4 La corte può', a sua discrezione (49 par.2) ridurre la 
condanna in casi di persone coinvolte, come 
espresso nel par. 1 e 3 il cui reato e' minore o le cui 
attività' erano di secondaria importanza. 

5 *1 29 par: 6 tratta di conseguenza 

6 Accanto alle condanne alla prigione di almeno 6 
mesi la corte può' togliere il diritto al trasgressore di 
tenere un pubblico impiego o di essere eletto nelle 
pubbliche elezioni. 

traduzione da Kurdistan reporter 

APPELLO ALLA STAMPA E ALL'OPINIONE 
PUBBUCA SUL GENOCIDIO A SIRNAK 

Da ieri notte sono interrotti tutti i contatti con la città di 
Sirnak, secondo informazioni locali non ci sono piu' da 
ieri ne' contatti telefonici, ne' altri collegamenti con la 
citta'. Anche l'elettricità' e' interrotta. 

Dalle citta' vicine, Cizre e Nusaydin, e' capibile che lo 
stato turco e il suo esercito stanno perpetrando un 
genocidio dalla notte di ieri. L'esercito tiene le case 
sotto attacco dal cielo e dalla terra con diversi armi 
carriarmati, armi da guerra, elicotteri da guerra che da 
questa mattina sono partiti da Dyabakir e 
bombardano la citta'. 

Il capo redattore del giornale NUSAYBIN ha comu- 
nicato telefonicamente che sono stati visti movimenti 
di truppe di artiglieria che erano state stazionate a 
Dyabakir e dintorni, verso Sirnak. 

Ci appelliamo all'opinione pubblica internazionale e a 
tutti i governi europei di non tacere e d'intervenire 
subito contro i brutali attacchi e massacri dello stato 
turco. I diritti legittimi nazionali del popolo curdo non 
possono essere repressi nel sangue! 

kurdistan-komitee 23 marzo 92 
KURDISTAN 


FAX PERVENUTO ALLE ORE 19.00 DEL 22\3\92 

COMITATO KURDISTAN DI COLONIA 

SINTESI DEL CAPODANNO KURDO DEL 21 
MARZO 92 

Bagno di sangue a Newroztag 

Nonostante l'annuncio del governo e dei rappresen- 
tanti dello stato, tutti avrebbero la possibilità di fe- 
steggiare il Capodanno curdo, le festività' sono state 
trasformate in massacri perpetrati dallo stato turco. 
Nell'intera regione nordest del Kurdistan, la parte 
occupata dai turchi nel nostro paese e nelle metropoli 
della Turchia i curdi hanno festeggiato il Capodanno 
(newroz in curdo). Newroz che e' nato 2604 anni fa 
come per i popoli del medio oriente giorno di 


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resistenza alla repressione. Per il popolo curdo e' 
simbolo di unita', di resistenza e insurrezione contro la 
repressione coloniale. 

Oggi le festività' del Newroz e le insurrezioni del 
popolo sono CARATTERIZZATE decisamente dal 
movimento nazionale di liberazione dei Kurdistan 
sotto la guida del PKK (Partito del Lavoratori Curdi). 

I fuochi del Newroz, le danze e i canti, le bandiere del 
PKK, del ERNK (Fronte di Liberazione Nazionale del 
Kurdistan), ARGK (Esercito di Liberazione Nazionale 
del Kurdistan) e slogans come "Evviva il PKK" "Evviva 
APO”, e "Evviva Kurdistan" hanno caratterizzato il 
contenuto della festività' del 21 marzo. 

Tramite gli attacchi brutali e sanguinari deH'esercito 
turco sulla popolazione civile ha CIZRE, SIRNAK, 
VAN e' venuto alla luce il percorso pianificato da 
settimane dallo stato turco. Al Kurdistan e al popolo 
curdo viene ufficialmente dichiarata guerra. 

Nella seguente lista segniamo una composizione 
degli avvenimenti del 21 marzo scorso : 

- luoghi delle festività' e numero dei partecipanti 
Nusaybin 30.000 persone, Adana 25.000, Cizra 

25.000, Van 20.000, Sirnak 15.000, Bismil 10.000, 
Sivere 9.000, Midyat, IdiI 5.000, Kilzil- 
tepe,Suruc,Viransehir 4.000, Derik, Ceyhan, Hakkari 

3.000, Cinar 7.000, Savur, Bozova, Birecik, 
Ceylampinar 1.500, Mazidagi, Mardin, Malatya, 
Antep, Lice, Mani 1 .000 

Ergani, Tunceli, 2.000 

E inoltre : migliaia a Diyarbiakir, Tatvan, Kurtalan, 
Istanbul-Kurtalan, Ankara, Batman, Siirt, Kerboran, 
Istambul-Esenyurt. 

Altre iniziative : a Urfa, Viransehir, Cmerli, Dogu- 
beyazit, Guroymak, Bingol, Merain, Iskenerun, Agri, 
Vario. 

Numero dei morii (molti conosciuti per nome). 

Sirnak 23 Nusaibin 10 Cizre 20 Van 6 Adana 3 Ger- 
cus 2 Ergani 2 Batman 2 Istanbul 1 Idi1 1 
Numero dei feriti (in parie gravemente) 

Sirnak 60 Cirze 45 Istanbul 20/30 Gercus 1 5 Siirt 1 1 
Ergani 15 Van 30 Batman 15 Yuksekova 5 Hakkari 15 
Arrestati: 

Bingol circa 100 Ergani 40/50 Elazigk una dozzina 
Sirnak 100 Cizre 40/50 Nuzaibin 60 Istanbul centinaia 
Malzgiri centinaia Elazig 1 1 Van centiriaia 
E' stato annunciato che in tutte le citta' anche la 
maggior parie dei negozi e' stata chiusa. In molte 
citta' ci sono stati piccoli festeggiamenti del capo- 
danno ed anche in questi casi e' intervenuto l'esercito 


COMUNICATO STAMPA N. 4 

IL MASSACRC CONTINUA E IL MONDO TACE 
20 MORTI E CENTINAIA DI FERITI 

Dopo che ieri, solamente nelle città curde sono stati 
amazzati 50 civili dall'esercito turco continua oggi in 


altre città il massacro pianificato da lungo tempo dallo 
stato turco. 

NUSAYBIN, la mattina presto circa 5000 abitanti della 
città sono scesi in piazza per protestare contro il 
massacro dei giorni precedenti e dichiarare la loro 
solidarietà. La manifestazione doveva ancora 
cominciare che già le unità militari con i carriarmati 
sono andati contro lapopolazione civile ed hanno 
aperto il fuoco contro la popolazione disarmata. 
L'associazione dei diritti dell'uomodi Diyarbakir e il 
Zend Press Service di Istanbul annunciano che fino 
ad ora ci sono 20 morti e 100 feriti trasportati nell'o- 
spedale di Nusaybin. Gli scontri tra la popolazione 
curda e l'esercito turco continua. L'esercito spara 
ancora da i mezzi blindati e con armi leggere. Anche 
ad Hakkari e Yuksekosa l'esercito ha aperto il fuoco 
contro la popolazione civile che protestava. Ci sono 
alcuni morii e molti feriti. 

L'associazione dei diritti dell'uomo, partiti politici ed 
altre organizzazioni democratiche (sindacati, asso- 
ciazioni ed altri) si appellano alle istituzioni interna- 
zionali perché vengano mandate delegazioni di os- 
servatori nella regione ed invitano a protestare pub- 
blicamente contro questi massacri dello stato turco. 

Gli ultimi due giorni hanno dimostrato chiaramente 
che la politica di "concessioni" fatte dal nuovo go- 
verno era solamente fumo negli occhi per gli altri 
paesi. La realtà è che lo stato turco sta concretiz- 
zando un massacro pianificato da tempo e l'opinione 
pubblica mondiale tace ancora una volta. 

Tanto il Comitato Kurdistan , quanto il portavoce del 
Fronte di liberazione curdo rimangono a disposizione 
per altre attuali informazioni od interviste. 

Comitato Kurdistan 
22 marzo 1 992 

I COMPAGNI E LE COMPAGNE DEL COORDINA- 
MENTO VENETO ANTINUCLEARE ED ANTIMILI- 
TARISTA HANNO INIZIATO DA QUALCHE MESE 
UNA TRASMISSIONE QUINDICINALE DA RADIO 
SHERWOOD SULLA QUESTIONE CURDA, STORIA, 
RESISTENZA E LOTTA DEL POPOLO CURDO, 
OGGI 22\3\92 DURANTE TALE TRASMISSIONE CI 
SIAMO MESSI IN CONTATTO TELEFONICO CON IL 
COMITATO KURDISTAN DI COLONIA ED ABBIAMO 
APPRESO DELL'ENNESIMO MASSACRO 
PERPETRATO DALL'ESERCITO TURCO, 
RICORDIAMO Al COMPAGNI CHE OGGI 
L'ESERCITO TURCO SPARAVA CON ARMI 
PRODOTTE IN GERMANIA, RICORDIAMO PURE 
CHE LA GERMANIA HA DATO COME AIUTO FI- 
NANZIARIO UNMILIARDO E MEZZO DI MARCHI AL 
GOVERNO TURCO, RICORDIAMO PURE CHE UNA 
DECINA DI GIORNI FA IN GERMANIA ERANO 
STATI ARRESTATI 120 COMPAGNI CURDI CHE 
AVEVANO OCCUPATO ALCUNE AMBASCIATE 
TURCHE PER PROTESTARE CONTRO IL 
BOMBARDAMENTO DI ALCUNI VILU\GGI CURDI 


30 


ECN MILANO 




CON DECINE E DECINE DI VITTIME. TUTTOGGI 
SONO RINCHIUSI NELLE CARCERI TEDESCHE 4 
COMPAGNI CURDI CHE AVEVANO PARTECIPATO 
A QUELLA PROTESTA. 

TUTTO QUESTO SUCCEDE CON IL TOTALE SI- 
LENZIO DEI MEDIA CHE AVEVANO CONOSCIUTO 
LA QUESTIONE CURDA SOLARMENTE PER 
LEGITTIMARE LA GUERRA AL POPOLO 
IRACHENO, INVITIAMO TUTTI I COMPAGNI E 
TUTTE LE COMPAGNE A ROMPERE IL SILENZIO 
SU UN MASSACRO PERPETRATO DAL GOVERNO 
TURCO PARTNER INDISCUSSO DEI GOVERNI 
OCCIDENTALI IN QUESTA FASE, PARTNER 
IMPORTANTE PER LA POSIZIONE STRATEGICA A 
RIDOSSO DEL MEDIOORIENTE, ALLEATO CON 
ACCORDI SPECIALI DEL GOVERNO SIONISTA 
ISRAELIANO, ANELLO IMPORTANTE DEL FRONTE 
SUD DELLA NATO. APRIAMO UNA CAMPAGNA DI 
INIZIATIVA CHE SMASCHERI IL RUOLO DEL 
GOVERNO TURCO INTACCANDONE GLI 
INTERESSI ECONOMICI IN ITALIA, DENUNCIAMO 
IL RUOLO CHE I GOVERNI OCCIDENTALI HANNO 
NEL MASSACRO DEL POPOLO CURDO. PER UNA 
CAMPAGNA DI SOLIDARIETÀ' PROLETARIA AL 
POPOLO CURDO, ALLE PROPRIE AVANGUARDIE 
DI LOTTA. 

comunicato messo in ECN 

Da! comitato Kurdistan di Coionia (Germania). 
Conferenza stampa 8 giugno 1 992. 

Chi e' il terrorista? ii popolo kurdo o lo stato turco 
con la sua controguerriglia? 

STAMATTINA E' MORTO ALLE 11.30 nell'ospedale 
di Diyarbakir il giornalista HAFIZ AKDEMIR del quo- 
tidiano Uzgur Gundem, che si pubblica.da una set- 
timana e che si pone come giornale di opposizione 
contro la dottrina di stato imperante. 

Hafiz Akdemir (27) e' una delie vittime della contro- 
guerriglia dello stato turco. Appena uscito dalla sua 
casa questa mattina, un uomo di circa 19 anni in 
jeans e scarpe da ginnastica, secondo i testimoni, gli 
ha sparato alla schiena, quando ancora si trovava 
sulla strada di casa. 

Il redattore. del giornale "Yeni Ulke“, Re Yusuf Serhat 
Bucak ha dichiarato:" Sappiamo molto bene chi sono 
gli assassini di H. A., la stessa controguerriglia di 
stato, la stessa che ha ammazzato anche il giornalista 
della rivista "2000'e dogru", Halit Guigen e anche il 
nostro corrispondente Cengiz Altun, ha oggi ucciso 
Hafiz Akdemir". 

Proprio come gli altri 2 H. A. ricercata le ragioni della 
cosiddetta "Kizbullah Contoguerriglia" dello stato 
Turco. 

A causa delle sue ricerche aveva già' ricevuto nume- 
rose minacce. 

Bucak spiega ancora: "Protestiamo contro la politica 
ufficiale della repubblica turca, che sta dietro a questo 
omicidio. Chiediamo all'intera opinione pubblica: chi e' 


ii vero terrorista? Il popolo kurdo o lo stato turco con 
la sua controguerriglia? 

Ci appelliamo all'opinione pubblica democratica, 
contro questo nuovo omicidio degli squadroni della 
morte dello stato turco per protestare energicamente 
contro quest'ultimo. 

FAX RiCEVUTO IL 4 GIUGNO 1992 da Colonia 
Comitato Kurdistan: 

ALLA STAMPA E ALL'OPINIONE PUBBLICA. 

Il 21 marzo 1992 lo stato turco ha massacrato con le 
armi della Germania 110 civili curdi, tra cui motte 
donne e bambini che nelle cittadine di Cizre, Sirnak, 
Van, Yuksekova e Nusaybin festeggiavano pacifi- 
camente il Newroz (Capodanno Curdo), 
le conseguenze furono: diverse proteste a cui il 
governo della Germania sulla base della opinione 
pubblica allargata ha dovuto rispondere fermando il 
rifornimento di armi alla Turchia. 

Il 3.6.92 il governo della Germania ha comunicato la 
decisione ad alcuni comitati di sospendere l'embargo, 
nonostante l'opposizione. 

Quindi la decisione di continuare a contribuire al 
massacro del popolo curdo e il tradizionale sporco 
rapporto di nemico del popolo nella Turchia. 

Dopo aver avuto una posizione talmente inconse- 
guente e insoddisfacente per i suoi interessi generali 
la Germania desidera rafforzare il suo rapporto con la 
Turchia sostenendola. 

Allora chiediamo ai rappresentanti della repubblica 
federale tedesca di smettere di riempirsi la bocca con 
parole come diritti degli uomini, democrazia, pace e 
liberta’: "Che cosa e' cambiato in questo periodo, 
sono finiti i massacri dello stato turco in Kurdistan? 
Sono finite le torture, le repressioni, i divieti? 

Possono 30 milioni di curdi esprimersi liberamente? 
Possono godere di tutti i diritti di altri popoli?" 

L'unica risposta a questa domanda e' un gigantesco 
NO! Nulla e' cambiato nel Kurdistan. Al contrario io 
stato turco aumenta ogni giorno il suo terrore contro il 
popolo curdo. 

Air inizio io stato turco negava l'identità' del popolo 
curdo, oggi si riconosce la sua identità', ma i massacri 
non sono finiti. Lo stesso generale capo militare 
spiega oggi senza ritegno che si tratta di guerra. 
Nonostante la nostra disponibilità' al dialogo e per la 
soluzione politica attraverso il referendum, lo , stato 
turco conduce una barbara guerra speciale, senza 
osservare le norme internazionali, contro il nostro 
popolo. Le torture, le deportazioni, gli arresti di 
massa, i bombardamenti sono le condizioni della 
quotidianità' nel Kurdistan. Squadroni della morte, 
controguerriglia-costituita da soldati e superiori turchi 
e sottoposti al capo generale militare- uccidono 
quotidianamente. La vittime sono: i politici curdi, 
personalità', rappresentanti dell' unione, ecc. 

Mentre molte nazioni piu' piccole vengono sostenute 
per l'autodeterminazione dei loro diritti viene represso 


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ECN MILANO 


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il tentativo internazionale dei!' autodeterminazione di 
30 milioni di curdi, nel vero senso della parola un 
livello doppio, che non può' essere accettato 
dall'umanità', che non si può' comprendere.Tutte le 
forniture di armi dell'ovest, anche dalla Germania, 
vengono adoperate per l'annientamento del popolo 
curdo. La stampa mondiale e in particolare la stampa 
tedesca che stavano nel Kurdistan per il Newroz, 
hanno osservato come i panzer tedeschi, g3 e 
Kalashnikov vengono spaventosamente impegnati 
per l'annientamento del popolo curdo e per questo 
hanno anche dato notizia. Nonostante questo il 
mondo riconosce il fatto che la Turchia ha senza 
vergogna negato di avere impiegato le armi e cercato 
di nascondere la realta'. L'esercito turco e' sempre 
ancora armato con queste armi, con cui ancora versa 
il sangue del popolo curdo e prende vita umana. La 
Turchia ha asserito che le armi tedesche in Kurdistan 
non vengono impiegate. Questo e' il massimo della 
sfaggiataggine! Che la repubblica tedesca nonostante 
la crudele realita' annuili l'embargo e insiste sul 
rapporto con la Turchia dimostra che posizione 
prenda la Germania nella guerra della Turchia contro 
il popolo curdo. "Noi riteniamo ii PKK sia una 
organizazione terroristica." Questa affermazione 
pubblicata nella stampa turca da parte del procuratore 
della repubblica tedesca von Stahl chiarisce un aitro 
livello dello sporco rapporto della Germania con ia 
Turchia. Anche gli attacchi della Germania al popolo 
curdo e alla loro organizzazione non sono una novità'. 
Vogliamo dire chiaramente che una amicizia tra 
Germania e Turchia, che smentisce la realta',il paese 
e i diritti del popolo curdo e che ha l'intenzione il loro 
annientamento, non e' stata accettata ieri, non lo sara' 
oggi ne domani. Come ogni altro popolo opponeremo 
resistenza finche' non potremo vivere nel nostro 
paese una vita auto organizzata, indipendente e 
libera. 

PER LA PUBBLICA OPINIONE DALLA GERMANIA! 

Ogni forma di sostegno -in particolare del tipo mili- 
tare- da parte dei paesi occidentali e in particolare da 
parte della Germania viene impiegata dallo stato turco 
per massacrare, torturare e assassinare il popolo 
curdo. Tutti i rifornimenti d'armi aiia Turchia 
ostacolano la soluzione politica della questione 
Kurdistan. Dei bagni di sangue quotidiani nel Kurdi- 
stan non e' solo responsabile la Turchia, ma anche 
tutti gli stati che la sostengono economicamente, 
militarmente e politicamente. 

I proiettili che ammazzano le persone in Kurdistan, i 
panzer e le armi che vengono diretti contro le persone 
sono state prodotte con le vostre tasse. Le vostre 
tasse allo Stato finanziano le esecuzioni in Kurdistan. 
Si opponga contro la sporco ed assassino rapporto 
del suo Stato con la Turchia! 

Non permetta che le sue tasse vengano impiegate 
per l'assassinio del popolo curdo! 


Per questo rinforzi la sua protesta contro l'annulla- 
mento dell'embargo in modo che la repubblica tede- 
sca riprenda tale sanzione! 

Noi, il popolo curdo, condanniamo il rifornimento delle 
armi da parte della ^ Germania alla Turchia e 
condanniamo con tenacia la decisione che ostacola la 
soluzione politica della questione curda e comporta 
continui bagni di sangue. 

ERNK - Rappresentante europeoKURDISTAN 


Il governo turco ha preso come pretesto i festeggia- 
menti kurdi del Newroz (Capodanno Kurdo che si 
festeggia ii 21 marzo) per perpetrare un nuovo ge- 
nocidio contro questo popolo da decenni espropriato 
della propria terra e dei propri diritti. 

Per una settimana, circa dal 21 marzo in poi, i gior- 
nali, i media hanno riportato della brutale repressione, 
anzi della vera e propria guerra, scatenata dai 
governo turco contro i Kurdi. Poi piu' nulla. 

Ancora una volta si vuole seppellire, nascondere, la 
verità' sulle atrocità' che vengono commesse contro 
questo popolo, donne, uomini, bambini massacrati 
con i gas nervini e il napalm. 

Il Kurdistan e' stato smembrato per volere delle po- 
tenze occidentali dall'inizio di questo secolo. Le 
ragioni sono, come sempre, di carattere economico e 
politico, di sfruttamento del petrolio e di controllo della 
regione. 

Cosi' centinaia di migliaia di Kurdi sono da decenni 
perseguitati dai diversi governi: Turchia, Iraq, Iran, 
Siria, e, in parte, ex Unione Sovietica. E cioè' dai vari 
Saddam, Qzal etc, di volta in volta appoggiati 
dali'imperialismo occidentale. 

Oggi, infatti, il regime turco brilla nel suo ruolo di cane 
da guardia della NATO, di esecutore di massacri, per 
mantenere "l'ordine" neli'area guidato dalle potenze 
occidentali con gli USA in testa,mentre, in piena 
campagna elettorale il boia Bush, tira fuori dal 
cilindro, strumentalmente i "poveri" kurdi perseguitati 
da Saddam in Iraq 

Il popolo kurdo si e' ribellato e si ribella alla condanna 
della schiavitù' in casa propria e si sta battendo per la 
propria autodeterminazione, cosi' come sta 
combattendo ii popolo palestinese. 

E' importante cominciare anche qui a sostenere 
attivamente questa lotta. In altri paesi europei dopo 
questo ultimo grave massacro di centinaia di persone, 
ci sono state varie forme di mobilitazione; in Gemania 
dove e' fortissima la presenza dei kurdi esiliati e 
emigrati la protesta e' stata fortissima e la repressione 
del governo tedesco si e' immediatamente abbattuta 
anche contro i kurdi che vivono li', come d'altra parte 
succede da anni (ricordiamo che ci sono molti 
compagni kurdi nelie galere tedesche con imputazioni 
gravissime e vittime di montature e che il governo 
tedesco e' uno dei maggiori sostenitori militari e 


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ECN MILANO 


partner economici del governo del fascista OzaI). 
Anche in altri paesi ci sono state mobilitazioni. 


All'interno del nuovo ordine mondiale non c'e' piu' 
alcuno spazio per l'autodeterminazione dei popoli: i 
diritti di 25 milioni di kurdi, di milioni di palestinesi, 
baschi, nord irlandesi sono incompatibili con gli 
interessi dei padroni del mondo. 


Boikottiamo in ogni forma gli interessi economici, 
politici, del governo turco! 

Protestiamo contro la presenza di rappresentanze e 
interessi turchi nel nostro paese! (ambasciate, con- 
solati ...) 


Sabato 11 aprile 1992 Venezia: una prima mobilita- 
zione di protesta davanti ad una rappresentanza 
deH'ambasciata turca in Calle Larga 22. Marzo c'e'- 
stata nel corso della mattinata. Un gruppo di com- 
pagni e compagne si sono radunati, hanno megafo- 
nato e distribuito volantini di controinformazione su 
quanto accade in kurdistan. Alcuni striscioni sono stati 
attaccati sui muri e in seguito un gruppo si e' recato ai 
giornali per consegnare il volantino e denunciare il 
silenzio dei mass media su tale questione. 

Boikottare sabotare disertare! 

MOBILITIAMOCI CONTRO IL GENOCIDIO DEI 
KURDI IN TURCHIA ! 

Dal 21 marzo si sta consumando ad opera del go- 
verno della Turchia l'ennesimo criminale massacro ai 
danni della popolazione kurda. 

A Sirnak, Cizre, Van, Nusaybin, Hakkari, Yuksekosa 
l'esercito turco ha sparato contro la popolazione 
scesa nelle piazze per protestare in occasione della 
ricorrenza del Capodanno Kurdo provocando 
CENTINAIA DI MORTI. 

Questo massacro sta ancora continuando in molti 
villaggi del Kurdistan turco, dove vengono usate 
micidiali come il napalm e il gas nervino. 

Tutto questo avviene nel piu' totale silenzio da parte 
dell' ONU, del governo italiano e di tutti i governi 
occidentali, abituati da sempre ad usare esiusiva- 
mente il metro del proprio tornacono economico e 
politico nel valutare qualsiasi evento: I' anno scorso 
hanno usato strumentalmente la questione Kurda per 
legittimare una guerra che ha portato non certo " 
liberta' " ma nuovi lutti e maggior miseria ai Kurdi 
come al popolo iracheno, mentre il dittatore Hussein 
e' stato reintegrato nel suo ruolo tradizionale di cane 
da guardia contro chi osa ribellarsi in quel paese. 

Oggi, ad un anno di distanza, lo stesso tornaconto 
economico e politico viene ottenuto col silenzio sul 
massacro dei Kurdi in Turchia, col sostegno e il 
foraggiamento militare al regime fascista ( ma alleato 
fedele ...) che governa in Turchia, con le minacce di 
guerra questa volta contro la Libia, guarda caso un 


altro paese esportatore di petrolio! 

Air interno del nuovo ordine mondiale non c'e' piu' 
alcuno spazio per l'autodeterminazione dei popoli: i 
diritti di 25 milioni di Kurdi, di milioni di Palestinesi, 
Baschi, nord-irlandesi sono incompatibili con gli 
interessi dei padroni del mondo ( USA in testa, Italia 
in ottima posizione!! ) 

ROMPIAMO NOI IL SILENZIO SUL MASSACRO 
SISTEMATICO DEI KURDI IN TURCHIA, PERCHE' 
NON LO ROMPERANNO I MEDIA, NE' L' ONU, NE' I 
GOVERNI, NE' I PADRONI! 

OGGI SABATO 1 1 APRILE PORTIAMO LA NOSTRA 
PROTESTA DAVANTI LA SEDE DEL CONSOLATO 
ONORARIO TURCO IN CALLE U\RGA XXII MARZO, 
c.i.p. castello 2951 C.S.A. MORION 


40 

File : RM20710.TXT 

(10/07/92) 



Roma 10/77 1992 

ECN ROMA - DA. COORDINAMENTO NAZIONALE 
ANTINUCLEARE ANTIMPERIALISTA. 

(Comunicato stampa) 

La proditoria e canagliesca aggressione di yankee- 
fascisti- polizia contro la manifestazione antimilitarista 
del 31/8/'91 alla Maddalena, viene trasformata e 
ribaltata dal giudice inquirente dottor Volpe Giuseppe 
della procura di Tempio Pausania in imputazioni 
contro i compagni protagonisti del campeggio 
antimperialista '91 alla Maddalena, per la chiusura 
della base USA sommergibili nucleari. 8 compagni del 
movimento antimperialista italiano, a cui non e' stata 
data in un anno preventiva comunicazione (come 
prevede il codice di procedura penale attraverso I' 
avviso di garanzia), scoprono tra il 23 e il 27/6/'92 di 
essere imputati perche' giunti nelle loro case la 
richiesta del PM Volpe al GIP dott.ssa Paola Bonazzi, 
per un atto giudiziario - 'T incidente probatorio" - al 
fine di procedere alla ricognizione personale degli 
"imputati" da parte dei testimoni "accusatori" (guardie 
di PS, fascisti ecc..). 

Di fronte a questa richiesta, gli "avvisati" hanno con- 
testato la illecita' e I' abuso di riguardo al mancato 
rispetto alle norme del; C.C.P. Per quanto attiene la 
messa sotto accusa de- gli 8 compagni, il fatto e' 
talmente grave che merita una approfondita rifles- 
sione e di una azione decisiva e subitanea. In pratica i 
compagni Navarri Enrico, Vaidinocci Gianluca, 
Pecchia Nazareno, Bisocchi Renato, Bruzzichesi 
Claudio, Peruzzo Carla, Vattani Massimo, Sanavia 
Graziano, sono accusati di aver scatenato la bagarre 
invece di averla subita, di aver sparato ai loro stessi 


13/07/92 


ECN MILANO 


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compagni per ferirli, invece dell'agente DIGOS in 
borghese riconosciuto e denunciato dal rapporto dei 
carabinieri al Magistrato di aver "rapinato" il 
manganello con cui il poliziotto continuava a pistura 
gli antimilitaristi; di aver usato violenza ai propietari 
dei gommoni, invece dell' aggressione subita dai 
nostri compagni da parte degli stessi propietari nel 
mare antistante il molo della Maddalena. 

A quanto e' dato a vedere, il PM Volpe ha dato piu' 
credito al cumulo di falsità' e menzogne orchestrate 
per tutto r arco del campeggio dal pennivendolo della 
Nuova Sardegna Tusceri, (da noi denunciato e 
rinviato a giudizio dalla magistratura di Sassari), che 
al rapporto dei carabinieri in cui sono chiari ed evi- 
denziati avvenimenti compresi il nome e cognome del 
digos che ha sparato e ferito ben tre cittadini (tra cui 
un compagno del campeggio), e precise le re- 
sponsabilità' della polizia, dal questore di Sassari 
Palermi. 

Sappiamo, che in tutto questo tempo la questura di 
Sassari e il questore Palermi hanno brigato per 
passare indenni il cumulo di reati perpetrati il 31/8/91 
e a cui il rapporto dei CC : ne va del loro trasferimento 
in altra sede, con relativo blocco di carriere e ben piu' 
pesanti sanzioni per il digos che ha sparato per 
uccidere ! 

Conosciamo a nostre spese, anche un certo modo 
familiare e codino di gestire la legge da parte di tutti i 
magistrati abituati per cultura e convenienza a 
schierarsi con le veline e i rapporti delle forze del- 
l'ordine, piuttosto che con le prove e le indagini au- 
tentiche di polizia giudiziaria. 

In questo caso era tutto era semplice e limpido: come 
mai si e' già' giunti a scaricare le imputazioni su chi ha 
sofferto l'aggressione ? 

Non porgeremo l'altra guancia ! 

I responsabili dell'ordine pubblico del 31/8/91 a La 
Maddalena devono pagare; a partire dal questore 
Palermi, al digos assassino, compreso il sindaco 
Deligiu, che prima ancora che si svolgesse l'autoriz- 
zata manifestazione aveva visto e sapeva che fascisti 
prezzolati del comando USA volevano aggredire ad 
ogni costo, anche con le armi, il corteo antimilitarista. 

Sull'aggressione subita il 31/8/91 a La Maddalena, se 
ne sta occupando anche il parlamento, attraverso le 
interrogazioni parlamentari del gruppo radicale e di 
Rifondazione Comunista, mentre in Sardegna ha fatto 
altrettanto il Partito Sardo d'Azione. 


41 

File : RM2071 0A.TXT 

(10/07/92) . 



Roma 10/7/ 1992 

ECN ROMA - DA: AGENZIA DE NOTICES - RADIO 
CONTRABANDA DI BARCELLONA. (Comunicato su 
arresti a Barceiiona) 

INDIGNAZIONE SOCIALE CONTRO IL MINISTRO 
DEGLI INTERNI, LA "AUDIENCIA NACIONAL" E 
LA GUARDIA CIVIL 

Il giovedì mattina ha avuto luogo a Barcellona una 
conferenza stampa cui ha partecipato Gii Matamala, 
avvocato di 7 detenuti Xirinace, ex deputato e per- 
sonalità' rilevante del mondo politico catalano, genitori 
e familiari degli arrestati e portavoci di associazioni 
(una quarantina) che fanno pubblico un manifesto di 
protesta. Nel corso della conferenza stampa queste 
per- sene dichiarano quanto segue; 

- a tutt'oggi hanno avuto luogo oltre 35 arresti e la 
retata continua indiscriminatamente. 

- tutti i fermati hanno subito diversi tipi di tortura: 
asfissia, introduzione della testa nel water, botte, 
immersione in vasche di acqua sporca, bruciature, 
scariche elettriche nei genitali, minacce ai familiari, 
isolamento totale. 

- Alcuni detenuti sono stati ricoverati in ospedale. L' 
accusa e' di appartenenza a Banda Armata e de- 
tenzione di esplosivi e strage (i fatti che scatenarono 
questa offensiva poliziesca consisterono nella 
neutralizzazione da parte della polizia di tre ordigni di 
fabbricazione artigianale e scarsissima potenza 
collegati a Gironae Barcellona). 

Ai fermati viene data lettura dei diritti costituzionali ma 
subito dopo vengono sottoposti a tortura. Debbono 
firmare una confessione imposta dalla Guardia Civil. 

I familiari non vengono informati circa le sorti del 
fermato sino a due o tre giorni dopo I' arresto. L' 
avvocato di ufficio, non può' assistere agli interroga- 
tori. 

Persino il presidente del governo catalano, un dele- 
gato del governo centrale in Catalogna, e diverse 
personalità' fra cui il presidente dell' associazione 
pacifista "Justitia e Pao" han fatto pubblico il loro 
malessere o indignazione per non essere stati messi 
al corrente dal governo e polizia di questa 
operazione. 

I convocanti della conferenza stampa dichiarano che 
la "Auden- eia Nacional" agisce come il tribunale di 
ordine pubblico dell' epoca franchista. Denunciano 
inoltre I' illegalita' ed incostituzionalità' di questi 
interventi repressivi. 

Per i prossimi giorni sono previste mobilitazioni e 
manifesta- zioni di protesta. 


34 


ECN MILANO 





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File : BS100792.TXT 

(1 1/07/92) 



CONCERTO-PRESIDIO DAVANTI AL CARCERE DI 
CANTON MOMBELLO DI BRESCIA 


Più di 300 persone, fra cui molti famigliari di detenuti, 
hanno partecipato al presidio-concerto di ieri sera 
sotto le mura del carcere di Canton Mombello. 
L'iniziativa di solidarietà con i detenuti in stato di 
agitazione contro il decreto legge Scotti-Martelli, è 
stata organizzata da Radio Onda d'Urto, compagne/i 
del centro sociale sgomberato, dal comitato studen- 
tesco di base e da numerosi gruppi della scena 
musicale alternativa bresciana, il presidio si è pro- 
tratto dalle 19 fino all'una di notte alternando inter- 
venti dal palco di compagni e famigliari dei detenuti, 
con concerti dei gruppi Chandlers, Waka Waka, Pro 
22, 400 Colpi e 99 Posse (da Napoli). Durante la 
serata c'è stato un collegamento in diretta con Radio 
Sherwood di Padova che attraverso la redazione del 
programma "Radio Evasione" ha trasmesso i saluti e 
l'appello alla lotta dei detenuti delle carceri del 
Veneto. Attorno alle 24 un corteo spontaneo si è 
formato ed ha percorso il perimetro delle mura cir- 
condariali. Da tutte le celle i detenuti hanno salutato 
l'iniziativa di solidarietà con battitura delle sbarre, 
esposizione di bandiere, drappi colorati e striscioni 
(nella sezione sud uno striscione che recava la scritta 
"Radio Onda d'Urto: grazie forever", nella nord un 
altro "Scotti Martellijegge di merda"). Quando i 
compagni dall'esterno hanno acceso decine di 
fiaccole i detenuti hanno risposto con decine di 
accendini, rudimentali torce, o dando fuoco alle 
bombolette dei camping-gas. DaH'interno delle celle 
più volte si sono levati slogan come "libertà-libertà" o 
"Scotti-Martelli vaffanculo". Ricordiamo le parole 
d'ordine alla base della manifestazione: NO al decreto 
Scotti-Martelli- NO alla morte da/in carcere: libertà 
subito per i detenuti ammalati- Applicazione 
automatica dei benefici della legge Gozzini . 

Dai detenuti, dai famigliari presenti e dai compagni/e 
è stata ribadita la volontà di continuare la lotta e di dar 
vita dai prossimi giorni ad una trasmissione sui 1 06.5 
FM di Radio Onda d'Urto sulla situazione carceraria 
fondata sulle lettere dei detenuti. 

Il collettivo di redazione di Radio Onda d'Urto 


43 

File : TRADWWG.TXT 

(11/07/92) 



TRADUZIONE di WWG.ZIP 


Cari amici,oggi ci e' giunto un messaggio da Monaco 
in cui si informa che l'Università' non ha autorizzato il 
congresso anti WWG all'interno della stessa. Lo 
stesso vale per l'accampamento. Non e' concesso 
l'accampamento, pero' ognuno dovrebbe venire con 
un sacco a pelo e uno stuoino (forse con una 
tenda). Per venerdì' avranno circa 600 posti, per 
sabato circa ISOOISe non sai dove dormire, chiama 
rinfoshop Monaco, tei. 49-89-4889638 fax 49-89- 
4202006. P.S. forse non parteciperemo al prossimo 
incontro ECN perche' saremo in vacanza fino al 1 
Agosto. 

Saluti rivoluzionari 
OMEGAP. 

P.S. Il prossimo IIM avra' luogo a Berlino in Novembre 

WWG1 

Oggetto: Legge speciale bavarese (in particolare 
Legge sui compiti della Polizia PAG) 

Qui di seguito i fatti piu' importanti sulla PAG bava- 
rese, che e' in vigore dai 1 990 in questa forma ina- 
sprita (questo emendamento era cinicamente ne- 
cessario, perche' la PAG doveva essere adattata ai 
cosiddetto giudizio del censimento della corte costi- 
tuzionale federale). 

Ho citato solo gli aspetti che sono correlati a mani- 
festazioni particolarmente rilevanti come grandi di- 
mostrazioni e forme d'antagonismo 
estreme."DETENZIONE PREVENTIVA" DI 14 
GIORNICon l'art. 16, che e' entrato nel PAG bavarese 
con l'emendamento del Marzo 1 989, la polizia ottiene 
il diritto di incarcerare fino a 14 giorni dimostranti che 
ritiene vogliano commettere reati. 

Qui di seguito riportiamo un estratto dalla rivista 
"Servizi Segreti e Polizia, difesa dello Stato contro la 
liberta'" dell'FSI Informatik, Università' di Eriangen: 
"L'art. 16 (detenzione) sancisce: 

1. La polizia può' arrestare una persona per proteg- 
gerla da un pericolo al corpo o alla vita; in particolare 
perche' questa persona si e' evidentemente trovata 
per libera scelta in situazione isolata e priva di aiuto 
oppure 

2. e' indispensabile per il controllo diretto e preventivo 
0 la prosecuzione di un reato o di una forma di 
minaccia all'ordine che sia di significato tale da 
rappresentare un pericolo per la comunità'; la sup- 
posizione che una persona commetterà' un tale gesto 
0 contribuirà' a commetterlo si basa sul fatto che 

a) questa persona ha reso noto che commetterà' il 
fatto 0 ha portato con se' striscioni o altri oggetti a tale 
scopo; do' vale anche per volantini dal contenuto 


13/07/92 


ECN MILANO 


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simile, dal momento in cui essi vengono distribuiti in 
una quantità' tale da poter essere distribuiti, oppure 

b) presso questa persona vengono trovate armi o 
attrezzature o altri oggetti che sono evidentemente 
destinati a tali gesti o che, secondo quanto dice 
l'esperienza, vengono di solito usati per commettere 
tali gesti o se una seconda persona che l'accompa- 
gna abbia con se' oggetti di questo genere e ne sia a 
conoscenza oppure 

c) se questa persona già' in passato sia stata repu- 
tata piu' volte per motivi simili un "disturbatore" per 
quanto concerne reati o minacce all'ordine di peso 
notevole per la comunità' e che quindi, viste le cir- 
costanze, sia da prevedere una ripetizione di tali gesti 
oppure 

3. se e' indispensabile, per imporre, secondo Tati. 15, 
una dispersione di piazza. (2) La polizia può' arrestare 
minorenni che si siano sottratti alla custodia dei tutori 
0 che si siano fermati in luoghi nei quali incorre una 
minaccia o un pericolo di ordine morale per riportarli 
ai tutori 0 all'Ufficio Minori. (3) La polizia può' arrestare 
una persona che si voglia sottrarre alla esecuzione 
della custodia preventiva, della privazione di liberta' o 
di provvedimenti restrittivi per l'ordine e la sicurezza o 
che ecceda i limiti di legge senza autorizzazione e 
può' riportarla nei limiti previsti. 

Nei seguenti articoli viene tra l'altro sancito che debba 
essere emessa "immediatamente", cioè' per esempio 
se nel fine settimana solo dopo due giorni, una 
"decisione giuridica sul rilascio o la conferma della 
detenzione". 

Persone che sono state fermate in base all'art. 16 e 
che quindi non hanno al momento attuale commesso 
alcun reato ne' siano state dimostrate colpevoli o 
concretamente sospettabili, possono essere 
trattenute su decisione del giudice fino ad un mas- 
simo di 2 settimane secondo l'art. 19 N. 3 . 

Cosa significa tutto ciò' concretamente? 

Ai lati delle manifestazioni la polizia può' arrestare le 
persone che suppone possano minacciare l'ordine. 
Se si tratta di manifastazioni non limitate a semplici 
dimostrazioni ma legate ad azioni prolungate per piu' 
giorni o simili (come per esempio forme di anta- 
gonismo), le persone possono essere trattenute per 
l'intera durata delle azioni (al massimo 14 giorni) su 
ordine del giudice. Tutto ciò' sulla base di 
"supposizioni" 0 "esperienze" della polizia. Non c'e' 
bisogno che ci sia alcuna concreta consistenza di 
reato. 

In effetti, l'art. 16 può' essere letto come una "Lex 
Demo". Si citano già' nei testo di legge "strisiconi" od 
oggetti simili. Da ciò' traspare che questo art. 1 6 non 
e' in alcun modo una lotta all'alta aiminalita', che anzi 
continua cosi' ad essere alimentata. 

Anche contro questo articolo del PAG venne inoltrata 
una petizione. Ma nell'Agosto del 1990 la Corte 
Costituzionale bavarese decreto' che questo articolo 


era conforme alla Costituzione.ln breve poterono 
essere raccolte le prime esperienze relative all'art. 16, 
che abbiamo documentato nell'appendice di questo 
capitolo. 

Fin qui ci ritroviamo col sunto del Reader. 

Ma la PAG offre ancora di piu'. La polizia e' cosi' 
autorizzata a fermare e chiedere le generalità' a 
qualunque persona dalla quale suppone di poter 
trarre indicazioni di utilità' oggettiva. 

Naturalmente vengono condotte "inchieste segrete e 
programmatiche sulle persone che possono essere 
condotte ininterrottamente fino a 48 ore (osservazione 
prolungata)" ed utilizzati "mezzi tecnici segreti per 
l'identificazione, come fotografie, identikit ed 
intercettazioni di discorsi e parole" (citazioni dirette 
dal PAG). 

In definitiva il PAG offre tutto do' che il cuore di un 
Ministro degli Interni desidera... 

Per ulteriori informazioni, ci si può' riferire alla sud- 
detta rivista "Servizi Segreti e Polizia - Protezione 
dello Stato contro la liberta'" dell'FSI Informatik del- 
l'Università' di Eriangen. E' in preparazione una nuova 
edizione, che può' essere ordinata con assegno 
circolare di 10 DM presso l'FS! Informatik AK 
Datenschutz Martenstr. 3 8520 Erlangen . 

Non lasciatevi sottomettere! 

Mostriamo allo stato degli sbirri la nostra protesta 
fantasiosa, pacifica ma determinata contro la WWG e 
altre porcherie!!! 

Stefan 

Nel frattempo abbiamo ricevuto un foglio della 
Commissione di Inchiesta di Monaco. Siccome anche 
altri gruppi-persone ne sono interessati, l'ho trascritto: 
CARE DISTURBATRICI, CARI DISTURBATORI! 

Ci e' giunto all'orecchio che qui e la' c'e' poca chia- 
rezza, indignazione e insicurezza per quanto riguarda 
l'applicazione da parte degli sbirri dell'arresto 
preventivo durante le azioni anti-WWG e soprattutto 
durante il viaggio di andata degli attivisti. A do' ci 
opponiamo, a una formazione mitologica repressiva. 
La carcerazione preventiva, uno dei tanti particolari 
multicolori degli strateghi della parola, e' un pezzo nel 
mosaico della generale strategia preventiva della 
moderna politica per la sicurezza dello Stato, cosi' 
come essa venne strutturalmente sviluppata dalla fine 
degli anni '60, realizzata durante gli anni '70 e ora, 
grazie alla cosiddetta "Legge per la sicurezza 
(protezione dello Stato)", viene assicurata di fatto. 

La modifica della legge bavarese sui compiti della 
polizia (PAG = PolizeiAufgabeGesetz) rappresenta 
anche una reazione alla protesta contro il WAA di 
Wackersdorf: uno strumento giuridico per la sicurezza 
del potere atto a poter far tremare, canalizzare o 
schiacciare proteste future (abusive), scioperi e 
opposizioni già' nei loro preamboli. 

Fino a questo momento la carcerazione preventiva 


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ECN MILANO 




era possibile in Baviera per un massimo di 48 ore. La 
riforma del PAG significa quindi un aumento del 700% 
nella durata del fermo fino ad un massimo di 14 
giorni. Allo stesso modo le corrispondenti leggi della 
polizia di Badens-Wuettensberg, Brema e Amburgo 
rendono possibile una carcerazione preventiva di 2 
settimane. La differenza pero’ sta nel fatto che in 
queste regioni federali la detenzione preventiva di 1 4 
giorni non e' stata condotta come strumento politico di 
repressione nel contesto della procedura abituale 
dell'opposizione, l'elenco estensivo degli arresti e' 
presente come nel PAG bavarese, la detenzione 
preventiva e' stata finora difficilmente applicata. 

Le azioni anti-WWG potrebbero rappresentare una 
prima, grossa possibilità' di applicazione per la 
struttura irrigidita della carcerazione preventiva. I 
controlli preventivi sono consueti anche in altre re- 
gioni federali. 

A Monaco non ci sara' mai uno scenario di repres- 
sione visibile. Alle ultime grosse manifestazioni a 
Francoforte ci furono altrettanti precontrolli meticolosi 
tra i partecipanti, come ci furono maggiori fermi 
durante il viaggio di andata per Berlino Ovest negli 
ultimi anni presso la ASOG. E' importante tenere a 
mente che i concetti paranoici di sicurezza degli 
strategi della polizia, del Ministero degli Interni bava- 
rese e della relazione del distretto amministrativo di 
Monaco non sono imponibili politicamente automa- 
ticamente ne' si devono necessariamente sollevare, 
cosi' come i loro cervelli malati fantasticano. Hans- 
Peter Uhi, capo del distretto amministrativo, auspica 
già' nel frattempo nel "Sueddeutschen Zeitung" che gli 
abitanti di Monaco restino a casa, evitando la citta' e 
vengano informati in maniera sicura direttamente 
dalla televisione. Anche ciò' non gli riuscirà'; non 
riusciranno ad isoiare i cosiddetti cittadini nei 
carcere simuiativo deila televisione. 

Vediamo principalmente due potenziali modalità' di 
applicazione del PAG: 

Appena prima del WWG, vengono fermate e arrestate 
persone dei gruppi di preparazione del congresso, 
della manifestazione e dei giorni di mobilitazione fino 
alla conclusione delle azioni anti-WWG. Questa 
sarebbe quindi una palese politica d'emergenza del 
Ministero degli Interni bavarese, che vuole reprimere 
ogni capacita' di azione politica. Nel caso in cui si 
delinei una simile politica repressiva, questa dovrebbe 
quindi anche circolare; do non significa che si tratti di 
un incantesimo. In tal caso si dovrebbe anche reagire 
politicamente e apertamente e, per quanto possibile, 
discutere offensivamente la politica stessa 
d'emergenza (possibilità' di reazione) e quindi 
aH'esterno, di fronte alla stampa borghese, poterla 
contrattaccare. Si cerca ora di iniziare una 
preparazione politica ad una simile situazione d'e- 
mergenza. 

L'altra possibilità' di applicazione non si differenzia 


fondamentalmente per quanta riguarda l'azione da 
altre grandi esperienze in Germania; forti precontroHi 
durante il viaggio di andata, le manifestazioni e i 
cortei. La differenza bavarese sta nel fatto che esiste 
la possibilità' di arrestare anche come semplici 
"disturbatori". Il "disturbatore" e' colui che viene 
registrato nel computer della polizia, anche senza 
alcuna una condanna giuridica. Un'incarcerazione 
preventiva può' durare a seconda della decisione del 
giudice piu' di 48 ore fino alla fine del congresso del 
G-7 di mercoledì' 8 Luglio. Si raccomandano le nor- 
mali misure precauzionali: sapere quali oggetti pos- 
sono essere portati con se' o trasportati, evitando 
strade di grossa affluenza. Nel caso in cui uno di voi 
venga fermato e trattenuto dagli sbirri, deve uscire 
dopo 48 ore oppure condotto subito davanti ad un 
giudice istruttore, procedura che può' durare a volte 
delle ore. Avete diritto ad un avvocato difensivo; 
potete telefonare quindi alla EA (bisogna avere con 
se' 23 Pf.). 

La EA predispone con gli avvocati l'assistenza della 
gente in custodia preventiva. Se una lesbica vuole 
essere difesa da un'avvocatessa, do' può' avvenire 
fin tanto che ci sono avvocatesse a disponibili. Ore 
dopo l'arresto, chissà' quando, verrete poi condotti 
davanti al giudice istruttore. Resta scontato che sia 
presente un avvocato. I giudici decidono se la carce- 
razione sia presumibilmente giustificata oppure da 
interrompere. Nessuno può' essere trattenuto oltre 
mercoledì' 

La decisione del giudice sullo stato di fermo non 
avviene a porte aperte, bensì' secondo il rapporto 
della polizia e senza testimoni indipendenti. La 146 
StPO in questo caso non vale, do significa che gli 
avvocati possono rappresentare piu' persone per la 
stessa causa. Nel caso in cui il giudice sanzioni una 
continuazione della carcerazione, potete fare appello 
immediatamente presso il tribunale locale. Fatelo 
subito anche presso il giudice istruttore. 

L'appello immediato verrà' deciso senza udienza, 
sulla base dei rapporti, do' significa che non sarete 
presenti. Per gli arresti di 73 manifestanti anti-WA 
nelle azioni dell'autunno 1989 in Kronstetten, per 
esempio, la corte locale ha sentenziato un ordine 
d'arresto. Se siete in arresto, non siete piu' sotto 
custodia preventiva, bensì' in arresto poliziesco. Avete 
pero' teoricamente le normali diritti di ricevere giornali, 
visite, libri, acquisti che vengono stabiliti dal giudice 
istruttore. Non ci sono pero' ancora esperienze 
concrete. Cerchiamo di creare un rete di aiuto sulla 
EA in altre citta' tedesche, e di creare un'assistenza 
forte per la gente che viene arrestata in zone lontane 
da Monaco. Altrimenti vi consigliamo di leggere le 
correnti informazioni della EA , di non perdere il 
coraggio, di non arrarbiarsi e "calma e gesso". 
Speriamo di essere stati esaustivi con le informazioni 
date e di aver sfatato l'immagine data dagli apparati 
della sicurezza, dagli zombie del WWG come 


13/07/92 


ECN MILANO 


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spettacolo mediale di liberta' e economìa di mercato. 


A NOI LA STRADA! Il 

vostro EA MONACO. 



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File : CAMPDARB.Y01 

(11/07/92) 



CONCLUSO IL TERZO CAMPEGGIO DI LOTTA 
CONTRO LA BASE YANKEE DI CAMP DARBY A 
TIRRENIA (PISA). 


OGGI 12 LUGLIO SI E' CONCLUSO QUESTO 
CAMPEGGIO CHE DAL 9 HA VISTO UN CENTINAIO 
DI COMPAGNI MOBIUTATI IN ATTIVITÀ' DI 
CONTROINFORMAZIONE. 


IERI SI E' SVOLTA LA MANIFESTAZIONE 
NAZIONALE A TIRRENIA E IL 
SUCCESSIVO BLOCCO DAVANTI ALL'ENTRATA 
PRINCIPALE DELLA BASE. 

SENZA COMUNQUE AVERE LA POSSIBILITÀ' DI 
CREARE TROPPI PROBLEMI, VISTO CHE POLIZIA 
E CARABINIERI CERANO (CI SONO SEMPRE) MA 
LA PRESENZA DEI COMPAGNI NON E' STATA 
DELLE PIU' NUMEROSE. FORSE PER QUESTO 
MOTIVO NON CE' STATO ALCUNA 
CONFLITTUALITÀ' CON L'AUTORITA', NE' AL 
MOMENTO DELL'OCCUPAZIONE DEL 

CAMPEGGIO NE' DURANTE LA MANIFESTAZIONE. 


MAGGIORI RAGGUAGLI VERRANNO MESSI IN 
RETE ENTRO 2 GIORNI. 


SALUTI A TUTTI 


AGENZIA DICOMUNICAZIONE ANTAGONISTA 



ECN MILANO 


UJP. MI Leoncnvallo 22 0 13.07.1992 


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